(contro il) venerdì 17.

17 novembre 2017 § Lascia un commento

venerdì 17

Annunci

cellulari.

17 novembre 2017 § Lascia un commento

i telefoni cellulari fuori luogo sono la causa numero uno di tutte le anomalie temporali.

l'attesa [ferdinand georg waldmüller, 1860]

l’attesa [ferdinand georg waldmüller, 1860]

il signor pynchon e l'insediamento di springfield [umberto romano, 1937]

il signor pynchon e l’insediamento di springfield [umberto romano, 1937]

 

 

voodoo.

12 novembre 2017 § Lascia un commento

«SONO LIETO di annunciarvi che i Black Grape sono tornati in pista, e con un album che spacca il culo. I giochi di parole di Shaun, dispiegati in modo devastante, centrano l’obiettivo sia che colpiscano bersagli ovvii come Trump sia quando sono alle prese con altri più oscuri, lo scoprirete da soli. Il mondo è paralizzato attualmente, e la stronzaggine regna sovrana, spacciata in modo subdolo per candore. Mai come oggi abbiamo bisogno di quel mix di sfacciataggine di strada e intelligenza mancuniana. Quest’album ne ha a pacchi». (Irvine Welsh, scrittore)

«Quando abbiamo parlato a Youth gli abbiamo spiegato che volevamo ficcare nel mix Beach Boys, Geto Boys, Bee Gees, fare un mischione e uscircene con qualcosa di nostro». (Shaun Ryder, musicista)

humboldt.

7 novembre 2017 § Lascia un commento

alexander von humboldt [heinrich friedrich füger]«Di notte potevo sentire il verso dei delfini di fiume, che sembrano russare, davanti a isole, abitate da migliaia di fenicotteri, aironi bianchi e trampolieri rosa, con i loro grandi becchi a spatola. Una volta rischiai di morire toccando inavvertitamente del curaro, un veleno in grado di provocare una paralisi mortale. Le tribù lo usavano per avvelenare le punte per le loro cerbottane e rimasi affascinato dalla sua potenza. Vedemmo le anguille elettriche combattere contro una trentina di cavalli, colpevoli soltanto di attraversare il loro habitat. Guardando l’orribile lotta tra anguille e cavalli, pensavo alle forze che, nei campi più svariati, provocano fulmini, o legano tra loro metalli o fanno muovere gli aghi delle bussole. Imparai così a partire da un dettaglio o un’osservazione e poi passare al contesto più ampio. Imparai che sono tante voci a rivelarci che tutta la natura respira». (Alexander von Humboldt, dipinto di Friedrich Georg Weitsch)

[grazie a Pascal di Radio2 per la storia]

computer.

28 ottobre 2017 § Lascia un commento

computer lifenel caso non abbiate la pazienza e/o la concentrazione necessaria per leggere questo articolo, piuttosto lungo ma davvero molto interessante (al di là di qualsivoglia romanzo e/o film di fantascienza/cyberpunk), la conclusione è questa:

“Ma lo status presente e reale delle macchine intelligenti è al contempo banale e più potente di qualsiasi futura apocalissi robotica. Turing è spesso definito il padre dell’intelligenza artificiale, ma si è limitato a dire che le macchine potrebbero diventare abbastanza intelligenti da stimolare un’interazione. La cosa si può a malapena definire intelligenza, sia essa artificiale o reale. Ed è anche molto più facile da ottenere. I computer hanno già convinto le persone a trasferire le proprie vite al loro interno. Le macchine non hanno avuto bisogno di rendere le persone immortali, di promettere di esaudire ogni loro capriccio, o di minacciare di distruggerle arbitrariamente. Hanno solo avuto bisogno di diventare una parte di tutto ciò che fanno gli esseri umani, facendo sì che questi ultimi non siano più in grado, o non vogliano, fare più quelle stesse cose senza i computer.

Questo futuro ha qualcosa di tragico. E non è il fatto che le persone potrebbero non essere preparate a un’apocalissi robotica, o che potrebbero morire invece di caricare i loro dati. La vera minaccia che proviene dai computer non sta nel fatto che potrebbero sostituire e distruggere l’umanità con i loro poteri e la loro intelligenza. È che potrebbero rimanere banali e impotenti come sono oggi, ma essere comunque in grado di prendere il nostro posto”.

colori.

24 ottobre 2017 § Lascia un commento

colors [beck]leggo in giro che il nuovo disco di beck non vi è piaciuto molto. a me non piace molto tanta musica “innovativa” che ultimamente pare valga la pena di essere ascoltata non solo perché bellissima ma anche perché altrimenti sei solo un vecchio fuori dal giro. va bene così, non c’è problema. probabilmente questo nuovo beck è molto lontano da un certo beck che avevamo imparato ad amare (ma forse che beck non è stato sempre una continua sorpresa?), eppure mi sento di affermare senza tema di smentita che anche solo una scorreggia iper-prodotta di beck vale molto di più del disco di [inserire gruppo/artista/genere hype a caso uscito negli ultimi due anni da soldout istantaneo ma che chissà se arriverà mai al tredicesimo disco]. questo tanto per chiarire, la classe non è acqua. e comunque, mi sa che dal vivo questo disco farà allegramente muovere un bel po’ di culi. a me piace, sì. vai col groove.

“Who am I supposed to be
In the middle of the day
With no good connection?
I’m so free now”

armi.

4 ottobre 2017 § Lascia un commento

«Era un tipo normalissimo, non ho mai intravisto in lui qualche segnale inquietante. Era il classico vicino di casa che inviti volentieri la domenica a messa e poi al barbecue nel tuo giardino», ha dichiarato Chris Michel, proprietario dell’armeria Dixie Gun Work dove Stephen Paddock (responsabile della strage di Las Vegas, 59 morti e 527 feriti) si riforniva. Ecco, forse il problema più grande – quello di cui bisogna avere paura – sta proprio in questo, nel non vederci niente di anormale e inquietante in un tizio che colleziona quarantadue (42) armi da fuoco. Se è vero che una pistola poggiata su un tavolo prima o poi verrà presa e usata, è tanto difficile immaginare cosa potrà potenzialmente fare un uomo che ha la passione delle armi da guerra? Mi chiedo fino a quando gli U.S.A. sani tollereranno ancora il secondo emendamento che garantisce il diritto di possedere armi.
stephen paddock @ las vegas