edda.

27 gennaio 2018 § Lascia un commento

 

#edda non ha più i capelli di una volta, e ha perso pure qualche dente. ma le scarpe sono quelle di vent'anni fa, e la sua #voce è rimasta incredibile. canta le sue bellissime #canzoni stravolgendole, a volte quasi inventandosi il testo, sparando minchi*** a ripetizione, ma con quanta intensità. a un certo punto canta anche un pezzo del neomelodico gigifinizio, una lettera al padre ("il mio è un po' str****, io voglio bene alla mamma") che ai tempi della comunità lo commosse molto: "mi ci ritrovo", dice. e pure una versione in acido di quel famosissimo pezzo di giannimorandi che cantano tutti, adulti e piccini. poi io gli chiedo battisti, ma lui mi scambia per tommaso dei giornalisti. "fatti toccare, porti fortuna". vabè, giusto perché sei tu. dopo il concerto gli faccio vedere una foto che ci siamo fatti una vita fa dopo un concerto dei #ritmotribale e lui la intitola "fighi alla riscossa". grazie edda, sei un #mito. altro che santa, la tua fidanzata dovrebbe dartela da mattina a sera. qualcuno dal pubblico gli ha chiesto perfino un pomp***: "non ci ho la forza", ha riso stanco lui, "sennò con piacere". non c'è problema, caro edda, devo dire che si è goduto lo stesso. e sappi che sei molto meglio tu, altro che kolors. questo è un pezzettino di "suprema" di #moltheni. fatta a modo suo, ovviamente. 🕉

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edda&lucio

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sonici.

18 gennaio 2018 § Lascia un commento

ve la ricordate la storia di quella volta che thurston moore dei sonic youth mi telefonò a casa e io mi comportai da fesso? sono passati così tanti anni. ieri sera questa storia l’ho addirittura raccontata in diretta su radio2, grazie a pascal. una puntata con una grande selezione musicale, tra l’altro: blondie, gli stessi sonic youth con la mitologica “the diamond sea“, kanye west, MGMT, david bowie che canta i beach boys. ascoltate, se vi pare.

jovanotti.

20 dicembre 2017 § 1 Commento

vecchiaia confermata, mi piace più il jovanotti cantautore dance che la nuova musica indiana (buona per sanremo, x factor o amici? a fabiofazio l’ardua sentenza). mi rassegno, ma senza hate, tranquillo. d’altronde lo seguo da bambino quando rappava in tivù con i mitici run dmc, e sentirlo adesso egregiamente prodotto dal salvatore rick rubin è davvero emozionante e commuovente. è difficile trovare una tale qualità, bisogna scavare assiduamente attraverso il piatto e grigio ciarpame propinatoci ogni giorno da media venduti e critici senza passione (a volte mi sento come una povera anatra ingozzata a forza). io scavo, e modestamente lo faccio anche per voi. quindi se siete interessati ad andare all’origine del genio e comprare questa preziosa reliquia dell’epoca che vede incredibili testi inventati (ben prima dei sigur ros!) su secche basi electro-avanguardistiche (produced by claudiocecchetto), scrivetemi in privato (tra l’altro ho letto che è stato proprio il magnifico lorenzo a rilanciare sul mercato le mitiche musicassette analogiche!). prezzo altissimo, ma solo perché è qui la festa. vogliate sempre bene alle vostre orecchie, jovanottiforpresident yO!

 

vandermark.

8 dicembre 2017 § Lascia un commento

vi invito tutti a un caldissimo ascolto di questo disco, uscito e comprato nell’anno di grazia 1997. venti anni fa, sì. e solo qualche settimana fa sono riuscito a vedere il sassofonista in concerto, il mitico ken vandermark (andatevi a cercare la lista dei dischi/persone in/con cui ha suonato). quando gli ho porto il booklet per l’autografo di rito, lui ha esclamato: “oh wow, this album! thank you for being here, tonight”.

e senti come viaggia, questa bomba sonora.

 

Al fato.

1 aprile 2017 § Lascia un commento

Per me tu sei sempre stato più reale di Dio.
Tu monti il palco per la tragedia,
tu conficchi i chiodi
davanti a una platea di pochi amici scelti.

Per pura cortesia hai storpiato una bella ragazzina,
investito un bambino con una motocicletta.
Esempi del genere, me ne vengono a milioni.
Lo stesso dicasi per il modo in cui noi due continuiamo a incontrarci.

La risposta forse ce l’ha
qualche distributore di cicche colorate a Chinatown,
una vecchia porta scricchiolante che si apre in un film dell’orrore,
un mazzo di carte che ho dimenticato in spiaggia.

La notte sento che ti rannicchi contro di me,
con il tuo fiato caldo, le tue mani fredde –
e io già simile a un vecchio pianoforte
che pende da una fune fuori da una finestra.

 Charles Simic

 

leonard.

11 novembre 2016 § Lascia un commento

Sono stato a mille concerti e ad altri mille andrò, ma sono pochi quelli che ti entrano davvero nel cuore. Superfluo dire che il suo è uno di questi, mister Cohen. Grazie di tutto, e arrisentirci.

Roma, 07/11/2013.
A passo di danza esce Leonard dal palco, ha quasi ottant’anni e si inginocchia a rendere grazie, a dare tutto: che possiate avere una vita felice circondati dai vostri amici e familiari, dice, e se non è così che possa la vostra solitudine essere una benedizione… L’amore un mistero ormai dimenticato.
leonard-cohen-11_11_2016

Come un uccello su un filo, come un ubriaco in un coro, ho cercato a mio modo di essere libero, scrive il Maestro, di trovare un posto nel mondo (un mendicante mi ha detto di non chiedere troppo, ma una donna mi ha urlato perché non chiedi di più?).

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estiva.

21 ottobre 2016 § Lascia un commento

l’estate volge ormai al termine (?), mi sembra quindi un buon modo di celebrarla (ri-)postando una mia vecchia playlist (incredibilmente – credeteci! – l’unica che abbia mai fatto, ché ai miei tempi si facevano le cassette) compilata qualche estate fa, quando era tutto abbastanza diverso… buon ascolto, a chi ascoltare vorrà. 🙂
“Now you’re lost//Lost in the heat of it all”
 

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