vandermark.

8 dicembre 2017 § Lascia un commento

vi invito tutti a un caldissimo ascolto di questo disco, uscito e comprato nell’anno di grazia 1997. venti anni fa, sì. e solo qualche settimana fa sono riuscito a vedere il sassofonista in concerto, il mitico ken vandermark (andatevi a cercare la lista dei dischi/persone in/con cui ha suonato). quando gli ho porto il booklet per l’autografo di rito, lui ha esclamato: “oh wow, this album! thank you for being here, tonight”.

e senti come viaggia, questa bomba sonora.

 

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voodoo.

12 novembre 2017 § Lascia un commento

«SONO LIETO di annunciarvi che i Black Grape sono tornati in pista, e con un album che spacca il culo. I giochi di parole di Shaun, dispiegati in modo devastante, centrano l’obiettivo sia che colpiscano bersagli ovvii come Trump sia quando sono alle prese con altri più oscuri, lo scoprirete da soli. Il mondo è paralizzato attualmente, e la stronzaggine regna sovrana, spacciata in modo subdolo per candore. Mai come oggi abbiamo bisogno di quel mix di sfacciataggine di strada e intelligenza mancuniana. Quest’album ne ha a pacchi». (Irvine Welsh, scrittore)

«Quando abbiamo parlato a Youth gli abbiamo spiegato che volevamo ficcare nel mix Beach Boys, Geto Boys, Bee Gees, fare un mischione e uscircene con qualcosa di nostro». (Shaun Ryder, musicista)

colori.

24 ottobre 2017 § Lascia un commento

colors [beck]leggo in giro che il nuovo disco di beck non vi è piaciuto molto. a me non piace molto tanta musica “innovativa” che ultimamente pare valga la pena di essere ascoltata non solo perché bellissima ma anche perché altrimenti sei solo un vecchio fuori dal giro. va bene così, non c’è problema. probabilmente questo nuovo beck è molto lontano da un certo beck che avevamo imparato ad amare (ma forse che beck non è stato sempre una continua sorpresa?), eppure mi sento di affermare senza tema di smentita che anche solo una scorreggia iper-prodotta di beck vale molto di più del disco di [inserire gruppo/artista/genere hype a caso uscito negli ultimi due anni da soldout istantaneo ma che chissà se arriverà mai al tredicesimo disco]. questo tanto per chiarire, la classe non è acqua. e comunque, mi sa che dal vivo questo disco farà allegramente muovere un bel po’ di culi. a me piace, sì. vai col groove.

“Who am I supposed to be
In the middle of the day
With no good connection?
I’m so free now”

giovani.

8 luglio 2017 § Lascia un commento

amiche e amici, è ufficiale: da qualche anno a questa parte non mi piace quasi più niente. solo a leggere i titoli dei nuovi album italiani mi viene l’orticaria, se poi provo a sentire qualche canzone cominciano a strisciarmi certi vermi nelle orecchie che nemmeno nel film dell’orrore più pauroso. la finta ironia e il sarcasmo patetico, il latte alle ginocchia e la melassa che cola, i giochi di parole e i testi impegnati, quelli che non hanno niente da dire e quelli che se la credono troppo. forse dovrei chiedere aiuto, ma alla fine penso di stare benissimo anche così. largo ai giovani, e sotto maestro con la base. arrisentirci. ma non troppo presto, magari.

caproni.

21 giugno 2017 § 1 Commento

giorgio caproni

“Versicoli quasi ecologici”
di Giorgio Caproni
(da ‘Res Amissa’, 1972)

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: «Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra».

Questa una delle tracce da commentare della prova di maturità di oggi: bella! A cominciare dal titolo, con quella strana parola, “versicoli”, e quell’aggettivo così moderno, “ecologici”, ma soprattutto quel “quasi”, così traballante e insicuro. Vera poesia, nei versi e nell’argomento, una cosa che forse oggi è andata un po’ perduta, “res amissa”, appunto, così come la natura protagonista del componimento. Mi sarebbe piaciuto svolgere questa traccia.

Comunque, stimolato da un post dell’amico Daniele, ecco il mio ricordo da maturando scientifico: «Portai i programmi più lunghi e complessi: italiano e storia (ma solo perché purtroppo non uscì filosofia). Mi arrivò il compito di matematica, ma ero troppo fesso per copiare e così lo ripassai subito. Dopo l’orale (che andò bene), la commissione discusse per quasi un’ora perché la mia prof di italiano voleva darmi il massimo dei voti… Ma non ci fu niente da fare appunto perché non avevo completato il compito di matematica. Il giro in bici che feci con gli amici quel pomeriggio ancora lo ricordo: il più bello e libero di tutta la mia vita, probabilmente».

A voi, se vi pare.

p.s.: segnalo questo interessante progetto di Giovanni Succi (Bachi Da Pietra, etc): https://caproni.wordpress.com

fantasmi.

19 maggio 2017 § Lascia un commento

Allora tu pensi di saper distinguere il paradiso dall’inferno, i cieli blu dal dolore. E ti hanno costretto a barattare i tuoi eroi con dei fantasmi? Siamo solo due anime perse che nuotano in un acquario, anno dopo anno, sempre a correre sulla stessa vecchia strada. Cosa abbiamo trovato? Le stesse paure di sempre. Vorrei tu fossi qui.

liberato.

10 maggio 2017 § Lascia un commento

che poi oltre a mare vesuvio e maradona, dove stanno i luoghi comuni? probabilmente molti riferimenti sono riconoscibili solo dai napoletani, così come accade per certi pezzi inglesi (the streets? sleaford mods?), e va bene così. poi c’è la solita storia dell’amore spezzato, ma vabè. al di là della questione marketing, molto ben congegnata c’è da dire, qui c’è classe e sincerità, un certo racconto di napoli, e i pezzi sono belli (così come i video). liberato davvero sembra la risposta (popolare) napoletana a burial (che magari è “popolare” anche lui)… con qualche anno di ritardo, okay, ma si sa come vanno le cose in italia. quindi prendiamo quello che c’è. “neomelodico urbano avanzato”, vi piace come etichetta? si fa per scherzare eh, non vi arrabbiate…

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