leggerissima.

6 agosto 2021 § Lascia un commento

ancora una volta ho messo insieme qualche pezzo che mi piace, adesso guidato da un sentimiento tropicale e misterioso: dal paradiso che va dal niente a un bacio all’amata/odiata estate i pezzi si muovono tra italia brasile e oltre, come se fossero due lati, uno d’azzurro e l’altro a saudade: chi vincerà? qui e ora c’è bisogno di leggerezza, anzi di… LEGGERISSIMA. accetta il mistero, continua a sognare: la musica cura. ascolta se ti pare, metti mipiace e seguimi per nuove playlist. olá.

“metti un po’ di musica leggera perché ho voglia di niente”


olimpiadi.

31 luglio 2021 § Lascia un commento

che belli questi atleti veri che si commuovono anche “solo” per un bronzo, e subito dopo la vittoria abbracciano l’avversario. e che tristezza ripensare a quei calciatori che non accettano il secondo posto e scappano via, togliendosi subito la medaglia: arroganti, ridicoli, o infantili? tutte e tre le cose, probabilmente. forse i soldi danno alla testa, e ti fanno perdere di vista la potenza e la soddisfazione date da un sacrificio ricompensato. evviva lo sport e la sportività!

Maria Centracchio, bronzo per il judo a Tokyo 2020.

battiato.

18 Maggio 2021 § Lascia un commento

addio maestro. proprio l’altro giorno ho comprato un tuo libro, attraversando il bardo. mi piace pensare che sia semplicemente passato oltre.

«Io sono. Io chi sono? Il cielo è primordialmente puro ed immutabile, mentre le nubi sono temporanee. Le comuni apparenze scompaiono, con l’esaurirsi di tutti i fenomeni. Tutto è illusorio, privo di sostanza. Tutto è vacuità. E siamo qui, ancora vivi. Di nuovo qui, da tempo immemorabile. Qui non si impara niente, sempre gli stessi errori. Inevitabilmente gli stessi orrori, da sempre, come sempre. Però in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio, sono una cosa sola, inseparabili. La luce si unisce allo spazio, in una cosa sola. Io sono. Io chi sono? La luce si unisce allo spazio in una cosa sola, indivisibili. Io sono. Io chi sono?»

keep it real

16 marzo 2021 § Lascia un commento

stanotte ho sognato di essere a un concerto degli Animal Collective​, era pieno di gente. musica che non avevo mai sentito, ma erano indubbiamente loro, le loro classiche esplosioni psichedeliche, anche perché c’era Avey Tare​ (coi capelli un po’ più lunghi, come se non vedesse un barbiere da un po’) che cantava alla sua solita maniera. un nuovo tour con delle canzoni nuove. buon s(e)(o)gno. io ci voglio credere.

daftpunk

22 febbraio 2021 § Lascia un commento

scusate, ma comunque io pensavo che i daft punk si fossero sciolti già da tempo, ovvero da quando non erano riusciti a portare in tour R.A.M. (album che personalmente non ho molto amato, tranne per qualche pezzo), nascondendosi non so dietro quale scusa. quindi questa cosa del video con l’epilogo non la capisco proprio, davvero, ma che senso ha? tra l’altro con lo spezzone di un film musicale che non ha capito nessuno e che non aveva manco un pezzo dei daft punk stessi (qualcuno mi dica se ricordo male). boh. può anche essere che tutto questo significa altro, può anche essere un nuovo inizio. wikipedia dice che il film electroma racconta di due robot che fanno di tutto per diventare umani; ecco, forse la chiave sta proprio in questo: si sono stufati dei caschi, e vogliono fare altro (piuttosto indicativa la luce alla fine del tunnel che si vede nell’immagine conclusiva del video). perché, davvero, ma chi stava pensando ai daft punk, con questi chiari di luna? ‘sta cosa pare più un rigirare il coltello nella piaga, per chi li ama, oppure solo un modo per dire, ehi, siamo ancora qui.

miles

19 febbraio 2021 § Lascia un commento

…Miles! Non ci posso credere che non ci sei più, e la cosa mi rende molto triste. Proprio l’altro giorno avevo ripubblicato la dedica che mi avevi fatto sul tuo cd, “Quando si alza la marea… nuota!”, e appena entro in camera mia ti vedo sempre, la tua scritta sul poster, in verde: “Keep it real!”. Mi ero trasferito da poco, e questa scritta ce l’ho davanti agli occhi da anni, la leggo sempre, è sempre d’ispirazione; e anche quello strumento africano di cui nemmeno sappiamo il nome è sempre lì in bella vista, su una delle casse dello stereo, quando me l’hai regalato dicesti che magari un giorno avremmo potuto suonare insieme. Quando ci siamo conosciuti io avevo i capelli corti quasi come i tuoi, e pure la barba, sembravamo proprio fratelli; è stato bello andarsene in giro insieme e chiacchierare, ascoltare i racconti della tua irrequieta adolescenza da “punkabbestia” (dicesti proprio così, in italiano!), della nuova vita a Los Angeles, dello yoga e dell’arte contemporanea (che bella visita che facemmo al Madre!). Ancora ricordo con un sorriso quando un po’ imbarazzato mi chiedesti se era okay chiedere un altro po’ d’olio sulla pizza per farci la scarpetta. È davvero terribile che non ci sei più. Ricordo che volevi trasferirti qui a Napoli, peccato questo sogno non si sia mai realizzato. Ti ho visto più volte suonare, da solo e insieme agli Akron/Family, uno dei concerti più belli e sconvolgenti che abbia mai visto, se non vi avessero fermato probabilmente sareste andati avanti tutta la notte… quanta bellezza perduta. Resta la musica, sì, ma non è la stessa cosa, mancherai come amico, tanto. Buon viaggio Miles, ti voglio bene.
.
“And me
I just want to be satisfied
And me
I just want to be free
And me
I just want to hide my face until it’s over
But it seems I’ve got no choice so here
I am”

piacere.

14 febbraio 2021 § Lascia un commento

«Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso.
A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì».

(David Foster Wallace, Una storia ridotta all’osso della vita postindustriale)

sanremo

30 gennaio 2021 § Lascia un commento

scusate, ma da quand’è che amadeus è diventato il gran maestro della musica italiana? tutti a pendere dalle sue labbra, in spasmodica attesa di una sua decisione manco fosse davvero politica. almeno sanremo fosse l’inizio di un ragionamento serio su come far riprendere i concerti in questo paese… ma vi pare che sia così? si cerca semplicemente una scappatoia per far partire il solito circo mediatico di qualche giorno: figuranti, congiunti, pubblico gratuito o pubblico pagante, pubblico in nave addirittura… ma chi se ne frega se sanremo senza pubblico non si può fare! forse qualcuno dimentica che il settore della musica dal vivo (e non solo) è praticamente fermo da marzo 2020, dal concerto più piccolo al festival più grande. qualcuno ha rispetto di questa cosa? sanremo non si può fare? e perché nella situazione in cui ci troviamo si dovrebbe fare, scusate? perché lo dice amadeus o perché bisogna scatenarsi con il solito commento/meme selvaggio? davvero sanremo porterebbe beneficio al settore? dalle premesse e dalla mancanza di un vero ragionamento sulla situazione, a parte le scappatoie di cui sopra, mi sembra proprio di no. scommettiamo che se mai si farà poi tutto resterà come prima? sarò comunque contento di essere smentito, in caso contrario. si vuole definire sanremo una trasmissione televisiva come d’altronde effettivamente è, né un concerto né uno spettacolo in un teatro, giusto perché sanremo è sanremo e a quel paese che non è certo il bel paese tutti gli altri. ma perché sanremo dovrebbe trarre vantaggio da questa cosa, a differenza di tutti gli altri? non vi sentite presi in giro? tragicomicamente, almeno un po’. davvero dobbiamo essere costretti a elemosinare e accontentarci di sanremo, per un po’ di musica? perché non si pensa e non ci si concentra sulla situazione musica dal vivo in generale? certo, sanremo può anche piacere, nessun problema e niente polemiche, ma non è questo il punto del mio discorso, spero si sia capito. nel mio piccolo, tutta la mia piena solidarietà va sempre e comunque a chi la musica la fa e l’apprezza davvero, senza bisogno di televisione e cazzate varie, ovvero musicisti, tecnici, e organizzatori. speriamo di rivederci presto sotto palco, un palco vero.

afraid of americans

6 gennaio 2021 § Lascia un commento

«A differenza di Bowie, all’epoca i Nine Inch Nails erano all’apice della loro popolarità. Prima del tour, David mi disse: “In questo tour non suoneremo nessuna hit, faremo solo questo disco nuovo e basta. Anche se nessuno vuole sentirlo. Ma io ne ho bisogno”. E allora io pensai: “Be’, sono proprio davanti all’uomo che pensavo che fosse. È proprio qui davanti a me”. Avrei anch’io il coraggio di fare la stessa cosa? È questo, il coraggio? È una cosa che davvero mi ha segnato.
Comunque ancora penso a lui continuamente, e lo ascolto costantemente. E sono grato per il fatto di averlo incontrato e sono anche grato per quanto, che ne fosse a conoscenza o meno, mi abbia aiutato in quel brutto periodo prima che mi decidessi a farla finita con le cazzate. E ancora sento la sua voce. Lui è riuscito a superare tutta quella merda di cui mi ero ricoperto. E gli sono grato per questo». (Trent Reznor, ricordando David Bowie)

umanità

1 gennaio 2021 § Lascia un commento

come da tradizione, il primo album dell’anno: Sung Tongs by Animal Collective.
per gli amici, per gli animali e anche per i robot della boston dynamics.
chi l’avrebbe mai detto che un video di robot che ballano mi avrebbe commosso/emozionato/divertito così tanto?!??
tutto è possibile, forza!