armi.

4 ottobre 2017 § Lascia un commento

«Era un tipo normalissimo, non ho mai intravisto in lui qualche segnale inquietante. Era il classico vicino di casa che inviti volentieri la domenica a messa e poi al barbecue nel tuo giardino», ha dichiarato Chris Michel, proprietario dell’armeria Dixie Gun Work dove Stephen Paddock (responsabile della strage di Las Vegas, 59 morti e 527 feriti) si riforniva. Ecco, forse il problema più grande – quello di cui bisogna avere paura – sta proprio in questo, nel non vederci niente di anormale e inquietante in un tizio che colleziona quarantadue (42) armi da fuoco. Se è vero che una pistola poggiata su un tavolo prima o poi verrà presa e usata, è tanto difficile immaginare cosa potrà potenzialmente fare un uomo che ha la passione delle armi da guerra? Mi chiedo fino a quando gli U.S.A. sani tollereranno ancora il secondo emendamento che garantisce il diritto di possedere armi.
stephen paddock @ las vegas

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idiozia.

26 settembre 2017 § Lascia un commento

confermata la schizofrenica idiozia di fabio fazio anche su rai1: mezz’ora a sdilinquirsi con ennio morricone e poi, senza nemmeno aspettare che il maestro abbia lasciato lo studio, eccolo subito a esaltarsi per un’infima canzonetta estiva e una banale fiction rai. avanti così, continuate a scavare.

meditazione. (o anche: a proposito di dougie jones)

13 agosto 2017 § Lascia un commento

01 golden ball«Come fa la meditazione a scacciare la negatività? Immaginatelo così: sei l’Empire State Building. Hai centinaia di stanze al tuo interno. In quelle stanze ci sono tantissimi rifiuti. Li hai messi tu lì. Ora prendi questo ascensore, che nel nostro caso simboleggia l’immersione in se stessi. Scendi giù nei sotterranei dell’edificio; raggiungi il “campo unificato” sottostante l’edificio: la coscienza pura. È come oro sotto forma di energia elettrica. Lo provi. Quest’oro attiva tanti piccoli robot delle pulizie. Si mettono in moto e iniziano a ripulire le stanze. Dove prima c’erano sporcizia, rifiuti e spazzatura introducono oro. Le tensioni che si trovavano nelle stanze, simili a bobine di filo spinato, riescono a sciogliersi. Evaporano, fuoriescono. Pulisci e infondi pulizia allo stesso tempo. Sei sulla buona strada per raggiungere uno splendido stato di illuminazione». (David Lynch, Una torre d’oro’ da “In acque profonde – Meditazione e Creatività”)

02 coffee
«Come uno specchio risplende di luce una volta ripulito dalla polvere, parimenti risplendono la mente e il corpo di coloro che hanno compreso il Sé. Saranno eternamente pervasi di felicità». (Upaniṣad)

03 mr. jackpot
Epifania: e se Dougie/Cooper fosse un illuminato che vive su un altro piano di esistenza? Tutti stiamo aspettando che il buon Dale torni, ma forse lui è già qui e sta già agendo per il bene comune. Così come 25 anni (di meditazione e non) hanno cambiato David Lynch (quindi inutile aspettare il vecchio Twin Peaks), 25 anni nella Loggia hanno sicuramente cambiato Cooper (quindi inutile aspettare il suo vecchio essere). Lui è qui ma anche oltre questa realtà, perciò si comporta e comunica in modo diverso. Eppure agisce, e cambia (in meglio) le persone intorno a lui. Ha modificato in meglio anche la vita della sua famiglia.

silenzio.

20 gennaio 2017 § Lascia un commento

Un film molto complicato, complesso e filosofico, la cui spiritualità è insita nel tema, forse troppo verboso e non del tutto riuscito, ma sicuramente affascinante, anche dal punto di vista visivo. Nonostante l’ambientazione i temi toccati sono attualissimi, e non solo per quanto riguarda la religione: se a “cristianesimo” si sostituisce la parola “democrazia”, il senso si espande: con quale diritto si pretende di portare la “verità” a un altro popolo con un suo mondo peculiare e una propria storia? Un film potente, sicuramente da rivedere e meditare, approfondire magari dialogo per dialogo, con la giusta lentezza, perché se davvero vuoi capire la Parola devi essere capace di comprendere prima il Silenzio.

01-divino02-messa03-perdono04-crocifissione05-umano

céline.

21 novembre 2016 § Lascia un commento

«Ora prima di crepare vorrei ritrovare un po’ di Pace! non essere più vessato perseguitato angosciato da mille ridicoli problemi materiali! Ecco perché mi vede così ansioso di essere stampato distribuito! Sono stufo di non guadagnare mai nulla e perdere sempre». (Louis-Ferdinand Céline, 6 marzo 1952)
louis-ferdinand-celine

cancelli.

4 ottobre 2016 § 3 commenti

l’armatura fa il cavaliere, una corona il re.
ma noi, chi siamo?

scheletri.

18 settembre 2016 § Lascia un commento

skeleton-tree-nick-caveSu questo album ci sarebbe molto da dire, per lo stesso motivo per cui non ci sarebbe molto da dire. Se conosci Nick Cave lo ascolterai e dentro ci troverai esattamente Nick Cave, non quello feroce, certo, ma se la conosci davvero sai bene che la poetica del Re Inchiostro non di sola guerra e ferocia si nutre, ma anche di pace, amore, tristezza. A un primo ascolto questo album potrebbe risultare troppo cupo e depressivo, a un ascolto superficiale addirittura piatto e noioso… Ma forse che la vita è fatta solo di canzoni felici? Sembrava aver trovato pace, Nick Cave, una famiglia borghesemente perfetta e un lavoro diventato talentuosa routine, poi, ecco: la drammatica perdita di un figlio. Ora quando noi poveri mortali subiamo una morte cosa possiamo fare? Divorati da vuoto e mancanza, pianto e dolore sono la nostra unica possibile risposta, e annaspiamo nella perdita, cercando faticosamente di riprenderci, non perderci, perché comunque la morte non è la fine, no? Poi c’è l’artista capace di guardare nell’abisso fino a immergercisi dentro, per poi tornare indietro e risalire dalle oscure profondità senza essersi fatto abisso anch’egli, o meglio, per poi riuscire a emergere con qualcosa di più: una ricchezza, un regalo. Questo non è un album deprimente, questo album è un luminoso regalo, perché queste sono canzoni che ti dicono come andare avanti e superare la notte, perché per quanto fioca può essere dal buio può emergere sempre una luce. Questo è un album di scheletri e fantasmi, un album che cerca e insegna un modo per conviverci, se proprio non riesci a scacciarli via. Ancora una volta, con sentimento; sì.

«Sei caduto dal cielo, precipitando in un campo. In un buco sotto un ponte sei guarito, modellandoti maschere di argilla e ramoscelli. Sei un giovane uomo che si risveglia ricoperto di sangue non suo. Credi in Dio, ma questo non ti procura alcun privilegio adesso. Sei solo un lontano ricordo nella mente del tuo creatore, non vedi? Con la mia voce, ti sto chiamando. Sediamoci insieme al buio, fino a quando non è giunto il momento. E questo è il momento in cui lei mi guarda, e io respiro profondamente e sono lì e nello stesso momento non ci sono. E schizzo inchiostro sulle lenzuola ma lei resta lì, completamente inspiegata, o forse sono così a corto di parole che io stesso non riesco a bere e a ingoiare il veleno. Pensavo che avessero abolito la schiavitù, com’è che si è ripresentata così orribile? Alcuni se ne vanno e altri restano indietro, altri ancora non si muovono per niente. La ragazza nell’ambra resta bloccata per sempre. Se vuoi sanguinare allora sanguina, non dire una parola, fatti da parte e lascia che il mondo continui a girare. Inginocchiati, allaccia le scarpe del tuo bambino dagli occhi blu, prendilo per mano. Sapevo che il mondo si sarebbe fermato adesso che te ne sei andato, pensavo che una volta morto avresti vagato assonnato per il mondo, fino a quando le tue briciole non sarebbero state assorbite dalla terra. Ma adesso non lo penso più, il telefono ha smesso di squillare. E se te ne vuoi andare, non respirare, e lascia che il mondo continui a girare. Non toccarmi. Non ho mai saputo come uscirne, una volta entrato. L’ombelico ha cominciato a zampillare sangue come una fontana, e io ho continuato a girare sulla mia ruota come una cavia da laboratorio. Ero una tempesta elettrica sul pavimento del bagno, il mio piccolo mostruoso ricordo che mi aveva ingoiato. Ti ho visto a metà e ho visto le stelle spiaccicarsi sul soffitto. Oh, la brama di uccidere qualcuno si era fatta schiacciante. E poi ho sentito il desiderio improvviso di diventare qualcuno, qualcuno come te che ha cominciato con meno di chiunque altro conoscessi. Oh, so che brillante ti avvicini piano al buco per bere, arriva quanto più vicino al mio sangue allora, e nuota. E allo specchio mi sono visto vomitare nel lavandino, mentre per tutta la casa risuonavano gli inni della iena. Le dolci brezze se ne sono andate, e questo bel mondo è così vecchio adesso. Gli animali si avvolgono la notte sulle spalle, e i fiori cadono sulle ginocchia nude. Ti ho sentito là fuori che cercavi qualcosa da amare. Tutte le cose che amiamo vanno perdute, sono proprio i nostri corpi a cadere quando cerchiamo di rialzarci. E ti ho sentito che cercavi qualcosa da amare, siediti accanto a me e ti parlerò io. Ci sono poteri in gioco che sono molto più forti di noi, siediti qui e recita una preghiera per l’aria che respiriamo. Trattieni il respiro fino a quando sei al sicuro, la strada del ritorno è lunga e ti imploro di tornare a casa adesso. Chiudi gli occhi, e tieniti forte. Quando senti di amare, niente ha più importanza. E niente ha più importanza, quando chi ami se n’è andato. Sei ancora dentro di me, ho bisogno di te, nel mio cuore. Amiamo quelli che possiamo amare. Seguiamo le linee della nostra mano, una lunga macchina nera che ci aspetta fuori. Mi mancherai quando te ne sarai andato per sempre, pensavo di essere pronto. La notte che deragliammo come un treno, niente fu giusto e niente più lo sarebbe mai stato. Perché niente ha più importanza, neanche oggi, non importa quanto mi sforzi. Andiamocene adesso amore mio, stacca tutto. Siamo diretti verso cieli lontani, guarda il sole sorgere nei tuoi occhi. Ci hanno detto che i nostri sogni avrebbero vissuto più a lungo di noi, ma ci hanno mentito. Presto i bambini sorgeranno, anche se noi non dovremmo vederlo. Domenica mattina, un albero ormai spoglio. Tutto ha un prezzo. Una candela alla finestra, forse riesci a vedere delle foglie cadute. Un tremolante televisore che brilla bianco come un fuoco. Ho gridato proprio in direzione del mare ma l’eco mi è tornata indietro, cara. Tutto ha un prezzo. E va tutto bene, adesso…»

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