29 gennaio 2003 § 1 Commento

‘la terra gira, ma noi non ce ne accorgiamo. all’improvviso basta una scintilla nel cielo, e la notte diventa un incendio’.
 
questo è quello che dice, più o meno, Amsterdam, in una delle scene principali, la difesa della chiesa, in Gangs Of New York. un film che narra della violenza, la violenza folle e infinita da cui è nata New York, l’America, individui disperati alla ricerca della fortuna, di una vita non miserabile. diverse provenienze, diversi credi, diverse religioni, diverse fedi. individui che si uccidono per un angolo di strada.
 
si può uscire, scappare da questa violenza?
 
la ragazza dopo aver costruito la sua fortuna con una della violenze qualsiasi, disponibili, una delle mille possibili, cerca di fuggire. non ci riesce.
 
e allora si può veramente dimenticare questa folle violenza dopo che un Nuovo Mondo è nato nel sangue?
 
costruito da mani colanti sangue.
 
non credo, perché se tu dimentichi una cosa, cerchi di dimenticare, quella cosa si ripete, la furia ritorna, più forte di prima.
 
‘il sangue resta sulla lama’, ricorda il Prete, non si dimentica.
 
alla fine del film, sullo schermo appaiono le immagini della nuova New York, la New York di oggi forse? lo skyline è intatto.
 
ecco, io, se fossi stato Scorsese, io avrei mostrato le torri scomparire, una dissolvenza. perché la violenza non termina, è ancora viva, oggi, bruciante, le due torri mancanti sono solo uno degli infiniti segni che mostrano ancora quella violenza all’opera, quella stessa violenza, che insieme a bugie e corruzione, ha costruito l’America e tutto il mondo intero.
 
la Storia è Guerre.
 
una violenza cieca, di cui lo Stato non disdegna di avvalersi, colpi di cannone sparati sui poveracci, lo Stato che nasce. i poveracci, violenti, increduli, gli occhi sgranati, ‘cosa succede? siamo noi i violenti, lo stato dovrebbe difendere la legalità’.
 
ma il violento diventa poliziotto, il poliziotto diventa violento.
 
e queste non sono cose passate.
 
un’unica infinita spirale di violenza, a cui ognuno può attingere, il politico in alto, il fuorilegge in basso.
la vera forza può stare solo nella volontà del tirarsene fuori, nell’integrità della PACE.
 
e scusate la banalità.
 
——————————-
dal punto di vista tecnico io avrei voluto che questo film lo avesse girato Quentin Tarantino. il film di Scorsese è un po’ lento, a tratti impacciato, e procede per salti narrativi. si vede che Scorsese ha dovuto tagliare molto, perché alcune situazioni nascono, o muoiono, dal nulla.
 
nelle scene di lotta, i combattimenti, si vede che Scorsese si rifà a una certa estetica nata in questi anni dagli occhi di registi come John Woo (il ralenty che definisce l’epicità della scena e dei personaggi), Quentin Tarantino, Robert Rodriguez… una certa estetica valorizzata e potenziata da film comeThe Matrix. ma Scorsese non sembra molto a suo agio con questo modo di girare, almeno adesso che è un po’ più ‘vecchio’ e il suo sguardo è diverso.
 
Scorsese assicura che questa sia l’unica versione possibile del suo film, quella definitiva.
 
ma io non ci credo.
 
aspettermo il dvd.
 
quell’oretta mancante.
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27 gennaio 2003 § 7 commenti

ieri ho anche visto un programma TV su Pasolini. sì, la tivvù ogni tanto fa anche qualcosa di buono.
 
mi sono ritrovato in molte cose che lui diceva; niente è cambiato da quegli anni, anzi si è andati peggiorando.
 
è veramente impossibile cambiarlo questo mondo? cambiare questa gente?
 
io voglio cambiarlo questo mondo.
 
ho addirittura spedito una domanda per partecipare a un corso su Etica e Affari.
 
proprio oggi, pensa.
 
 
 
don’t be shy/you learn to fly
 
               nick drake

27 gennaio 2003 § 2 commenti

quante ombrose dimore hai già sfiorato,
anima mia, senza trovare asilo:
dal sogno rifluivi alla memoria,
da memoria tornavi a essere un sogno,
per via ti sorprendeva la bufera.
                   
              mario luzi
 
 
 
ieri ho visto Il Signore degli Anelli – Le Due Torri. una bella storia. principesse, mostri, fate, guerrieri, elfi, nani, stregoni, alberi che camminano, lotte, guerre, orchi, draghi. 
 
e noi cosa abbiamo, oggi?
 
supermercati, centri commerciali.
 
a un certo punto del film, verso la fine, i due piccoli hobbit, Frodo e Sam, si chiedono se loro verranno mai cantati nelle storie. un bell’esempio di meta-cinema questo, di meta-letteratura, di meta-racconto: il personaggio di una storia che si chiede se verrà mai raccontato in una storia. la storia che (si) riflette su se stessa.
 
oggi, quali storie possiamo noi raccontare ai bambini? storie di calciatori e veline, forse? letterine alla ricerca di un nuovo programma, imprenditori in guerra? 
 
(i bambini sembrano apprezzare) 
 
il nostro non è un mondo fantasy, purtroppo, e mi chiedo se leggere un libro fantastico, essere emozionato da immagini epiche, oniriche, possa bastare ad allontanarlo, a dimenticarlo… 
 
si fa la guerra nella Terra di Mezzo, certo, ma non è come la guerra che si fa qui. lì i personaggi combattono per ciò che è rimasto di buono nel mondo, qui per cosa si combatte? non certo per quello che è rimasto di buono.
 
ma è rimasto qualcosa di buono, poi, qui? forse sì. ma è difficile accorgersene, però. 
 
petrolio e bombe, ecco quello che ci è rimasto. noi non viviamo nel paese degli elfi e delle fate, noi viviamo nel paese dei supermercati: gente incantata dalle merci, bardi pubblicitari che decantano di detersivi e merendine, oracoli televisivi che ci illuminano su politici col fondotinta. 
 
(di là direbbero che siamo caduti nel tempo dell’Oscurità)
 
noi abbiamo i supermercati, sì, e gente stanca e lobotomizzata che farebbe fatica a combattere per quel che ci è rimasto di buono nel mondo.
 

purtroppo.

25 gennaio 2003 § 3 commenti

(un piccolissimo favore)
 
andate qui www.neapolis.it e votate…
 
SONIC YOUTH!!
 
diffondete a più gente possibile, pls. 🙂
 
grazie.

22 gennaio 2003 § 8 commenti

27 anni, oggi.
nessun regalo, as usual. solo degli stanchi auguri, alcuni sinceri, altri inaspettati, delle caramelle a forma di ciucciotto (bella questa!), una torta al cioccolato.
poi 50 euro che, sì, mi fanno comodo, mi fa piacere così compro quello che voglio, ma mi piacerebbero anche dei pacchetti da scartare, mi farebbero felice delle persone che me li portassero.
(ma la giornata non è ancora finita, comunque)
da mia madre vorrei che urlasse di meno, e non si vergognasse del fatto che non ho un lavoro come tutti.
da mio padre vorrei che non mi parlasse solo quando sono impegnato o sto per uscire, non mi chiedesse solamente ‘hai fatto qualche domanda di lavoro?’, vorrei che mi capisse e si chiedesse se qualche volta sbaglia anche lui.
da mio fratello più grande vorrei che tentasse di risolvere i suoi problemi, cambiando un po’, cercando di essere felice.
da mio fratello più piccolo vorrei che non parlasse solo con la sua ragazza, e uscisse qualche volta anche con me.
dai miei amici vorrei che mi telefonassero, o mi venissero a trovare.
dal mondo vorrei più lentezza, e meno economia.
da me vorrei più decisioni e più Felicità, vorrei andare a studiare filosofia all’estero perché ne so così poco di questo mondo e di questa vita e pensare è sempre troppo poco, e poi vorrei mettermi a dieta dall’INTERNET inutile così come mi sono messo a dieta dal cibo che mi fa male.
vorrei che le persone smettessero di parlare solamente, e iniziassero ad ascoltarsi di più.
 
(non dico abbracciarsi)  

21 gennaio 2003 § 4 commenti

bisogna sempre avere il sorriso sulle labbra, quando si parla con gli altri, anche se dentro si ha una tempesta.

 

 

21 gennaio 2003 § Lascia un commento

direi che promette proprio bene.
 
 
GRANDE QUENTIN
 
 

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