suicide.

17 luglio 2016 § 1 Commento

alan vega

dopo aver visto neil young, la cui voce sembra ringiovanire col tempo, forse perché giovane è chi lo è veramente, ieri fortunosamente sono riuscito a vedere anche bruce springsteen. okay, spazio enorme e lontananza, ma se sei il boss questo non è un problema, le emozioni arrivano lo stesso, 4 ore di emozioni, springsteen suona e ti regala un sogno (la tua canzone preferita, un desiderio che si realizza), è questo il segreto. a un certo punto ho avuto la sensazione che stesse facendo quella sua famosa cover dei suicide, il mood era quello. una canzone se è bella non importa chi la suona, resta comunque bella, con o senza batterie elettroniche, anche nuda. poi stamattina mi sveglio e la brutta notizia è che è morto alan vega, cantante del seminale gruppo nuiorchese, l’ennesimo musicista che questo maledetto 2016 si porta via. i suicide suonavano i sintetizzatori quando intorno a loro c’erano quasi solo chitarre elettriche: facevano entrare il pubblico in sala e poi chiudevano le porte con le catene, nel caso a qualcuno fosse venuta la malaugurata idea di scappare via. la musica dei suicide era punk elettronico anni prima che una cosa del genere venisse concepita, un rock’n’roll portato all’estremo che aveva preso la lezione di elvis e l’aveva resa più anfetaminica e schizzata. immagino gli spettatori di quei primi concerti, che esperienza dev’essere stata. i suicide io li avrei visti un paio di volte solo molti anni più tardi, loro palesemente vecchi e io con le orecchie già abbondantemente svezzate e stuprate da suoni del genere… eppure. mi chiedo quale dei musicisti di oggi conserverà la sua forza nel tempo, chi di loro riuscirà ancora ad emozionare in un lontano futuro? domande inutili, pensieri vaghi… metto su un altro disco, in attesa del prossimo concerto.

“rock and roll can never die//rock and roll is here to stay”

patatine.

11 luglio 2016 § Lascia un commento

Voi siete lì che guardate i mondiali e/o postate indignazione a gò-gò come se questo davvero potesse cambiare lo stato delle cose, e intanto ieri sera alzo lo sguardo ed ecco una nuova patatineria inaugurata a Napule, proprio in mezzo a Lombardi e Gay-Odin (curiosità: ma prima delle patatinerie, che cacchio c’era in questi buchi angusti?). Una marea di gente che mangia patatine fritte come se fosse l’ultima novità creata da buongustai alieni, follia totale. Se fai 100 metri più avanti, lungo San Sebastiano, ce ne sono altre due di patatinerie, una di fronte all’altra (ma se ti scocci di camminare troppo basta allungarti giusto dal greco più sopra o dal kebabbaro più sotto, sempre patatine fanno). Un’altra patatineria sta più o meno di fronte al Modernissimo, e un’altra aprirà a piazza Dante. Se scendi lungo via Roma non te lo dico proprio quante ne trovi, e un’altra nuova ne ho vista pure a via San Biagio dei Librai. Ora io mi chiedo: siamo forse la cavia di un enorme esperimento OGM della CIA, o che? Come ha detto un mio amico ieri sera, “‘O fritt’ ‘nguoll”. Napoletani, arripigliatevi!!

 

(Napoli, 2 anni fa)

cancelli.

3 luglio 2016 § Lascia un commento

Di tutte le arti probabilmente è il cinema quella che più si avvicina al sogno… Che si tratti poi di sogno realizzabile o sogno completamente irreale non importa, l’importante è guardare e vedere. Grazie a tutti gli uomini e a tutte le donne che ci permettono di ricordare i nostri sogni, sempre. Buonanotte, signor Cimino.

lungomare.

24 giugno 2016 § Lascia un commento

Primo giorno in bici, e ho già qualcosa da scrivere nei miei ‪#‎diaridellabicicletta: un trans modello Divine/moiraorfei in bikini e tutta truccata che prende il sole beatamente distesa su una panchina, la testa poggiata in grembo al suo giovane e innamoratissimo fidanzato che le sussurra parole d’amore. Per oggi è andata, potrei anche ritenermi soddisfatto, grazie Napoli per il “lungomare più bello del mondo” (dove c’è anche gente che si fa il bagno tra barche e lamiere, un po’ umiliante, direi). Intanto c’è Action Bronson che mi canta nelle orecchie di amori non corrisposti, Action che in questi giorni se ne è andato in giro per Napoli per il suo programma di cucina e chissà quante pizze fritte si sarà strafogato.

“I’m not exactly flawless, but I’m gorgeous”

camorra.

17 giugno 2016 § Lascia un commento

Questo è il camorristico biglietto trovato ieri notte sullo specchietto della mia macchina, e se non mi sento di schifare completamente a morte il merdoso parcheggiatore abusivo di turno è solo perché almeno è stato capace di scrivere in un italiano più o meno corretto (al di là del messaggio surreale e della mancanza di punteggiatura), di questo devo dargliene atto (e poi, di chi è la colpa?). Intanto, poco lontano c’è l’ottimo sindaco uscente in maniche di camicia che cerca di farsi rieleggere da un pubblico di ubriachi fuorisede ballando il reggae di Maradona (questo il livello, vota e fai votare il masaniello meno peggio); grottescamente comico il saluto finale inneggiante a Zulù&99posse, dato che di questi sul palco non c’è nemmeno l’ombra. Il limite orario fissato per la musica in piazza è passato da un pezzo, ma che fa, l’importante è divertirsi; a terra, lo testimoniano un tappeto di bottiglie rotte e la tradizione in completa involuzione (altrove non è così, ma siamo in pochi ad apprezzare). Va tutto bene turisti, prendeteci d’assalto, Napoli non cambierà.
camorra parcheggiatori   

playtime.

16 giugno 2016 § Lascia un commento

il vero cinema non ha bisogno di parole, ma solo di visione che ammali, mostrando il mondo da un punto di vista diverso; è lo sguardo ingenuo a creare il genio più profondo, ma paradossalmente anche di questo la solitudine da computer ci ha derubato.

sentire.

14 giugno 2016 § Lascia un commento

svegliarsi con questa canzone in testa e sentire che certi musicisti sono come poeti, ma anche di più; mentre google ricorda lo scopritore dei gruppi sanguigni, tale landsteiner che magari vuole dirti che essere nati zero negativo (donare a tutti, per ricevere da uno solo) non è un caso (ma un destino). così come non è un caso che questo video sia diretto da spike jonze, quello delle creature selvagge nel cui paese viene celebrato l’ossimorico e violento potere dell’immaginazione. il mondo ci parla, se solo sappiamo ascoltarlo. buongiorno.

“Sento il dolore di tutti, e poi non sento più niente. Dipende da me? Non ci metterai molto a scoprirlo, ci siamo fregati di nuovo. Tanto vicino quanto osi essere, ma adesso basta, smettila di trascinarti. Prova a giocare pulito”.

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