messaggini.

17 marzo 2018 § Lascia un commento

«Con l’esattezza di un’equazione, si può dunque calcolare matematicamente pure il progressivo abbassamento di ogni conoscenza cui si va incontro e anzi si è già arrivati, perché, qualsiasi sia la vera (?) natura del tempo su cui discutono fisici e matematici, nella vita quotidiana un’ora impiegata in un’attività significa un’ora non impiegata in un’altra. Sedici ore al telefonino o al computer per le email significano sedici ore sottratte a tutto il resto, pure all’acquisizione di nuove conoscenze. Per combattere un azzeramento totale delle conoscenze di vario genere si formerà o si sta già formando un’altra ferrea classe sociale agiata (e più che agiata) e intellettuale, che riserverà a sé il tempo. Come in passato il signore non lavorava la terra dei cui prodotti si nutriva e deferiva il tempo oltre che la fatica del lavoro al servitore, dedicando il tempo liberamente a sua disposizione ai propri interessi, così il signore affiderà al servitore, per poter vivere la centuplicata fatica e il centuplicato tempo della comunicazione. I nuovi servi della gleba non zapperanno più la terra, bensì risponderanno a trilli, squilli, tintinnii, vibrazioni, pulsazioni, fremiti, tremolii». (Claudio Magris, articolo completo qui)

proper time [lee wan]

proper time [lee wan]

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schiavismo.

28 febbraio 2018 § Lascia un commento

“Consideriamo alcuni vantaggi prendendo, ad esempio, come matrice di partenza l’impero romano. Uno schiavo aveva diritto a un alloggio, cure mediche, vitto. Molti schiavi ricevevano formazione. Anche oggi i costi della formazione coperti dal padrone sono sicuramente un asset per il dipendente-schiavo.
Ovviamente lo schiavo dovrà concedere la sua totale disponibilità. Tuttavia non si suggerisce la presenza di catene o collari di proprietà come nell’impero romano.
In vero, a ben guardare, le catene sono già oggi disponibili e largamente diffuse. Il cellulare che le aziende generosamente donano ai propri dipendenti sono di fatto catene virtuali. Autorizzano (formalmente o informalmente) l’azienda ad avere accesso al dipendente in qualunque momento, sia con mail messaggi o telefonate. Le catene quindi esistono, e sono sempre presenti nella vita quotidiana.
Se assumiamo che gli aspetti negativi dello schiavismo (sfruttamento, incertezza per quanto riguarda il proprio futuro, mancanza di libertà) sono già di fatto presenti in una larga parte della classe lavoratrice, mi domando se non sarebbe un vantaggio per la comunità e lo stato se le grandi aziende non si facessero carico di un contratto di schiavismo.
Dopo tutto la libertà non è per tutti. O no?”. (Enrico Verga, articolo completo qui)

cellulari.

17 novembre 2017 § Lascia un commento

i telefoni cellulari fuori luogo sono la causa numero uno di tutte le anomalie temporali.

l'attesa [ferdinand georg waldmüller, 1860]

l’attesa [ferdinand georg waldmüller, 1860]

il signor pynchon e l'insediamento di springfield [umberto romano, 1937]

il signor pynchon e l’insediamento di springfield [umberto romano, 1937]

 

 

computer.

28 ottobre 2017 § Lascia un commento

computer lifenel caso non abbiate la pazienza e/o la concentrazione necessaria per leggere questo articolo, piuttosto lungo ma davvero molto interessante (al di là di qualsivoglia romanzo e/o film di fantascienza/cyberpunk), la conclusione è questa:

“Ma lo status presente e reale delle macchine intelligenti è al contempo banale e più potente di qualsiasi futura apocalissi robotica. Turing è spesso definito il padre dell’intelligenza artificiale, ma si è limitato a dire che le macchine potrebbero diventare abbastanza intelligenti da stimolare un’interazione. La cosa si può a malapena definire intelligenza, sia essa artificiale o reale. Ed è anche molto più facile da ottenere. I computer hanno già convinto le persone a trasferire le proprie vite al loro interno. Le macchine non hanno avuto bisogno di rendere le persone immortali, di promettere di esaudire ogni loro capriccio, o di minacciare di distruggerle arbitrariamente. Hanno solo avuto bisogno di diventare una parte di tutto ciò che fanno gli esseri umani, facendo sì che questi ultimi non siano più in grado, o non vogliano, fare più quelle stesse cose senza i computer.

Questo futuro ha qualcosa di tragico. E non è il fatto che le persone potrebbero non essere preparate a un’apocalissi robotica, o che potrebbero morire invece di caricare i loro dati. La vera minaccia che proviene dai computer non sta nel fatto che potrebbero sostituire e distruggere l’umanità con i loro poteri e la loro intelligenza. È che potrebbero rimanere banali e impotenti come sono oggi, ma essere comunque in grado di prendere il nostro posto”.

aphex antwoord.

12 marzo 2015 § 1 Commento

considerato che questo pezzo si trova nell’album di debutto del buon aphex twin, quel “selected ambient works 85-92” che tanto scalpore farà, si presuppone che il buon richard l’abbia appunto composto tra il 1985 e il 1992, ovvero quando lui poteva avere minimo 14 anni e massimo 21 e nemmeno esistevano così tante diavolerie elettroniche (vedi pure l’elenco dettagliato presente sulla copertina dell’ultimo “syro”) per comporre musica. trent’anni dopo circa, gli ottimi die antwoord si appropriano di questo pezzo (video nei commenti) e lo fanno proprio, rappandoci sopra. questo cosa ti dice?

“When I was 11, I won 50 pounds in a competition for writing this program that made sound on a ZX81. You couldn’t make sound on a ZX81, but I played around with machine code and found some codes that retuned the TV signal so that it made this really weird noise when you turned the volume up”.

14 gennaio 2003 § Lascia un commento

letto molto domenica.
 giornali di musica e poi ‘giorni verdi nel brunei’ di Bruce Sterling, una bellissima utopia scritta 20 anni fa che parla del mondo di oggi. incredibile. peccato che il mondo abbia continuato la sua (dis)evoluzione, una discesa verso il peggio.
‘Libertà, indipendenza, denaro: le ricompense dell’Occidente.
Ma che certezze aveva? Le ricompense potevano essergli strappate senza preavviso. Aveva visto altri finire sul lastrico quando le loro specializzazioni non servivano più. Educazione ed esperienza non erano una garanzia. Non al giorno doggi, quando le conoscenze di uno specialista potevano essere programmate in un sistema esperto computerizzato.’
all’epoca della prima lettura (1993) non lavevo capito, ero troppo piccolo, ma questo racconto è un capolavoro.
‘L’"élite tecnologica" era formata da fattorini. Non toccava a loro decidere come studiare, su cosa lavorare, dove potevano essere più utili, o per quale scopo. Era il denaro che decideva tutto questo. I tecnici erano posseduti da astratti uno e zero dei microchip delle banche, decisi da operatori aggressivi vestiti di seta che non avevano mai toccato una chiave inglese. La conoscenza non era potere, non in un senso concreto, e comunque non per gli ingegneri. Cerano troppe astrazioni lungo il percorso.’
parlando con la gente, ascoltandomi, scrivendo, mi sto rendendo conto di essere così ‘conservatore’ in certi miei discorsi… è così? devo averne paura?
io, più che altro, penso che il mondo sia una merda. è naturale, quindi, provare una certa nostalgia per uno stato (passato) migliore. sempre se ce ne sia mai stato uno.
‘"Apparecchiature di disturbo" disse Brooke con una strizzatina docchio. "Il sultano le ha costruite parecchi anni fa. Islamici, malesi, giapponesi… Saresti sorpreso a sapere con quanta violenza la gente insiste ad essere ascoltata".
"Libertà di parola" disse Turner.
"Quanto è libera, quando solo le nazioni ricche possono permettersi di parlare? La Rete costa, Turner. Per te è un modo di vivere, ma per noi è solo un gigantesco megafono per la Coca Cola. Abbiamo costruito tutto questo per bloccare le urla dal mondo esterno. Collocare lequipaggiamento qui tra le rovine, lontano dai guai, ci è sembrata la cosa migliore. Questo è un buon posto per nascondere i segreti". Brooke sospirò.’
(buffo quanto stia scrivendo poco da quando ho la preoccupazione di questo blog)
alla prossima.

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