Libera fuga, o anche “Breve ed efficace metodo per contrastare il dolore?”.

4 febbraio 2016 § Lascia un commento

«Queste idee o queste sensazioni o questi vaneggiamenti, d’altra parte, avevano per lui un loro lato gratificante. Si trasformava il dolore di molti nel ricordo di uno solo. Si trasformava il dolore, che è lungo e naturale e vince sempre, nel ricordo personale, che è umano e breve e sfugge sempre. Si trasformava un racconto barbaro di ingiustizie e di abusi, un ululato incoerente senza principio né fine, in una storia ben articolata dove c’era sempre la possibilità di suicidarsi. La fuga si trasformava in libertà, anche se la libertà serviva soltanto a continuare a fuggire. Il caos si trasformava in ordine, sia pure a spese di quello che è comunemente noto come senno». (Roberto Bolaño, 2666 – La parte di Amalfitano)

sangue.

13 gennaio 2016 § 1 Commento

un film non sarà mai come il libro, sarà migliore o peggiore, questo non lo so, ma sarà sicuramente diverso… e a me piacerebbe comunque vederlo, un giorno. il libro lo consiglio a tutti quelli che non hanno paura dell’orrore, ma anche del candore, che si può celare tra le pieghe dell’animo umano…

scalped man [blood meridian]“McCarthy scrisse ‘Meridiano di sangue’ basandosi sulle memorie di Samuel Chamberlain, scrittore e avventuriero americano, nonché uno degli ultimi sopravvissuti della famigerata cavalcata di John Joel Glanton attraverso il Messico alla ricerca di scalpi indiani. Assoldata dal governo messicano per scovare e sterminare una gang apache, la banda di Glanton veniva pagata a scalpo. Ben presto Glanton e soci capirono però di poter guadagnare tutti i soldi che volevano scovando e sterminando qualsiasi altro indiano avesse avuto la sfortuna di attraversare la loro strada. Deluso dal modo di fare di Glanton, lo stato di Chihuahua mise una taglia sugli scalpi di Glanton e la sua banda. La banda si diede alla fuga diretta in Arizona, non senza lasciarsi alle spalle una scia di distruzione e morte…” [articolo, qui]

 

parole.

12 gennaio 2016 § Lascia un commento

«Il primo colloquio telefonico, quello di Pelletier, ebbe un inizio difficile, anche se Espinoza si aspettava una chiamata, come se per entrambi fosse duro dirsi quello che prima o poi dovevano dirsi. I venti minuti iniziali ebbero un tono tragico in cui la parola destino fu usata dieci volte e la parola amicizia ventiquattro. Il nome di Liz Norton venne pronunciato cinquanta volte, nove delle quali invano. La parola Parigi risuonò in sette occasioni. Madrid, in otto. La parola amore fu pronunciata due volte, una ciascuno. La parola orrore venne pronunciata in sei occasioni e la parola felicità in una (la usò Espinoza). La parola decisione risuonò in dodici occasioni. La parola solipsismo in sette. La parola eufemismo in dieci. La parola categoria, al singolare e al plurale, in nove. La parola strutturalismo in una (Pelletier). Il termine letteratura nordamericana in tre. Le parole cena e cenare e colazione e sandwich in diciannove. Le parole occhi e mani e capelli in quattordici. Poi la conversazione si fece più fluida. Pelletier raccontò una barzelletta in tedesco a Espinoza e lui rise. Espinoza raccontò una barzelletta in tedesco a Pelletier e anche lui rise. Di fatto, entrambi ridevano avvolti nelle onde o qualunque cosa fosse a unire le loro voci e le loro orecchie attraverso i campi scuri e il vento e le nevi pirenaiche e fiumi e strade solitarie e le rispettive interminabili periferie tutt’intorno a Parigi e Madrid». (Roberto Bolaño, 2666 – La parte dei critici)

bowie.

11 gennaio 2016 § Lascia un commento

02 mad smilenon eri il mio preferito, ma hai scritto delle canzoni bellissime. fino all’ultimo momento ti sei guardato intorno, hai ascoltato, e hai cercato di emozionarci. questo pezzo è incredibile, così malinconico, eppure quasi senza tristezza, come un uomo che ha la fortuna di guardare felice alla vita che ha vissuto, senza rimpianti, né rimorsi; pensavo fosse il tuo modo per salutarci, eppure hai lottato, hai resistito, e anche quest’anno, proprio qualche giorno fa, hai voluto farci un altro regalo, un album diverso da tutti gli altri, sempre proiettato in avanti: una stella oscura, eppure bianca, abbagliante, per provare a mostraci cosa c’è dall’altro lato, magari. una volta ti ho pure visto, ricordo lo spaesamento davanti a un artista così grande che cantava cose che non capivo, ero piccolo; fino a ieri ho sperato, sognato, di vederti ancora una volta: sarebbe stato bello cantare le tue canzoni con gli amici, assistere non solo a un concerto, ma prendere parte a uno spettacolo. sarebbe stato davvero bello, sì… non pensavo finisse così. caro bowie, io ho sempre creduto fossi un vampiro, e invece adesso ti sei rivelato semplicemente immortale. ciao david, buon viaggio, sei di nuovo tra le stelle.

“Where are we now?
Where are we now?
The moment you know
You know, you know”

leggere.

3 gennaio 2016 § Lascia un commento

«Con un Libro in mano, l’Homo ludens è libero. Almeno nella misura in cui gli è concesso esserlo. È lui a stabilire le regole del gioco, obbedendo soltanto alla propria curiosità. Gli è dato di leggere sia libri intelligenti, dai quali apprendere qualche cosa, sia libri sciocchi, perché anche da quelli è possibile ricavare informazioni. È libero di non leggere un libro sino alla fine e di cominciarne un altro dall’ultima pagina, risalendo verso l’inizio. È libero di farsi una risatina là dove non è previsto, o di soffermarsi inaspettatamente su parole che poi ricorderà per tutta la vita. È libero infine – e nessun altro passatempo lo consente – di prestare ascolto alle argomentazioni di Montaigne o di fare un tuffo nel Mesozoico». (Wislawa Szymborska, Letture facoltative)

un buon anno.

31 dicembre 2015 § Lascia un commento

caro sufjan, molti dicono che il disco migliore dell’anno l’hai fatto tu, e forse è proprio vero. quello che è sicuro, è che il concerto più intenso dell’anno sei stato davvero tu, sì. poca roba quest’anno, e nemmeno sono andato al primavera, certo, però non penso sarebbe cambiato qualcosa. ero lì che ti guardavo e non riuscivo a capacitarmi, sei un angelo o cosa? in un mondo migliore, saresti tu a cantare al concerto di natale che entra nelle case di tutti (oltre a essere santa sufjan, chiaro). c’è voluto parecchio dolore per tutto questo, lo so, ma credo ne sia valsa la pena, no?

sufjan&carrie&lowell“Search for things to extol
Friend, the fables delight me
My blue bucket of gold
Lord, touch me with lightning”

eccentrico//malinconico

30 dicembre 2015 § Lascia un commento

peanuts [tuono pettinato]

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