ciliegie.

16 giugno 2018 § Lascia un commento

«Trent’anni fa, il 17 giugno del 1988, ricevetti la telefonata di Betta che in lacrime mi comunicava che Andrea era morto. Da allora quel momento si è congelato per me, lo ricordo nei dettagli. Dov’ero, che ora era, con chi ero. Scrissi a matita su un foglio “Pazienza è morto” per spiegare, all’amico che era con me, nel soggiorno della mia casa di Bologna, lo sgomento che lui leggeva sul mio volto.
Andrea era un amico, un autore con cui nel tempo avevo riso, disegnato, chiacchierato per ore e ore, litigato e fatto pace, con cui avevo fondato una scuola di fumetto, ispirata a Lyonel Feininger. In una parola era una persona vicina, con cui avevo condiviso quegli anni fertili di Bologna, in cui credevamo che il mondo fosse nelle nostre mani, come si pensa quando si ha vent’anni o poco più.
La sua scomparsa fu un lutto grave che segnò, in un certo senso, la fine dell’innocenza per tutti noi. Da allora, da quel giorno triste di trent’anni fa, mi sono domandato tante volte “Chissà come si sarebbe divertito Andrea con l’avvento delle nuove tecnologie, il computer, internet, i social network e lo strano pavoneggiarsi senza pudore che tutto questo ha portato?”
Il suo talento si sarebbe sbizzarrito e avrebbe sorpreso tutti noi, credo, con quell’ingenuo sorriso che gli illuminava il volto quando si accingeva a dirne una delle sue, a leggerti cosa aveva scritto sul foglio. Le storie nascevano in modo naturale, con il respiro della creatività felice, che sgorgava senza tema di fallire. Andrea amava piacere, ed era amato proprio per questo. Non a caso il suo motto era “se ti diverti quando crei, il lettore lo sente e si diverte con te”». (Igort, “Linus – Giugno 2018”)

«In gioventù avevo ali forti e instancabili, ma non conoscevo le montagne. Invecchiando conobbi le montagne, ma le mie ali esauste non supportarono la mia visione. Il genio è gioventù e saggezza». (Edgar Lee Masters, “Antologia di Spoon River”)

pazienza ciliegie

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comicon.

2 maggio 2018 § Lascia un commento

miguelangelmartin - brianthebrain @ comicon 2018Videogiochi e fumetti, di questo perlopiù si è nutrita la mia solitaria infanzia/adolescenza, fino al punto in cui poi sono arrivati la musica e i libri e tutto il resto a cambiare un po’ di cose e a relegare supereroi e giochini in un angolo minimo e nascosto della mia vita. E allora mi chiedo perché ogni anno, felice come un bambino, continuo comunque a tornare al Comicon, cercando di esserci il più possibile, di non perdermi niente, e di godermi tutta questa vasta immensità ludica. Deve essere proprio questo il punto, penso, ricordarsi di quando si era ragazzini e tornare in quello spazio/tempo almeno per qualche giorno, sperare e sognare di poter essere ancora come una volta, al di là della vita più o meno complicata che ognuno di noi si ritrova a vivere, perdendosi nel felice caos infinito di fumetti e avventure di ogni tipo. Forse non sarà proprio come prima, ma è pur sempre bello ed emozionante. Tra mostre e incontri di vario tipo, quest’anno sono addirittura riuscito a tornarmene a casa con un disegnetto (anzi ben due!), e coincidenza vuole che l’autore sia proprio quel Miguel Angel Martin dal tratto così delicato e così crudele che vent’anni fa era uno degli ospiti d’onore di un Comicon che non a caso esordiva in un suggestivo e magico castello. A casa dei miei, tra cianfrusaglie e memorabilia varie, dovrei ancora avere un suo bel disegno dell’epoca, quando ancora non si doveva stare in fila per ore per uno sketch autografo su un fumetto appena comprato. C’era una volta… Curiosamente quindi il mio Comicon quest’anno si chiude così, con un Brian The Brain adolescente che mi indica un se stesso in giacca e cravatta. Come a dire che inevitabilmente il tempo passa, sì, ma poi ritorna sempre, come un cerchio che ti riporta e ti lega al te stesso più vero.

il senso della vita.

22 gennaio 2018 § Lascia un commento

il senso della vita [stephan pastis, 'perle ai porci']

stephan pastis, “perle ai porci”.

(contro il) venerdì 17.

17 novembre 2017 § Lascia un commento

venerdì 17

racconti.

27 novembre 2016 § Lascia un commento

«Mi perdo a osservare pile di libricini sottili, che sembrano quaderni di scuola, migliaia, uno sopra l’altro. Sono racconti, milioni di racconti che si intrecciano. A volte penso a questo fiume di storie, come le vedrebbe qualcuno di una civiltà aliena? Qualcuno che trovasse queste tracce del passato e pensasse: “Ecco, questo era l’uomo, in Giappone, nel XX secolo”. Speranze, lotte, desideri, delusioni, incertezze, viaggi, vittorie, sconfitte, catarsi. La fabbrica del sogno non cessa di rinnovarsi». (Igort, Quaderni giapponesi)
racconti

thompson.

28 luglio 2016 § Lascia un commento

ciao richard, è davvero triste che te ne sia andato così presto. hai regalato gran bei momenti di leggerezza e divertimento. mancherai.

cul de sac [richard thompson]

 

 

like, dilbert.

4 marzo 2016 § Lascia un commento

dilbert-futuro [scott adams]dilbert-mipiace [scott adams]

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