comicon22.

6 Maggio 2022 § Lascia un commento

Dopo 2 anni di stop inevitabile e forzato, il Comicon è tornato, bambini e bambine di 2 anni fa sono ormai cresciuti e non vedevano l’ora di tornare a sfilare con il proprio cosplay, che più che più che un costume è una vera e propria dichiarazione d’identità: non è Carnevale, ma la vita vera, e che male c’è se si vuole entrare in un videogioco per qualche giorno, sentirsi veri Masters Of The Universe con gioia e passione, può fare bene e aiutare anche nella vita vera, dove i grandi (?) adesso hanno quasi deciso che la guerra è un gioco, il mondo è andato sottosopra, quei pulsanti sganciano bombe vere, non l’hanno ancora capito?

Come già da qualche anno a questa parte, nonostante il nome che ingloba le nuvolette (non sempre comiche, attenzione, anzi), i fumetti sono adesso una parte per il tutto, e il Comicon si è fatto sempre più grande, diventando giustamente festival internazionale di pop culture, come recitato da sottotitolo apposito. Ecco quindi sfilare youtuber, tiktoker, gamer, cosplayer  e chi più ne ha più ne metta, non è certo un problema: tra gli stand può persino capitare di incontrare una modella di PlayBoy, o meglio una Suicide Girl, ragazza iper-tatuata dagli occhi blu e i capelli azzurri che nemmeno il più abile game designer saprebbe disegnare, tale Riae, italo-irlandese da 7 milioni (!!!) di follower, che se anche volesse vendere il suo calendario a solo 1euro ne avrebbe da sfamare generazioni e generazioni, ragazzi e ragazze la guardano estasiati, lei risponde con dolcezza conturbante e non si sa se essere più sorpresi o che:  il fumetto è già sold-out, bellezza! Accanto a lei, gli animaletti tenero-pucciosi di Immanuel Casto, e va bene così.

Ma comunque qui i giochi ci sono per tutti i gusti, distese e distese di tavoli, giocattoli, carte e dadi, per non parlare degli schermi, delle mazzate in gommapiuma, e addirittura un alquanto rumoroso pit-stop in tempo reale su cui un grande come Leo Ortolani riesce persino a scherzare: lui è lì che parla dello spazio eccetera e gli tocca di sentirsi trapanare il cervello da jingle fin troppo realistici, pare di aver la casa  in ristrutturazione, ma pure di più, manco fossimo a un concerto di palazzi nuovi che crollano, eh.

Si ride lo stesso comunque, anche con Valerio Lundini che omaggia con piatto tipico napoletano la super tonica simpatica Andrea Delogu, piatto bianco e intonso, perfetto, Andrea è commossa, nonostante fino a qualche momento prima ci stia parlando del suo romanzo che incuriosisce fin dalla copertina: un cerbiatto Bambi che vuole uccidere il cacciatore che ha ucciso la sua mamma, il contrappasso è più che giusto, accucciato ai suoi piedi un lupo/volpe in surreale pacifica consistenza, hanno entrambi gli occhi rossi e questo la dice già lunga, sono oscuri, Andrea ci racconta questo: uomini che muoiono della stessa morte che infliggono a poveri e incolpevoli animali, manco fossimo in una puntata di Black Mirror, distopia sicuramente da leggere, incuriosisce, la Delogu sa il fatto suo, capelli fiammeggianti in coda di cavallo, si vede subito.

Poi c’è lo Zero più famoso di tutti, quello senza Calcare, un po’ scazzato e strappato (lungo i bordi) per il concerto degli amici saltato, e come dargli torto, la burocrazia è cosa più inutile che ci sia, soprattutto se manda all’aria il lavoro di mesi causa maledetta pioggia improvvisa e mancanza di empatia, per non parlare della comprensione (intellettiva), e vabè, pazienza, c’è comunque Michele che ci racconta di concerti dove la musica non è solo musica, ma anche attività sociale e soprattutto lotta, attento che arrivano i nazi, tocca pure fare a botte, ma almeno ci godiamo un po’ di musica sana e buona, anche allo storico Mamamu napoletano, dove il Dr. Pira e Kenobit ci danno dentro col metal a 8-bit, fantastico, mentre in strada impazzano fuochi d’artificio e Madonna dell’Arco, la strada è chiusa – come altri incolpevoli locali – e questa è Napule, ma nel caso potete sempre godervi anche un po’ di immancabile k/j-pop all’Asian Village, tra manga anime idol, tirando nel frattempo su del buon ramen preconfezionato, mamma e papà non vi diranno nulla, l’importante è non fare troppo rumore, neanche se vi mettete a disegnare.

E infine le mostre, messe su dal Magister Davide Toffolo, El Tofo per fan e amici, unico essere vestito da Yeti anche in estate, è giusto che sia così, speriamo la guerra prima o poi finisca, ma un’adolescenza è per sempre, ce lo raccontano le immagini assai curate, quelle coi nomi più strani e le storie più belle, questi non sono certo fumettibrutti, cercatevele, c’è anche un multiforme squalo che prima ti diverti e poi sbrocchi, a piacere vostro, senza dimenticare maestri come Cronenberg, d’altronde perché continuare a venire al Comicon e s/vagare finalmente libero senza mascherina, come il Pulcinella dell’altro maestro Miller,  nonostante il mezzo del cammin di nostra vita sia passato da un pezzo: continuare a cercare le storie, è questo, adolescenti per sempre, nonostante il tempo che passa e scorre via, sempre più mancante, si vorrebbe leggere e divorare tutto, ma come si fa, per adesso quindi ci si accontenta di un solo meritevole BeccoGiallo, le foto straordinarie disegnate da Elleni, poi si vedrà, loro sono tanti tu uno solo, ricordati che…  Eppure se volete mandarmi un volume, sempre a disposizione, il vostro umile sottoscritto ne parlerà sempre, bene, e appassionato soprattutto, grazie dell’attenzione, sì.  

sempre.

7 aprile 2022 § Lascia un commento

«Questo corpo non è me, io non sono limitato da questo corpo. Sono vita senza confini, non sono mai nato e non sono mai morto. Guardo il vasto oceano e il cielo stellato, tutto viene dalla base della mia coscienza. Sono sempre stato libero, al di là di ogni tempo e inizio. Nascita e morte sono solo una porta attraverso cui entriamo e usciamo. Nascere e morire è come giocare a nascondino. Perciò sorridi, prendi la mia mano e salutami. Domani ci incontreremo ancora, o anche prima. Ci rincontreremo sempre, alla fonte più vera. Ancora e per sempre, lungo gli innumerevoli cammini della vita». (Thich Nhat Hanh)

passato.

23 marzo 2022 § Lascia un commento

«Il problema era il seguente: come risparmiare un po’ di tempo in avanti, quando hai di fronte un deficit secco di futuro. La risposta più ovvia era – bisogna tornare un po’ indietro. Se c’è qualcosa di sicuro, è il passato. Cinquanta anni trascorsi sono più sicuri di cinquanta anni a venire. Tornando indietro di 2-3-5 decenni, guadagni esattamente altrettanto in avanti. Sì, è già stato vissuto, può essere un futuro “di seconda mano”, ma è comunque un futuro. Ed è in ogni caso meglio del niente che si spalanca ora. Dato che l’Europa del futuro è ormai impossibile, scegliamo l’Europa del passato. È semplice, quando non hai un futuro, voti per il passato». (Georgi Gospodinov, Cronorifugio)

mamma.

6 febbraio 2022 § Lascia un commento

La lotta contro la paura comincia dalla salatura della pasta, prosegue poi con la cottura della stessa. Per la signora Pina questa cucina è diventata un campo di battaglia, chissà la sua famiglia come la prenderà se sbaglia. Chissà se il piccolo Renato, di fronte a un piatto di spaghetti scotto e troppo saporito, non si lamenterà, ma dirà: «Mamma grazie, perché mi insegni ad essere un uomo coraggioso».

tenerezza.

19 gennaio 2022 § Lascia un commento

cominciare la giornata ascoltando la rassegna stampa culturale di rai3, con la giornalista che si commuove leggendo la lettera di Beppe Fenoglio morente alla figlia 2enne: non è una cosa tenera e bellissima? nonostante i tempi e tutto il resto, anche se ben nascosto tra le pieghe della realtà, qualcosa di umano ci è rimasto. conserviamocelo ben stretto.

leggerissima.

6 agosto 2021 § Lascia un commento

ancora una volta ho messo insieme qualche pezzo che mi piace, adesso guidato da un sentimiento tropicale e misterioso: dal paradiso che va dal niente a un bacio all’amata/odiata estate i pezzi si muovono tra italia brasile e oltre, come se fossero due lati, uno d’azzurro e l’altro a saudade: chi vincerà? qui e ora c’è bisogno di leggerezza, anzi di… LEGGERISSIMA. accetta il mistero, continua a sognare: la musica cura. ascolta se ti pare, metti mipiace e seguimi per nuove playlist. olá.

“metti un po’ di musica leggera perché ho voglia di niente”


olimpiadi.

31 luglio 2021 § Lascia un commento

che belli questi atleti veri che si commuovono anche “solo” per un bronzo, e subito dopo la vittoria abbracciano l’avversario. e che tristezza ripensare a quei calciatori che non accettano il secondo posto e scappano via, togliendosi subito la medaglia: arroganti, ridicoli, o infantili? tutte e tre le cose, probabilmente. forse i soldi danno alla testa, e ti fanno perdere di vista la potenza e la soddisfazione date da un sacrificio ricompensato. evviva lo sport e la sportività!

Maria Centracchio, bronzo per il judo a Tokyo 2020.

battiato.

18 Maggio 2021 § Lascia un commento

addio maestro. proprio l’altro giorno ho comprato un tuo libro, attraversando il bardo. mi piace pensare che sia semplicemente passato oltre.

«Io sono. Io chi sono? Il cielo è primordialmente puro ed immutabile, mentre le nubi sono temporanee. Le comuni apparenze scompaiono, con l’esaurirsi di tutti i fenomeni. Tutto è illusorio, privo di sostanza. Tutto è vacuità. E siamo qui, ancora vivi. Di nuovo qui, da tempo immemorabile. Qui non si impara niente, sempre gli stessi errori. Inevitabilmente gli stessi orrori, da sempre, come sempre. Però in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio, sono una cosa sola, inseparabili. La luce si unisce allo spazio, in una cosa sola. Io sono. Io chi sono? La luce si unisce allo spazio in una cosa sola, indivisibili. Io sono. Io chi sono?»

keep it real

16 marzo 2021 § Lascia un commento

stanotte ho sognato di essere a un concerto degli Animal Collective​, era pieno di gente. musica che non avevo mai sentito, ma erano indubbiamente loro, le loro classiche esplosioni psichedeliche, anche perché c’era Avey Tare​ (coi capelli un po’ più lunghi, come se non vedesse un barbiere da un po’) che cantava alla sua solita maniera. un nuovo tour con delle canzoni nuove. buon s(e)(o)gno. io ci voglio credere.

daftpunk

22 febbraio 2021 § Lascia un commento

scusate, ma comunque io pensavo che i daft punk si fossero sciolti già da tempo, ovvero da quando non erano riusciti a portare in tour R.A.M. (album che personalmente non ho molto amato, tranne per qualche pezzo), nascondendosi non so dietro quale scusa. quindi questa cosa del video con l’epilogo non la capisco proprio, davvero, ma che senso ha? tra l’altro con lo spezzone di un film musicale che non ha capito nessuno e che non aveva manco un pezzo dei daft punk stessi (qualcuno mi dica se ricordo male). boh. può anche essere che tutto questo significa altro, può anche essere un nuovo inizio. wikipedia dice che il film electroma racconta di due robot che fanno di tutto per diventare umani; ecco, forse la chiave sta proprio in questo: si sono stufati dei caschi, e vogliono fare altro (piuttosto indicativa la luce alla fine del tunnel che si vede nell’immagine conclusiva del video). perché, davvero, ma chi stava pensando ai daft punk, con questi chiari di luna? ‘sta cosa pare più un rigirare il coltello nella piaga, per chi li ama, oppure solo un modo per dire, ehi, siamo ancora qui.