film.

17 febbraio 2019 § Lascia un commento

per un attimo, in metropolitana, la materializzazione di un mondo perfetto. una donna che incontra il suo uomo per caso e lo tiene stretto a sé lungo tutto il tragitto, un bacio lungo tre fermate, tesa sulle punte. intanto, la ragazzina in piedi accanto a me legge e sottolinea il manifesto del partito comunista, armata solo della sua mente e di un’antiquata matita. sopraffatto dall’emozione, metto giù la rivista e mi godo questo casuale momento di musica scelto dalle mie cuffie. ciak, si gira.

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classifiche.

12 febbraio 2019 § Lascia un commento

più ascolto le canzoni che vanno per la maggiore oggigiorno, più mi chiedo cosa vi sia entrato nella testa e nelle orecchie, cari amici. qui gli unici che stanno facendo bene il proprio lavoro sono la televisione più piatta e le più grandi case discografiche (cadaveri zombie sempre pronti ad azzannare moda usa&getta, è risaputo, senza alcuna voglia di approfondire e sperimentare). le classifiche sono diventate davvero democratiche (o populiste?), piacciono proprio a tutti, senza limiti di età. da quello più disinteressato che ascolta musica al telefonino seduto sul cesso, ai più quotati addetti ai lavori sempre sul pezzo con la libreria mp3 perennemente aggiornata agli ultimi tormentoni. senza ovviamente dimenticare gli esagitati hipster neo-appassionati di vinile da collezione. bene così, chi sono io per obiettare, ma che assoluto mistero questa omologazione del gusto! proprio non capisco. rimpiango i tempi in cui per scaricare un pezzo ci mettevi tre giorni, e un disco lo scoprivi su un giornale di carta o in un negozio di dischi. magico! ero anche giovane.

scrivo questo senza alcuno snobismo e/o polemica, forse giusto con un po’ di nostalgia, ma nemmeno tanta, dato che io stesso faccio uso degli ultimi mezzi tecnologici per allargare la mia cultura musicale… ed è questo che caldamente vi consiglio: prendetevi sempre cura delle vostre orecchie e della vostra anima. rock’n’roll!

🤘👴

epifanie.

15 gennaio 2019 § Lascia un commento

le città invisibili [italo calvino]forse ricordo male, ma se non sbaglio qualche tempo fa il concerto dell’epifania era almeno una buona occasione per ascoltare un po’ di musica classica diretta da qualche riconosciuto maestro. adesso anche qui tutto colonizzato da vacui canzonettari provenienti da x-factor, amici e sanremi vari. dove la rima sole-cuore-amore vince sempre sulla musica. dopo il buon vincenzone mollica che si spertica in lodi per rosalia al tg1 della sera, direi che le classifiche dei grandi numeri stanno vincendo a mani basse, occupandoci completamente immaginario e immaginazione. “la gente questo vuole”: non è vero, la gente è pigra, prende quello che c’è. il mondo è dei curiosi, potremmo dire a essere ottimisti e sognatori, non bisogna mai smettere di cercare, è questa la chiave di volta: la curiosità che vince sul piattume e l’omologazione. parafrasando l’ottimo calvino delle città invisibili/invivibili, ogni uomo riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone: che ognuno parta quindi alla ricerca della propria oasi, che potrà anche rivelarsi miraggio, ma almeno per un attimo sarà stata sogno. a ciascuno l’immaginario e l’immaginazione che vuole e che merita.

non lo so
e non mi interessa
lascia le mie stanche ossa
e vola

low

31 dicembre 2018 § Lascia un commento

Non so se Double Negative dei Low è il disco dell’anno, ché non sono tanto bravo a fare classifiche, ma è sicuramente uno dei dischi più intensi che abbia ascoltato negli ultimi mesi, uno di quelli che mi ha colpito di più. Un deserto di elettr(on)icità implosa che mi fa pensare a un salto nell’ignoto tarkovskijano, uno spazio/tempo dove la vita resiste tenace e da cui si esce arricchiti e più forti, come il tuffatore di Paestum che vivrà per sempre nell’attimo dell’ultimo tuffo, immortale. Versi privi di senso e rime sessiste lasciamoli pure a chi li vuole, e a chi li merita. Tanti auguri a tutti, io questo anno lo comincio così, con le cuffie in testa e le pantofole ai piedi. Cercando sempre di farla funzionare, con un doppio negativo che si fa magicamente positivo.

natale 2018.

25 dicembre 2018 § Lascia un commento

finisce alfine questo 2018, anno alquanto difficile per ragioni varie e qualche delusione (d’altronde ognuno sta combattendo la propria battaglia, certo), ma ecco anche una ritrovata sicurezza (sarà la meditazione mattutina?) e una nuova avventura lavorativa (la mia prima busta paga!). e poi sono pure ritornato a fare piscina, yoga addirittura!, ed è bellissimo. questo giusto per ricordarvi che la realtà delle cose è sempre complessa e variegata, mai piatta e semplicistica. sforziamoci sempre di rifletterci su.

per questo natale mi/vi regalo quindi una canzone dei carpenters, canzone malinconicamente disneyana da ascoltare ogni sera prima di addormentarsi, lasciandosi cullare dalla voce della dolce ma sfortunata karen, per non dimenticare che nonostante tutto si può sempre sognare: «perché i sogni sono proprio come il vino, e io ne sono ubriaco».

tanti auguri di un sereno natale e di un buon anno nuovo che vi porti tutto quello che desiderate! a voi e famiglia, chiaramente!

L’incapacità di essere veritiero.

17 dicembre 2018 § Lascia un commento

Paulo aveva fama di bugiardo. Un giorno arrivò a casa dicendo che aveva visto per la campagna due dragoni dell’esercito dell’indipendenza che sputavano fuoco e leggevano fotoromanzi. La mamma lo mise in castigo, ma la settimana seguente arrivò raccontando che era caduto nel cortile della scuola un pezzo di luna, tutto pieno di buchetti, come un formaggio, e lui l’aveva assaggiato e sapeva di formaggio. Questa volta Paulo non solo restò senza dolce ma gli fu anche proibito di giocare a calcio per quindici giorni.
Quando il bambino tornò dicendo che tutte le farfalle della Terra erano passate per la fattoria di Siá Elpídia e volevano formare un tappeto volante per trasportarlo al settimo cielo, la madre decise di portarlo dal medico. Dopo la visita, il dottor Epaminondas scosse la testa: «Non c’è niente da fare, Dona Colò. Questo bambino è un vero e proprio caso di poesia».
 

(da Racconti plausibili di Carlos Drummond De Andrade)

trappole.

15 dicembre 2018 § Lascia un commento

jim morrison mugshotQuanta violenza, in questo continuo parlare. Quelli dell’artista senza colpe che si scagliano contro quelli dell’artista coglione e viceversa, e poi, ancora, quelli che sei un idiota a pensarla così, non ti vergogni, sei un vecchio (come se poi essere giovani fosse per forza un valore positivo ed essere vecchi un’offesa, quando in antichità erano proprio gli “anziani” a essere ritenuti gli unici portatori di saggezza e verità). Eppure riflettere sarebbe così semplice, fermarsi un attimo a guardare quello che è successo, senza sputare sentenze di getto. L’artista non ha colpe della stupidità/cattiveria umana e della tragedia avvenuta, questo deve essere chiaro, colpe ne ha chi fa entrare più gente del consentito (se è questo che è successo), chi ha il locale non a norma per questo genere di spettacoli, e chi decide che è giusto vendere uno spray al peperoncino a un ragazzino. Poi c’è l’eventuale ragazzino che dalla sua ha la stupidità dell’età (anche se ciò non giustifica lo sbaglio), e in alcuni i casi la malafede (e questo è il peggio che possa accadere). Chi ha sbagliato, paghi. Non il genere musicale, non l’artista, ma solo chi ha sbagliato deve pagare. Eppure, si può continuare la riflessione al di là della tragedia, a mente fredda? Perché una cosa così non si può chiudere semplicemente, archiviarla con da una parte i buoni e dall’altra i cattivi. La divisione non è così netta. Credo sinceramente che non ci sia niente di cui vergognarsi nel domandarsi sul perché un/a ragazzino/a va a un concerto e si porta dietro lo spray al peperoncino: questo concerto cos’è, una guerra, un posto dove puoi farti male? Te lo porti per creare il panico e rubare a casaccio approfittando del fuggi fuggi generale? Questo è il peggio di cui sopra, e solo pensare una cosa del genere mette i brividi. Io personalmente non capisco. Così come – con tutto il rispetto possibile – non capisco il perché un genitore si senta entusiasta di portare il proprio bambino a un concerto dove testi così “negativi” (le virgolette le metto per i fan/atici del genere che però non giudico, al massimo esprimo la mia opinione, dato che ognuno è libero di ascoltare e apprezzare la musica che gli pare) non sono certo il massimo della “moralità” (che è una cosa molto diversa dal “moralismo”, vi ricordo). Inoltre, se all’epoca della mia adolescenza i miei avessero apprezzato la stessa musica che ascoltavo io (perlopiù metal di cui nemmeno leggevo i testi, e a tal proposito ricordo anche il “panico” inscenato a un concerto dei Metallica, ma questa è un’altra storia, e soprattutto si trattava solo di spettacolo) sinceramente mi sarei sentito molto a disagio, e infatti non credo che – tornando ancora più indietro nel tempo – un genitore sia mai stato contento di accompagnare un proprio figlio a un concerto dei Doors, nonostante la loro proposta musicale fosse in qualche modo perfino accettabile a delle orecchie adulte e i testi di Jim Morrison fossero addirittura “poetici”; questo perché la musica che ascolti da adolescente è soprattutto trasgressione e rivoluzione (Morrison incitava a liberarsi e alla rivolta sociale, non all’individualismo più becero e squallido), e se piace anche a mamma e papà – bello che ti accompagnino ai concerti, certo, poi magari parliamo del complesso di Edipo – allora c’è qualcosa che non torna, è una trappola, forse, oltre all’artista in questione, c’è anche qualcuno che con i suoi potenti mezzi sta cercando di venderti qualcosa sfruttando le tue vulnerabilità (come la grande truffa di Malcolm McClaren e dei Sex Pistols, certo, ma il punk non fu e non è solo questo, anzi, e soprattutto il punk non era e non è né capitalista né reazionario: i veri punk vogliono UCCIDERE la regina, questi trapper vogliono ESSERE la regina), ma questo è un altro discorso. Tornando a noi, perché un bambino deve sentire testi dove si inneggia così esplicitamente a droga e donne oggetto e soldi facili? Li capisce? Li apprezza? Se ne dissocia? Che effetto potrà fargli? Ognuno ha le proprie idee al riguardo, anch’io ce l’ho, vige la libertà di espressione ma quello che lascia perplessi è perché un ragazzino che non ha i mezzi per capirli deve essere esposto tranquillamente a “messaggi” del genere (fa davvero strano pensare che siano addirittura finiti in prima serata sulla Rai del Primo Maggio, quando in passato certi artisti sono stati censurati per satira politica, ma tutto torna: la reazione controllata dall’alto è molto più rassicurante di una rivoluzione caotica che parte dal basso). Questo sinceramente non lo capisco, e non capisco nemmeno gli adulti più o meno giovanilisti (va tutto bene, questa musica piace anche a me) e/o paternalisti (va tutto bene, sono ragazzi, devono crescere) (attenzione, “giovanilismo” e “paternalismo” sono un atteggiamento non certo un giudizio da parte mia) che non si pongono il problema né prima né dopo quello che è successo (adulti tra cui magari ci sono anche quegli stessi che si scandalizzano per un videogioco violento, o per un bacio gay in pubblico). Non voglio dire che è sbagliato, io chiedo, e non credo ci sia niente di cui vergognarsi nel chiedere. L’unica cosa di cui bisogna vergognarsi è la banalità, e il tenersi la propria opinione come se fosse tutto così semplice e scontato, come se la verità assoluta fosse così a portata di mano. Io non ho risposte perciò chiedo, e continuo a riflettere, senza alcuno scandalo. La realtà delle cose è molto più complessa di quanto si possa pensare.

Ora, se proprio volete commentare questo post, sempre se ce l’avete fatta a leggere tutto e non vi siete scocciati prima, vi prego gentilmente di:

1) ricordare rispettosamente che sono morte delle persone innocenti e ancora di più sono i feriti nel corpo e nell’anima,
2) contare fino a 100,
3) rileggere bene il post,
4) rileggere ancora meglio il post,
5) usare toni educati e non insultare nessuno,
6) tenere bene a mente che questo post non è contro nessuno e non vuole giudicare né offendere né incolpare nessuno, è solo una mia riflessione senza alcuna pretesa di essere nel giusto, anzi è piena di dubbi, e – anche se non è necessario né obbligatorio – mi farà molto piacere se qualcuno di voi vorrà discutere civilmente dell’argomento. Grazie mille.