sonno.

28 agosto 2016 § Lascia un commento

Ho sognato di dormire e mi chiedevo, è questo sonno un sogno? Ho guardato l’orologio perché sapevo che era tardi, mentre il tempo fuori scorreva esattamente in sincrono. Chi mi sarebbe venuto in soccorso, Borges o Pessoa? Perso nel labirinto o travolto dall’inquietudine, queste le due opzioni. Il poeta dice, ma raramente salva. È possibile poi, svegliarsi più stanchi di prima? Un sogno non è solo un sogno, così come una poesia non è solo una poesia. Per chi sa ascoltare, le parole sono sempre più forti di ciò che accade davvero.

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vacanza.

26 agosto 2016 § Lascia un commento

e dopo aver vissuto una delle cose più belle ed emozionanti della mia vita, l’alba tra i calanchi (praticamente dopo tre giorni senza dormire), la vacanza finisce con l’assalto del biondissimo bambino italo-russo di nome gregorio, frenetico maniaco di selfie e vorace divoratore di colazioni altrui. la vita è l’arte dell’incontro, scriveva vinicius de moraes, e l’incontro è sempre un viaggio, aggiungo io. qui e ora. ciao e grazie amici vecchi e amici nuovi, è stato bello. arrivederci a presto.

solitario.

12 agosto 2016 § Lascia un commento

ieri per la prima volta ho sentito l’epilettica canzoncina dell’estate, quella che cantano/parlano tutti, ma la cosa non mi ha fatto nemmeno venire voglia di postare un meme, quindi presumo sia proprio completamente fuori dal mondo (o troppo vecchio, poco divertente, snob… a piacere vostro); d’altronde già questo ritardo la dice lunga. una volta gli occhiali da sole donavano almeno carisma e sintomatico mistero, adesso al massimo nascondono droga e vacuità, e per quanto riguarda il carisma, che dire, siamo proprio caduti in basso, ci accontentiamo di poco. che pesantezza, lo so, me lo dico da solo, pensate che nemmeno i gelati mi danno più soddisfazione… ma com’è difficile restare calmi e indifferenti davanti all’idiozia musicale… vado a farmi un paio di birre, dai.
 
“Passammo l’estate su una spiaggia solitaria, e ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto, e sulla sabbia un caldo tropicale, dal mare. E nel pomeriggio, quando il sole ci nutriva, di tanto in tanto un grido copriva le distanze, e l’aria delle cose diventava irreale. Mare mare mare voglio annegare, portami lontano a naufragare, via via via da queste sponde, portami lontano sulle onde”.

libero.

5 agosto 2016 § Lascia un commento

come un uccello su un filo, come un ubriaco in un coro, ho cercato a mio modo di essere libero, scrive il maestro, di trovare un posto nel mondo (un mendicante mi ha detto di non chiedere troppo, ma una donna mi ha urlato perché non chiedi di più?). ma qua non c’è nessun coro, e soprattutto non sono ubriaco. fa solo caldo.

Dove sono?

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