maranza.

19 ottobre 2026 § 1 Commento

prima gli fate sognare un mondo nel lusso, poi vi indignate quando questi capiscono che non vivranno mai in quel mondo e si incazzano, spaccano tutto, saccheggiano. loro non hanno ancora i mezzi per capire, gli adulti e chi governa si presuppone di sì. di chi è la colpa? chi ha creato il problema? chi se ne approfitta e si arricchisce ancora di più? nessuna giustificazione, giusto un invito a rifletterci su, da un’altra angolazione. non esiste il mondo in bianco e nero.

la haine di mathieu kassovitz, 1995.

album.

14 ottobre 2026 § Lascia un commento

anch’io il difficilissimo giochino dei 9 album, quelli che mi hanno “sconvolto” gli ascolti e indicato la “strada”… 

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quarantena.

12 ottobre 2026 § Lascia un commento

una vecchia playlist fatta ai tempi del covid, lo dice il titolo stesso, quando eravamo tutti chiusi in casa ad ascoltare musica, o fare pizze, incerti su cosa ci avrebbe riservato il futuro. ricordate che si diceva che ne saremmo usciti migliori? certo, l’essere umano tende sempre al progresso, sempre in avanti, sempre in crescita: è sotto gli occhi di tutti, no? a ciascuno il suo. inevitabilmente malinconica, questa playlist, musica che ci aiuta a resistere al mondo moderno, sempre e comunque. l’immagine di copertina è presa da una vecchia edizione di (saggio sulla) cecità di saramago, a cui d’altronde anche il titolo è ispirato, letto all’epoca: josé uno di noi, nel successivo saggio sulla lucidità ancora più disperato, ma a guardare il mondo di oggi come dargli torto? siamo tutti ciechi. enjoy the music!

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battista.

27 settembre 2026 § Lascia un commento

un pezzo rap, senza base hip-hop. è possibile? o meglio, è ancora possibile fare hip-hop e dire qualcosa di nuovo? sembrerebbe di sì. zampogne e ciaramelle suonate, campionate, modificate, trasformate. suoni avvitati su se stessi e poi ributtati fuori, nuovi. in avanti. quell’esplosione finale che quasi fa pensare ad aphex twin, epoca come to daddy. un testo originale, che non racconta le solite cose. niente money, niente bitch. altro, magari. una storia di vita. bel pezzo, in attesa del disco. e bello pure il video.

animalia.

18 settembre 2026 § Lascia un commento

avey tare che urla come un nativo americano invasato, geologist che quasi sbatte la testa sui synth, panda bear tenerissimo con la foto della figlia neonata fissa davanti agli occhi. quanta bellezza dionisiaca. il pubblico che nemmeno conosce quelle nuove canzoni che di lì a 2 anni faranno sballare tutti. concerti così. dove sono andati, i tempi andati? fortunatamente esistono ancora, mettetevi una lucina in testa e cercate.

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avidità.

15 settembre 2026 § Lascia un commento

napoli 2018, per non dimenticare. pure l’offerta studenti. non sono sicuro sia andato soldout. 5000 posti circa.

per la situazione di oggi userei 2 parole: speculazione e avidità. un mondo ormai totalmente andato, malato, stadio terminale di turbocapitalismo selvaggio. si spera finisca presto.

tutti questi soldi non servono a niente e nessuno, nemmeno esistono materialmente. è la finanza, baby.

un tentativo di soluzione sarebbe non comprare, ma purtroppo comprano tutti. con tutte le difficoltà annesse e connesse. ci facciamo andare bene tutto, anche il dynamic pricing (e gli artisti che lo avallano). felici così. magari anche da lontano, che senti male e non vedi niente. la paura di perdersi qualcosa (fomo) ci ha davvero distrutti.

che poi se investi in un impianto home theatre e ti compri il blu-ray vai meglio e ti resta pure qualcosa. guardate a che punto mi hanno portato, il voler credere che il divano di casa sia meglio della real thing. e vabbè, a ciascuno il suo. è che ci hanno davvero preso tutto. buon divertimento. sempre se ci riuscite. a divertirvi.

daydreaming.

22 agosto 2026 § Lascia un commento

giusto un’altra playlist da ascoltare tra me e me, e chi vuole. elettricità lynchiana, sogno o incubo. a piacere nostro. come le allucinazioni dell’ultimo libro di mccarthy. un buon giorno oggi, dice il maestro. staremo a vedere. anzi, a sentire. l’inferno è sempre dietro l’angolo.

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[…ever since daydreaming became a form of dissociation, i’ve lost all sense of time. to be electric or not, that is the question: i’m so wild. just another lynchian dream. good day today, get into the groove]

“Electricity” – Captain Beefheart & And His Magic Band
“I Don’t Know What Time It Was” – Charlie Parker
“For Now And Forever” – Trans Am
“Good Day Today” – David Lynch
“Economic Train” – Lee “Scratch” Perry & Mouse On Mars
“Into The Groovey” – Sonic Youth
“See What You Say” – Lonesome Leash
“Untitled” – Animal Collective
“Molly & Aquafina” – Dean Blunt
“Subtle Bodies” – Carmen Villain
“Tropic Of Cancer” – Panda Bear
“Party Girl” – Michelle Gurevich
“Work” – Lou Reed & John Cale
“Walkin’ With Jesus” – Spacemen 3
“Please Stay” – The Cryin’ Shames
“Let’s Go Swimming” – Arthur Russell
“Steven’s Sunshine Rejected” – Croz Boyce (Avey Tare + Geologist)
“Hell Is Round The Corner” – Tricky & Martina Topley-Bird
“LN60: Jupiter Opposite Jupiter” – Dagmar Zuniga
“Old Fashioned Morphine” – Julie Holland
“Electricity” – Spiritualized

tenebre.

9 agosto 2026 § Lascia un commento

«…cosa succede quando moriamo? Cosa succede quando il corpo cede, il cuore si ferma e si spengono le luci? È la fine? Ci ritroviamo di fronte a un’eternità di nulla, di vuota e infinita non esistenza? O forse il genere umano è qualcosa di più del mero corpo fisico? Abbiamo un’anima, uno spirito o una coscienza capaci di trascendere la morte del corpo?».

Cosa succede dopo la morte, cosa c’è? Questa la domanda delle domande a cui l’uomo da sempre cerca risposta, fin dai tempi in cui dipingeva l’altro mondo sulle pareti delle buie caverne e preparava il defunto al viaggio infinito. Una domanda a cui l’uomo ha sempre cercato risposta, in un modo o nell’altro, con mezzi più o meno scientifici; certo, la scienza è andata avanti, gli strumenti sono migliorati, e se guardiamo ai tempi passati può scappare un sorriso di sufficienza, ma ricordiamo che la morte è pur sempre il dolore più grande che può provare un essere umano in vita, e quindi non è certo da biasimare chi fa di tutto, con qualsiasi mezzo, per crederci e comunicare con chi è andato al di là.

Questo libro – Cacciatori di tenebre, di Ben Machell – racconta appunto, come da sottotitolo, i casi del detective dell’occulto Tony Cornell, membro della Società per la Ricerca Psichica fondata nel Regno Unito nel 1882 nel pieno fiorire dello Spiritismo, che ha dedicato una vita intera a rispondere a quelle domande oscure che si nascondono nell’animo umano, cacciatore di quelle tenebre non per forza cattive, ma semplicemente misteriose. Poltergeist e fantasmi, colpi e rumori, tavolini che ballano e cucchiaini che si piegano: tanti i casi presi in esame da Cornell e colleghi, nel tentativo di capire e accendere almeno un lampo di luce nel buio.

Tutto nasce da un evento che Cornell non riuscirà mai a spiegarsi fino alla fine dei suoi giorni, un incontro con un santone indiano che improvvisamente si trova a chilometri e chilometri di distanza quando giusto un attimo prima stava conversando faccia a faccia con lui: com’è possibile una cosa del genere, esiste una realtà altra e nascosta? Il santone vuole dimostrare che esiste una realtà diversa da quella che vediamo e tocchiamo, e d’altronde se anche volessimo affidarci alla religione scientista avremmo i nostri bei problemi, infatti  la stessa fisica non sempre si trova in accordo con se stessa, la meccanica quantistica è diversa dalla teoria della relatività, e la scienza a volte ci mette del tempo a spiegare l’inspiegabile, mutando giustamente nel tempo.

Tra le pagine di questo libro troviamo quindi descritti tanti casi in apparenza inspiegabili, tutti casi affrontati con calma e razionalità da Cornell, fino a spiegarli con empatia e semplicità, perché sì, la maggior parte delle volte si tratta semplicemente di casi umani: un bambino dispettoso che si fa poltergeist, un adulto problematico che per un motivo o per un altro cerca semplicemente attenzioni, oppure ancora più semplicemente una truffa messa in atto da abili medium in grado di capire le debolezze di chi si trova davanti. Eppure qualcosa di inspiegabile resta, come una voce disincarnata che non dovrebbe sentirsi, una presenza che non dovrebbe esserci, una carta indovinata non si sa come… E allora, che si fa?  Esiste forse, così come ipotizzato da uno dei membri della società di cui sopra, un campo percettivo comune che al di là dei sensi unisce gli esseri umani permettendo l’accadere di fenomeni come telepatia o psicocinesi?  

Oggi tutta la ricerca sembra essersi spostata sul web, a un certo punto sembrava fosse diventato difficile ricreare tutte quelle “truffe” di inizio secolo, eppure adesso basta aprire youtube per essere subissati da una valanga di video più o meno misteriosi, adesso si monetizza così. L’interesse resta, la ricerca continua. Certo, sarebbe stato così semplice se solo uno dei tanti indagatori dell’occulto fosse tornato indietro, anche solo per un attimo, per raccontarci cosa c’è aldilà… Tutto quello che resta invece sono solo vecchi scatoloni ingombri di cose, e pagine scritte che non lasciano un granché, se non un mesto senso di insoddisfazione.

«Se si vuole confutare la legge secondo cui tutti i corvi sono neri, non occorre provare che non ci sono corvi neri. Basta dimostrare l’esistenza di un solo corvo bianco».

love.

8 agosto 2026 § 1 Commento

io sono sempre triste ma mi piace di sorprendermi felice insieme a te… ovviamente si parla di musica, non vi fate strane idee. una playlist fresca fresca, anche un po’ cinematografica. per me, e per chi vuole. 

❤️✨

“E se” – Cosmo
“Flower Moon” – Durand Jones & The Indications + Aaron Frazer
“Just Like Honey” – Jesus And The Mary Chain
“Girls” – Death In Vegas
“Photography” – Arcade Fire & Owen Pallett
“Orange County” – Gorillaz
“O Stars” – Josephine Foster
“The Roving” – Bonny Light Horseman
“Cerchi Nell’Acqua” – Paolo Benvegnù
“Theme From Eternal Sunshine From The Spotless Mind” – Jon Brion
“I Love Her Shadow” – Arcade Fire
“This Could Be…” – Nia Archives
“Everybody’s Gotta Learn Sometime” – Beck
“Harbour (Song For Elizabeth)” – Beverly Glenn-Copeland
“Baran” – Calid
“Hot Dreams” – Timber Timbre
“Love Will Tear Us Apart” – Joy Division
“I’m In The Mood” – John Lee Hooker
“True Love Will Find You In The End” – Daniel Johnston
“Wanda, stai seria con la faccia ma però…” – Paolo Conte

ceuta.

1 agosto 2026 § Lascia un commento

c’erano una volta i poveracci che partirono alla volta del nuovo mondo per una nuova vita. lì nella nuova terra il sogno si avverò, e i poveracci si fecero ricconi. ma nel frattempo altri poveracci avevano continuato a nascere, peccato non fossero più liberi di cercare una nuova vita in una nuova terra, così era stato deciso. i ricconi avevano dimenticato di quando i poveracci erano loro, e non volevano più nessuno perché, certo, non avrebbero voluto dividere con nessuno quello che adesso era solo il loro, così pensavano. ma cosa succederà il giorno in cui i poveracci saranno più dei ricconi. forse manca poco, o forse quel giorno è già arrivato. e la paura non avrà più dominio, perché a quel punto si tratterà solo di vivere o morire. e la vita vince sempre, al di là di ogni potere.

[foto di Mario Moron / JNA Press / Sipa USA]

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