un buon anno.

31 dicembre 2015 § Lascia un commento

caro sufjan, molti dicono che il disco migliore dell’anno l’hai fatto tu, e forse è proprio vero. quello che è sicuro, è che il concerto più intenso dell’anno sei stato davvero tu, sì. poca roba quest’anno, e nemmeno sono andato al primavera, certo, però non penso sarebbe cambiato qualcosa. ero lì che ti guardavo e non riuscivo a capacitarmi, sei un angelo o cosa? in un mondo migliore, saresti tu a cantare al concerto di natale che entra nelle case di tutti (oltre a essere santa sufjan, chiaro). c’è voluto parecchio dolore per tutto questo, lo so, ma credo ne sia valsa la pena, no?

sufjan&carrie&lowell“Search for things to extol
Friend, the fables delight me
My blue bucket of gold
Lord, touch me with lightning”

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eccentrico//malinconico

30 dicembre 2015 § Lascia un commento

peanuts [tuono pettinato]

stanze.

26 dicembre 2015 § Lascia un commento

“Niente viaggi, niente centri commerciali, niente bastoncini di zucchero o Babbo Natale; con l’avvicinarsi del giorno di festa, siamo solo noi due quest’anno; niente campanellini d’argento né vischio, ci baceremo e guarderemo un programma in tivù. Verrò da te, canterò per te, come se Natale fosse proprio qui in questa stanza; ballerò con te, riderò con te, fino a quando non sarà Natale, proprio qui. Niente ingorghi, né ghiaccio o tempeste, qui in casa c’è il tepore del fuoco; niente alberi di Natale, né parate, è solo un giorno come un altro. Niente feste, né posti dove andare, siamo solo noi due, e in questa casa vediamo una luce che viene da quello che sentiamo dentro. Lo so che un giorno arriverà la morte, ma il silenzio non mi fa paura; adesso ti sento ridere, la gioia più grande, come un’alba. Nessun regalo, sono tutti qui dentro di noi, una gloriosa allegria; e in casa vediamo una luce, che viene da quello che sappiamo dentro di noi. Verrò da te, canterò per te, come se Natale fosse proprio qui in questa stanza; ballerò con te, riderò con te, fino a quando non sarà Natale, proprio qui”.

trip.

23 dicembre 2015 § Lascia un commento

…e quindi pare che oggigiorno in italia per la maggiore vada un tizio che urla stonato e sguaiato parole a caso su basi che manco il karaoke midi peggiore, tutto questo per un risultato che dire irritante è dire poco, giuro che questa cosa proprio non la capisco: davvero vi accontentate di così poco, cantare a squarciagola canzoncine senza forma né senso, davvero la vostra vita è questo? per me musica non è per forza qualcosa che parli di me, per me musica è qualcosa che mi riconfiguri il pensiero, qualcosa che mi porti in un altro mondo: un viaggio. solo di gusti personali probabilmente si tratta, eppure…

“Non so nemmeno da dove cominciare, o come iniziare, in questi giorni. Le verdi montagne del Sud, o quelle argillose dell’Ovest. La nebbiosa grazia dei prati del Maryland a mezzanotte, facciamoci un viaggio sul blu bayou, sentiremo Roy Orbison piangere… Un continente plasmato dal vetro, o magari un paesino che possa gustare. I vestitini luminescenti delle ragazze di Barcellona… Voglio trovare la chiave, e aprire quel posto che è ovunque. Un po’ del cielo del Montana, bagnato nella FloriDada. Mandami una lettera da un mondo che non è così lontano ed è sempre qui, dove sono scomparsi tutti i confini e le notti sono incollate l’una all’altra, e si incollano a me così come io mi incollerò a te. Io ti prenderò le mani e tu prenderai il mio viso, e qualunque posto sarà casa nostra”.

liberi.

19 dicembre 2015 § 1 Commento

Il signor fakebook qualche giorno fa mi ricordava che l’anno scorso ho postato una foto che riportava una frase di Cioran: “Essere liberi significa emanciparsi dalla ricerca di un destino, rinunciare a far parte sia degli eletti sia dei reprobi; essere liberi significa esercitarsi a non essere niente”. …be’, non credo di essere così nichilista, ma quanta bellezza in queste parole, però. Penso comunque che il vuoto – unico stato in cui sia possibile raggiungere la felicità, ci insegnano buddisti e praticanti zen vari – sia affascinante e ricco di possibilità, non foss’altro per il fatto che può essere riempito; così come il buio, povero di luce, sì, ma potenzialmente ricco di sogni.

forever maglioni.

9 dicembre 2015 § 1 Commento

ancora non mi era capitato di andare al concerto di un gruppo [Forever Pavot] sulla cui copertina dell’album campeggia il ritratto del cantante/tastierista che indossa un maglione quasi uguale a uno che ho anch’io (uno dei miei preferiti, inoltre); quando i tipi se ne sono accorti, quasi mi portavano in trionfo. peccato avessero finito i vinili, probabilmente ne avrei presa una copia anche solo per questo.

forever pavot rhapsode sweater

scott.

4 dicembre 2015 § Lascia un commento

praticamente ogni volta che muore qualcuno si va a controllare la propria collezione di dischi (di film, di libri, etc) per valutare se sia più o meno giusto e/o “conveniente” commemorarlo o meno. per quel che vale o vi interessa (probabilmente niente), io all’epoca gli stone temple pilots li ho ascoltati abbastanza: all’inizio non mi sembravano nient’altro che spudorati cloni dei pearl jam (quando sentii plush alla radio pensai che a cantare fosse proprio eddie vedder), poi se ne uscirono con questo album stranissimo che mi incuriosiva già dalla copertina (molto diversa da quelle in voga al tempo) e dal titolo (“canzoncine dal negozietto di ricordini del vaticano”, più o meno) e che a me (ovviamente) piacque molto. in definitiva gli stone temple pilots partirono con il carrozzone grunge, ma poi riuscirono comunque a trovare una propria identità pop. ciao scott, chissà se troverai della buona droga anche lassù.

“Does anybody know how the story really goes
Or do we all just hum along
Sell your soul and sign an autograph
Big bang baby, it’s a crash, crash, crash
I wanna die, but I gotta laugh
We used to see in color
Now it’s only black and white
It’s only black and white
Because the world is color blind
Nothing’s for free, nothing’s for free”

Dove sono?

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