al peggio non c’è mai fine.

11 febbraio 2005 § Lascia un commento

dice mel che a pasqua ci sarà una nuova versione di "The Passion" nelle sale: "The Passion Recut".
saranno eliminate le scene più cruente (tagli per circa sei minuti) che avevano portato il film ad essere "vietato ai minori".
gliel’hanno chiesto i cattolici affinchè tutti possano godere di cotanto capolavoro.
mel ha accettato.
 
 
per puro spirito evangelico, certo.

al peggio non c’è mai fine.

11 febbraio 2005 § Lascia un commento

dice mel che a pasqua ci sarà una nuova versione di "The Passion" nelle sale: "The Passion Recut".
saranno eliminate le scene più cruente (tagli per circa sei minuti) che avevano portato il film ad essere "vietato ai minori".
gliel’hanno chiesto i cattolici affinchè tutti possano godere di cotanto capolavoro.
mel ha accettato.
 
 
per puro spirito evangelico, certo.

stamattina c’era la neve.

25 gennaio 2005 § Lascia un commento

io, credo quando avevo 13-14 anni, mi venne in mente una cosa che volevo scrivere sulla neve… bianca, silenziosa, fredda… non ricordo bene. non la scrissi quella cosa, forse solo una stupida poesiola adolescenziale, non so perché. la solita indolenza, probabilmente.
io penso che quando ritroverò quella cosa e la scriverò, io penso che poi non scriverò mai più.
 
è come tendere a qualcosa… se uno (si) tende troppo va a finire che si spezza.
oppure si ferma, ma perché ha trovato la pace.
 
forse questa sensazione ha un qualcosa a che fare con quel termine tedesco: sehnsucht.
o forse il termine adatto è francese: spleen.
 
buongiorno.  

29 maggio 2003 § 6 commenti

stamattina sono andato a vedere Caravaggio, una mostra impossibile. 2€. bellissima, tutti i quadri di caravaggio realizzati digitalmente e illuminati alla perfezione. castel s.elmo, un posto molto suggestivo. la musica dell’ epoca (madrigali) estrapolata dagli spartiti dipinti.


caravaggio era un attaccabrighe, un mezzo pazzo, lacero e con i capelli lunghi sene andava in giro. un sacco di denunce, tante donne, gente da taverna.


un artista punk.


chissà cosa pensavano di lui, i suoi contemporanei. per noi è un maestro.











 


In Morte di Michelangelo Caravaggio











 


Fecer crudel congiura


Michele, a’ danni tuoi Morte e Natura.


Questa restar temea


da la tua man in ogni imagin vinta,


ch’era da te creata, e non dipinta;


quella di sdegno ardea,


perchè con larga usura,


quante la falce sua genti struggea,


tante il pennello tuo ne rifacea.





















 


Giovan Battista Marino

27 maggio 2003 § 1 Commento

a me la 25esima ora non è piaciuto, forse sono uno dei pochi. un film senza azione, immobile, solo dialoghi, ma se non sei Shakespeare il tutto è facile scivoli nella noia. m’è sembrato un film retorico e pretenzioso, credevo avrei visto un film (anche) su New York, e invece dov’è New York? nei fantasmi delle torri gemelle, un film nichilista e vuoto, svuotato, attraversato da personaggi superficiali e stereotipati. il professore fallito innamorato della sua allieva, il broker senza scrupoli che altri non è che la controparte ‘legale’ di monty, la bellona di turno, il padre alcolizzato…. lo stesso monty chi è? un ragazzo sensibile e intelligente che si è perduto…. perchè? come?


essi si muovono come fantasmatiche presenze senza fare (poter fare) nulla, non vanno da nessuna parte, parlano solamente, si tormentano.


un film dilatato e sospeso, grottesco in certe sue parti (‘sono cazzi’, ripete il poliziotto), incompiuto in altre, e forse era proprio quello che voleva il regista, ma anche insopportabilmente scontato. vedi la sparata di monty allo specchio, il suo specchio, piena di luoghi comuni, cosa significa? cosa sta a rappresentare? è inutile nella sua sfrontata retorica fintamente ‘politically un-correct’. una scena inutile da girare se non la puoi fare meglio di taxi driver. assai difficile da replicare quel “cel’ hai con me?”.


l’ unica scena che mi ha emozionato è quella quando monty implora l’ amico di picchiarlo, di sfigurarlo…. renderlo altro da se quindi, diverso da quello che è ed è diventato a causa delle sue scelte, nella speranza di una nuova possibilità di vita? l’ inquadratura ricorda il pestaggio del barbone in ‘arancia meccanica’, oppure l’ attore ci ricorda ‘fight club’? non è questo l’ importante, questa è una scena sincera e disperata, finalmente succede ‘qualcosa’ in questo film, film che in certi suoi passaggi si avvicina pericolosamente al mondo delle soap-opera, con quelle musiche poi!


anche il finale ‘finto’ è ambiguo, cos’è? un feroce sarcarsmo verso il marlboro country oppure la potenza salvifica dell’ american dream? il poter iniziare una nuova vita, la famosa seconda possibilità, e potercela fare, sempre e comunque…. ma quello che ci troviamo intorno è solo il deserto, però.


se il film fosse finito così, con monty che scappa cullato dalle parole del padre che gli prospetta una nuova vita, una vita libera, questo film sarebbe stato una presa in giro, ancora di più.


(ma poi dove s’è visto mai che al carcere ci vai da solo? cioè, ti prepari la tua valigia, prendi l’ autobus, e vai in carcere? funziona così in america? non dovrebbe venire la polizia a prenderti?)


ma quel viaggio, l’ ultimo viaggio, quell’ ora, quel passaggio, non è altro che la venticinquesima ora, appunto, l’ ora che non c’è, quella di una nuova vita, l’ ora che ci vorrebbe dare la possibilità di iniziare una vita diversa, l’ ora che non esiste però, se non nei nostri sogni più irrealizzabili.

27 maggio 2003 § Lascia un commento

“maurizio costanzo mi ha chiesto un programma!”, mi messaggia un mio amico, “hai un’idea?”, mi domanda.


ora, la sola idea di lavorare con costanzo mi provoca ribrezzo, ma come dice un altro mio amico “non puoi mica campare d’ aria, questi sono discorsi che puoi fare quando hai 18 anni e sei ancora un sognatore!” vabbè. anche se non capisco bene questa cosa: boicotti coca-cola, nike e multinazionali varie… e poi pensi di lavorare a mediaset? mah. comunque io l’ idea cel’ ho, la mando al mio amico. può essere un buon modo per prendere a calci in culo questa tv di merda, no?


no, non c’è posto per i sogni a questo mondo. il mio amico mi risponde, subito, e inizia a parlarmi di ‘fidelizzazione del pubblico’ e ‘reality show 24 ore su 24’. puro linguaggio mediaset.


depressione massima.


ma che ne sanno loro di cosa vuole vedere la gente? se non dai alternative alla gente, è logico che quella si guarderà sempre le solite quattro stupide cretinate. nessuno vuole cambiare le cose perchè è più facile alimentare l’ assuefazione piuttosto che mostrare nuove bellezze.


(non necessariamente le mie, di bellezze)


che tristezza.

27 maggio 2003 § Lascia un commento

l’ altro giorno sono andato all’ anteprima del festival per cui ho girato lo spot. la stanza in cui avveniva la proiezione non era oscurata del tutto, l’ audio non si sentiva bene, in pratica il coinvolgimento era impossibile. inoltre certa gente non capisce che gli spot sono una cosa diversa dai corti e quando vedono che il tutto dura meno di un minuto rimagono un pò delusi. alcuni comunque si complimentano con noi, io naturalmente tutto imbarazzato perchè non sai mai se quei complimenti sono sinceri o solo di circostanza. tutti mi riconoscono come uno degli ‘attori’ (è una parola grossa, questa!) dello spot, il prof nel carrello, sono soddisfazioni queste! “ci sentiamo presto”, mi dice il capo.


tornando a casa, sulla strada un incidente, macchina in testa coda, ribaltata probabilmente, il tipo in shock, e poi più avanti un’ambulanza, un tipo in overdose, nel sottopasso sicuramente. traffico infinito, gente che si crede furba.


questa è napoli.


in serata sono stato ad una festa, sul terrazzo di un palazzo vecchio, nel centro storico, in mezzo ai vicoli. guardare dall’alto mostra nuove cose. panorami, scorci diversi. a piazza dante adesso giocano a baseball addirittura. le cose possono essere belle, la gente invece.


la gente alla festa fa i gruppetti e non ha la minima intenzione di fare amicizia con te. complicato e impegnativo, ognuno continua a fumarsi le sue canne. e la timidezza è la scusa più semplice per coprire la paura. mangio pop-corn, bevo vino rosso; sceso dal palazzo mangio una pizza alla nutella. cotta nel fornetto, ha un retrogusto di prosciutto crudo.


anche questa è napoli.


al risveglio il mio stomaco è disturbato, non è più abituato a queste cose. mi sono ustionato anche il palato.



“ha il viso molto dolce”, mi dice una ragazza, così, all’improvviso. ‘anche tu’, penso io, ‘hai un viso luminoso’, ma senza dirglielo.

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