caproni.

21 giugno 2017 § 1 Commento

giorgio caproni

“Versicoli quasi ecologici”
di Giorgio Caproni
(da ‘Res Amissa’, 1972)

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: «Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra».

Questa una delle tracce da commentare della prova di maturità di oggi: bella! A cominciare dal titolo, con quella strana parola, “versicoli”, e quell’aggettivo così moderno, “ecologici”, ma soprattutto quel “quasi”, così traballante e insicuro. Vera poesia, nei versi e nell’argomento, una cosa che forse oggi è andata un po’ perduta, “res amissa”, appunto, così come la natura protagonista del componimento. Mi sarebbe piaciuto svolgere questa traccia.

Comunque, stimolato da un post dell’amico Daniele, ecco il mio ricordo da maturando scientifico: «Portai i programmi più lunghi e complessi: italiano e storia (ma solo perché purtroppo non uscì filosofia). Mi arrivò il compito di matematica, ma ero troppo fesso per copiare e così lo ripassai subito. Dopo l’orale (che andò bene), la commissione discusse per quasi un’ora perché la mia prof di italiano voleva darmi il massimo dei voti… Ma non ci fu niente da fare appunto perché non avevo completato il compito di matematica. Il giro in bici che feci con gli amici quel pomeriggio ancora lo ricordo: il più bello e libero di tutta la mia vita, probabilmente».

A voi, se vi pare.

p.s.: segnalo questo interessante progetto di Giovanni Succi (Bachi Da Pietra, etc): https://caproni.wordpress.com

I dati essenziali.

24 novembre 2016 § Lascia un commento

Etelberto si iscrisse alla Facoltà di Comunicazione. Là apprese che ogni soggetto giornalistico ben redatto deve rispondere alle seguenti domande: Chi? Che cosa? Dove? Come? Quando? Perché?
Si lasciò prendere a tal punto dall’oggettività e dalla portata della formula che da allora in poi, a qualsiasi proposito e persino senza nessun proposito, si sorprendeva a chiedere a se stesso chi, che cosa, dove, come, quando, perché.
Meditando per ore e ore, concluse che non solo la notizia, ma tutta la vita terrestre deve essere considerata alla luce dei sei dati, e questi dati sono quelli dell’avventura umana. La filosofia non pretende altro se non di trovare il “perché” del che cosa, e questa chiave continua ad essere sconosciuta. Il “come” tarda a essere chiarito totalmente, appaiono dubbi sul “quando”, e molte volte diventa impossibile appurare “chi” è chi. Stiamo sempre a interrogare Dio, i laboratori, il vento.
Etelberto si mise a guardare il mondo come una notizia mal redatta, che il copydesk non ha avuto il tempo di riformulare, o non ha voluto, o non ha saputo. Desistette dal diplomarsi in Comunicazione. Oggi ha un allevamento di trote, che gli rende buon denaro. È fornitore esclusivo di ristoranti a cinque stelle.

(Carlos Drummond De Andrade, Racconti plausibili)

estasi.

10 novembre 2016 § Lascia un commento

«Al di là di quello che abbiate potuto sentire o presumere, io voglio semplicemente diffondere luce e gioia nel mondo. I miei amici negli Swans sono delle persone eccezionali. Senza di loro sarei solo un gattino, un neonato. Il nostro obiettivo è il medesimo: l’estasi!».

sylvia.

12 ottobre 2016 § Lascia un commento

“19 agosto, l’una di notte. Ammettilo, pupa: hai avuto un bel po’ di occasioni. Forse non come Elizabeth Taylor o come un Hemingway alle prime armi, ma per dio, stai crescendo. In altre parole, ne hai fatta di strada da quell’essere introverso e sgradevole che eri solo cinque anni fa. Festeggiamo con pacche di approvazione sulle spalle? D’accordo: abbronzata, alta, quasi bionda, non male. E cervello, intuito, almeno in una certa direzione. Vai d’accordo con quasi tutti. Persino sotto lo stesso tetto, gomito a gomito. Non ti sei montata la testa e non soffri di una forma acuta di snobismo o di orgoglio. Sei disposta a lavorare. E duro, anche. Hai forza di volontà e stai diventando pratica della vita – e inoltre ti stanno pubblicando. Dunque hai conquistato il diritto di scrivere tutto quello che vuoi”. (Sylvia Plath)
sylvia-plath-white-bikini

vacanza.

26 agosto 2016 § Lascia un commento

e dopo aver vissuto una delle cose più belle ed emozionanti della mia vita, l’alba tra i calanchi (praticamente dopo tre giorni senza dormire), la vacanza finisce con l’assalto del biondissimo bambino italo-russo di nome gregorio, frenetico maniaco di selfie e vorace divoratore di colazioni altrui. la vita è l’arte dell’incontro, scriveva vinicius de moraes, e l’incontro è sempre un viaggio, aggiungo io. qui e ora. ciao e grazie amici vecchi e amici nuovi, è stato bello. arrivederci a presto.

paradiso.

30 maggio 2016 § Lascia un commento

«Tutti cercano di entrare in questo bar, un bar chiamato Paradiso. La band del Paradiso suona la mia canzone preferita, la suona di continuo, tutta la notte. Il Paradiso è un posto dove non succede mai niente. C’è una festa, e ci sono tutti. Tutti se ne andranno esattamente nello stesso momento. È difficile credere che questo niente possa essere così eccitante, e così divertente. Il Paradiso è un posto dove non succede mai niente. Quando questo bacio finisce poi ricomincerà di nuovo. Niente di diverso, sarà esattamente la stessa cosa. È difficile credere che questo niente possa essere così eccitante, e così divertente. Il Paradiso è un posto dove non succede mai niente».

estasi.

23 maggio 2016 § Lascia un commento

“Dolce notte d’estate, tiro via le lenzuola. La fronte sudata, la sveglia cigola che non mi stancherò. Il letto è una pozza e le pareti di fuoco, butto la testa sotto il lavandino. I brividi sul collo mi fanno il solletico, ma devo sgranchirmi le ossa e prendere un po’ d’aria. Mi rispondi al telefono, che sollievo. Scendi giù nella strada infuocata, è il sole che ci fa scivolare. Voglio solo andarmene un po’ in giro con te. E stare qui con te, andiamo, non importa dove, ti seguirò dove vuoi. Alla ricerca di un po’ di brezza, uno spuntino di mezzanotte. Io indico la finestra, tu il parco. Strappati via le maniche, e io butterò via i calzini. Balleremo le canzoni delle auto che passano. Zigzagheremo tra gli scatoloni, annuseremo la spazzatura. In giro nei nostri vestiti d’estate, senza una meta coi nostri corpi che brillano. Saluteremo l’alba del triste mattino blu. Uno sbadiglio violaceo, presto dormirai. Voglio solo andarmene un po’ in giro con te. E appena il sole va giù di nuovo, usciremo ancora. Non raffreddarti, mi piace il tuo tepore. Scambiamo il suono del calore con il suono della pioggia. È più facile dormire, quando ho il cervello bagnato. Avvolge il mio sonno in una lucentezza di zucchero. Bacio il vento dalla finestra. È la smania a chiamarci, non posso nasconderlo. Ho così tanto in testa che trabocca di fuori. Vuoi farti un giro nel quartiere finanziario? Potremmo bagnarci i vestiti, ma i palazzi dormono tutti. E non c’è nessuno che ci strattona via, mentre ce ne andiamo camminando tranquilli. Voglio solo andarmene un po’ in giro con te. Solo con te, con te, con te, con te…”

“Per noi è più un’esperienza d’ascolto sonico-psichedelica, che una semplice esperienza d’ascolto pop”.

Behind the Song: Animal Collective – ‘Summertime Clothes’

Dove sono?

Stai esplorando gli archivi per la categoria happiness su granelli.