sunday youth

11 novembre 2018 § Lascia un commento

i sonic youth che si vendono chitarre e concerti è triste non perché si stanno svendendo, ma perché la possibilità di tornare a suonare insieme si allontana sempre di più. per soldi o per passione, la loro reunion sarebbe probabilmente l’unica a commuovermi. ogni volta che in un locale risuona una loro canzone è sempre un brivido di gioia e nostalgia. per ciò che è andato perso, e per l’incerto che verrà.

“immagino sia vero che non è mai troppo tardi
tuttavia ancora non so cosa farò oggi”

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halloween blues

31 ottobre 2018 § Lascia un commento

sister gertrude visionDa qualche settimana a questa parte mi sono rimesso a fare mixtape, non so perché, mi è venuto così. Quando il materiale scarseggiava ne facevo parecchi, ma adesso che per il curioso il bacino a cui è attingere si è fatto potenzialmente infinito è molto più complicato raccapezzarsi fra così tanti dischi. Almeno questa è la mia impressione, sempre che non ci sia un algoritmo che fa tutto il lavoro per noi. Oggi si chiamano playlist, infatti, ma a me piace continuare a chiamarli ancora mixtape, ed è anche per questo che cerco di mantenermi sotto l’ora come una musicassetta da 60 con tanto di copertina fatta a mano, o addirittura intorno ai 40minuti proprio come un vecchio vinile. Questo è il primo mixtape che mi è uscito, parte e finisce con una suora visionaria che suona il tamburello in lode a Dio ma nel mezzo si avventura per strani percorsi blues strabordando addirittura in qualche rumoroso territorio psichedelico. Non mancano i giovani, perché non si dica che qui si tratta solo roba da vecchi nostalgici (eppure questi giovani mi sembrano piuttosto vecchi, grazie a Dio). Potrebbero seguire ulteriori modifiche. Nel frattempo ascoltate, se vi pare. A me pare anche un ottimo mix per Halloween, con certe sue atmosfere inquietanti e spettrali. Nel senso buono, naturalmente. 🎃🦇

 

consapevolezza.

8 ottobre 2018 § Lascia un commento

spot di lettura stratificata e complessa. è solo ipocrisia (“sì, il nostro smartphone può fare cose cattive, ma voi compratevelo lo stesso ché è fantastico”), oppure è più una bonaria pacca sulla spalla come a dire che è vero che la tecnologia fa male, ma ce la possiamo fare, quindi compratevi questo smartphone, andrà tutto bene. il messaggio di base naturalmente è sempre quello: comprate, perché d’altronde sempre di una multinazionale si tratta, non certo di un’opera di carità. certo è che questi multimilionari qualche dubbio hanno cominciato pure ad averlo, vedi anche il guru di ali baba che andato in pensione ha dichiarato di voler morire in spiaggia, non certo in ufficio. sarà. lo spot resta comunque ambiguo, anche per quelle due paroline messe in fine di spot, “wicked possibilities”, dove “wicked” sta di certo per “fantastico, figo, spettacolare”, ma anche “cattivo, malvagio, perfido”. cosa scegli? la verità è che siamo ancora troppo infantili per essere capaci di usare “bene” la tecnologia, il popolo è un bambino. scatta una foto e condividi, è così semplice: è tutto nelle nostre mani, sì. però l’importante è rifletterci su. almeno questo spot ci stimola a farlo, se vogliamo.

amarcord indie

29 settembre 2018 § Lascia un commento

Questo disco non mi soddisfa, riempe la pista di gente suicida. Viva di grinta che non si amministra, apprezzano tutto ubriachi di vodka. Poi si svegliano tardi, con le dita sui tasti. Si raccontano il party, si dividono in parti, applicandosi ai gusti. Questi dischi li ascoltano tutti, richiamano il mito di dancehall & clubbing. Questo disco è arrivato tardi, sindacalisti di cassa in quarti. Su questi pezzi mixati dai barbari balli lo stesso, ma mancano i bassi. Il tuo produttore ha fatto un errore, se voglio ballare mi scrivo ad un corso di danza. E’ un mio amico dal cuore deserto, vieni a questo concerto all’aperto. Pioggia di consigli da esperto, sull’impianto che manda elettronica. Pacco, dove cazzo mi porti? Voglio bassi profondi, elementi di ritmo non sempre rotondi confondono i fonici nei loro ascolti. Questo suono è poco accurato, lo dice un fonico che ha sempre studiato. Questa gente è qui per la gente, ascolta musica superficialmente. La mia presenza è irrilevante, taglio le tende, mi levo di torno per sempre. Se ascolto un disco, tralascio i rapporti sociali.

andrew w.k.

26 settembre 2018 § Lascia un commento

andrew wkgira voce che andrew w.k. non esista, ma sia solo un progetto delle case discografiche. o dei massoni, o degli illuminati. o un esperimento di controllo della mente dei giovani. o anche uno scherzo di quel buontempone di dave grohl! non esiste un solo andrew w.k., ma vari attori che lo impersonano. poi pare ci sia una persona che controlla tutto, tale steev mike. oppure il vero andrew w.k. è un allucinato schizofrenico con personalità multiple? una storia che p.k. dick non avrebbe saputo scrivere meglio. peccato (anzi no) manchi il finale. forse che un giorno david lynch ci farà un film? o già l’ha fatto, chi lo sa. party hard!

 

n.b.: a seguire tutti i link si rischia di impazzire, questo articolo è posseduto. o di fare le ore piccole, nel migliore dei casi. e dire che musicalmente il buon andrew non me l’ero nemmeno mai filato. adesso mi ritrovo affascinato dalla sua potente capacità di mitopoiesi. che cosa incredibile, la musica.

radiopiramide.

22 settembre 2018 § Lascia un commento

pyramid song [radiohead]mi sono tuffato nel fiume e che cosa ho visto?
angeli dagli occhi neri hanno cominciato a nuotare con me
una luna colma di stelle e macchine astrali
e tutte quelle persone che ero solito vedere
tutte le mie amanti erano lì con me
tutti i miei passati e i miei futuri
e ce ne siamo andati tutti in cielo con una piccola barca a remi
senza che ci fosse niente di cui aver paura e niente di cui dubitare

fargo.

21 settembre 2018 § Lascia un commento

non so a chi sia piaciuta fargo 3 (sì, sono arrivato un po’ in ritardo), essendo una serie più lenta e meno d’impatto rispetto alle altre due (sicuramente ci sono meno morti ammazzati, e la trama è un po’ più intricata). personalmente a me ha preso parecchio, ho avuto l’impressione come di una specie di trasformazione: a un certo punto ci sono i due fratelli coen (il loro mondo) che diventano franz kafka e david lynch (c’è perfino il signor palmer evanescente in una sorta di spazio/tempo immaginario…) con tutto ciò che ne consegue. poi c’è il super-villain varga che ho trovato eccezionale, interpretato da un grandissimo david thewlis (qualcuno se lo ricorda in “naked” di mike leigh?): il suo modo di agire e di stare al mondo è molto interessante, la sua è una malvagità che mi ha riportato alla mente quella del killer di “non è un paese per vecchi”: il male fatto per il male (peccato che esista anche il bene che rovina tutto), nonostante ci sia comunque un interesse economico. anche tutto il suo discorso nichilista sulla “verità” è stimolante, per via degli inaspettati risvolti filosofici: il passato è imprevedibile, è vero solo ciò che ci diciamo l’uno con l’altro e ciò che decidiamo debba essere vero. un vero e proprio hacker del pensiero. ma d’altronde tutta la serie fargo si basa sull’imprevedibilità di un’azione che accade quasi per caso dando poi il via a un grottesco domino di omicidi e follia. nella vita vera non c’è un così copioso spargimento di sangue, ovviamente, eppure non è che le cose seguano un filo così razionale. kafka e lynch, sì, proprio così.