holgarama. (excerpts from the first roll)

28 aprile 2007 § 15 commenti

red jesuspericolo strettoiain bloomatom heart mothers

varie, fotografiche. (e una leggera sfiga)

23 aprile 2007 § 17 commenti

«C’erano infinite cose commoventi, dolorose o bizzarre che avrei voluto fotografare, ma non potevamo fermarci…»

 

(lee miller)

 

 

Sviluppato finalmente il primo rullino scattato con la mitica Holga: un rullino di prova, niente di che, eppure sono molto soddisfatto di certe foto!

E dire che non ho nemmeno rivestito la mia cara macchinetta di nastro isolante nero per evitare eventuali infiltrazioni di luce moleste. A guardare queste foto davvero uno si chiede a che serva spendere tanti soldi in attrezzature fotografiche se poi è possibile ottenere tali meravigliosi risultati con una macchinetta di plastica da 20euro e un rullino da 5euro. Si paga lo sviluppo (circa 3euro) e voilà, giudicate pure voi, tra qualche giorno posterò qualche foto (è che il mio maledetto scanner mi sta facendo penare, *sigh*).

Personalmente non riesco a smettere di guardarle.

Ho anche fatto un paio di foto bucoliche… o dovrei forse dire pinkfloydiane? Vedrete.

Alla fnac intanto ieri era pure il giorno del bookcrossing e così ne ho approfittato per accaparrarmi tre libri di fotografia, lasciando in cambio giusto una copia del libro in cui è presente anche un mio scritto, scritto di certo non geniale, come ricordava giustamente il buon Elia Spallanzani in qualche commento più giù.

 

I libri che ho avuto la fortuna di trovare sono un’assai voluminosa (2002 foto!!!) antologia fotografica di Nobuyoshi Araki compilata da lui medesimo, il meglio del meglio in pratica, anche se tutto scollato (fogli che volano di qua e di là, ma per un libro del valore di 78euro non pagato nemmeno una lira chissenefrega?), un antologia (scollata anche questa) di ritratti di Lee Miller, allieva di Man Ray (e da questi ripetutamente fotografata) e amica di Picasso è una fotografa famosa per la foto surrealista che la ritrae nuda nella vasca da bagno di Hitler e per i suoi fotoreportage di guerra (che coincidenza, una sua foto “artistica” di una nazista suicida illustra la copertina de Le uova del drago di Pietrangelo Buttafuoco, libro che ho regalato proprio in questi giorni a mio padre), e infine un piccolo libretto (dalla copertina un po’ rovinata) chiamato Bordello dove sono presenti una serie di fotografie retrò scattate in vere case chiuse, così pare.

Tra tutti questi visi femminili (la fotografa è Vee Speers) mi piace immaginare possa esserci anche Miss Sugar, la conturbante protagonista de Il petalo cremisi e il bianco, libro finito di leggere da poco e che mi è piaciuto abbastanza, anche se mi avrebbe lasciato senza dubbio a bocca asciutta riguardo le sorti di certi personaggi, se non avessi poi letto la successiva serie di racconti, Natale in Silver Street, scritta sempre da Michel Faber

È in preparazione anche un film tratto da questo mattone (non foss’altro per la mole: quasi 1.000 pagine!) che si rifà ai romanzi vittoriani, film la cui protagonista sarà la dolce Kirsten Dunst, e la cosa non può che rendermi felice visto che mentre divoravo tutte quelle pagine era proprio lei che immaginavo nelle vesti della protagonista: è davvero perfetta!

Speriamo di non rimanere delusi…

 

Comunque da quegli scaffali avrei potuto prendere anche altri libri, se solo avessi voluto, per esempio una massiccia guida alla musica hip-hop compilata dai tizi di All Music, ma non mi piaceva veramente, oppure, perché no, un altro libro fotografico nel cui titolo faceva mostra di sé l’invitante parola lingerie… ma non ho voluto fare troppo la figura del pervertito di fronte alla vecchietta che sfogliava l’ennesimo libro su Padre Pio. Queste vecchiette spuntano dappertutto, quando meno te lo aspetti. Gliele farei proprio vedere certe foto bondage del suddetto Araki…

Che poi alla fine uno mica può prendersi dei libri così senza pagare proprio niente, eh.

E infatti quando vado a comprare i dolci (siamo a Napoli e le paste di domenica sono quasi obbligatorie) mentre scendo dalla macchina mi cadono inavvertitamente gli auricolari dell’iPod e ovviamente non me ne accorgo, perciò 5 minuti dopo troverò gli stessi spiaccicati sotto le ruote di chissà quale macchina di passaggio… poverini, erano gli auricolari di un cd walkman della Sony regalo di laurea ed erano anche meglio di quelli originali Apple.

Vabbè, pazienza… è tutta una ruota che gira… lo ying, lo yang, il karma… quella roba lì insomma, bla bla bla.

 

 

(mentre sfogliavo questi tre libri in sottofondo avevo il secondo album dei Pink Martini, Hang On Little Tomato, e devo dire che il loro essere musicalmente così fuori dal tempo ma simultaneamente calati in così tanti spazi ha reso la visione di queste foto ancora più completa: sapore anni ’20 per le foto delle prostitute parigine, malinconia per i ritratti della Miller, idiomi giapponesi per Araki)  

 

ascoltate gente, ascoltate!

20 aprile 2007 § 4 commenti

 

 

La canzone si chiama Summer (tratta da One With The Sun) e loro sono gli Shy Child, ovvero il “nuovo” gruppo degli ex-El Guapo (poi SuperSystem) Pete Cafarella e Nate Smith, un gruppo che fa proprie portandole ancora oltre le ultime danzerecce tendenze dei SuperSystem: ecco allora di chi era la responsabilità della tanto vituperata (da alcuni, ma non da me) svolta dance degli avanguardisti El Guapo (Justin Destroyer I miss you!), trasformatisi appunto in SuperSystem!

Nei dischi degli Shy Child certe reminiscenze kraftwerkiane sono ancora più evidenti, anche se naturalmente loro sono molto meno ingessati e più selvaggi degli ingegneri del suono tedeschi, e non dico questo solo perché a uno dei due ormai lontani concerti degli El Guapo a cui ho assistito (senza dimenticare un altro dei SuperSystem) il buon Cafarella, come documentato dalle mie foto era 1megapixel, vestiva una stracciatissima maglietta dei maestri epoca Computer World, dico ciò perché certe sonorità (soprattutto nel primo Please Consider Our Time, a dire la verità un po’ più moscio del secondo) sono proprio quelle!

Sonorità al giorno d’oggi ovviamente svalutatissime perché in grado di essere riprodotte da qualunque quattordicenne con un minimo di estro e un pc da 600 euro a disposizione, ma non per questo da buttare o da evitare, ché non è mica da tutti scrivere tali orecchiabilissimi gioiellini techno-pop come questa Summer qui!

Cioè, come si fa a non andare fuori di testa con una canzone come questa o, ancora di più, con la tribalissima Technicrats?!?!? E Sunshine?!?

Bisogna solo essere rimasti fusi da qualche pasticca andata a male.

Insomma, se è questa la vostra tazza di tè (ma anche no), io ve li stra-consiglio, ché secondo me diventeranno dei grandissimi!

 

(terzo album, Noise Won’t Stop, in uscita a maggio, ma già disponibile nei migliori circuiti di filesharing)

 

il mio primo fotoreportage.

18 aprile 2007 § 9 commenti

l'angelo.

In parole povere si tratta di un rito pasquale che ha luogo in svariati paesi dell’Irpinia il lunedì dopo Pasqua, detto anche Lunedì in Albis o, più volgarmente, Pasquetta.

Un bambino vestito da angelo guerriero (per sconfiggere l’onnipresente Male, no?) viene fatto volare giù dalla chiesetta del paese, nello spazio dove magari fino a poco prima s’è ballato latino-americano, saluta la Madonna recitando una preghiera per lei e lascia infine cadere petali di fiori colorati, a scopo propiziatorio.

Il bambino viene poi fatto scendere e ha inizio la sacra processione dietro la Madonna lungo le strade della contrada, processione che finisce con la Santa Vergine che guarda i fuochi d’artificio fatti esplodere, profanamente, in suo onore.

 

Le foto sono state scattate nella contrada Carpignano di San Mango sul Calore in provincia di Avellino, il 9 aprile 2007.

vortice, estasi.

17 aprile 2007 § 5 commenti

«Sicuramente nella mia esperienza la parola è sempre carnale. Il momento in cui scrivo con maggior piacere è quando sento che la storia non ha bisogno di preamboli e nemmeno di una prospettiva. C’è, è lì, la vedo e la sento, è un mondo tutto di materia viva, di fiato, di caldo e di freddo. Io stessa che scrivo sto con le dita sui tasti del computer e anche, contemporaneamente, nel pieno di quel mondo, e mi lascio portare dal suo vortice liquido che trascina tutto. Col passare degli anni mi sento sempre più vicina all’idea che la scrittura vera sia quella che nasce dall’uscita da sé, da una condizione estatica. Spesso ci si immagina l’estasi come una disincarnazione. L’estasi dello scrivere non è sentire il soffio della parola che si libera della carne, ma la carne che fa tutt’uno col soffio delle parole».

 

(elena ferrante)

consigli per gli acquisti. (o meglio: shameless self-promotion)

13 aprile 2007 § 9 commenti

«Tutta la letteratura è pettegolezzo». Così Truman Capote, il maestro del new journalism, liquida con una delle sue abituali provocazioni anti-letterarie qualsiasi visione sacrale dell’arte e dell’artista. È il Capote più irriverente, infatti, quello che emerge dalle pagine di questo libro-intervista, in cui Lawrence Grobel ha raccolto due anni di incontri e conversazioni con l’autore di A sangue freddo. Capote è qui il dandy, l’esibizionista, il personaggio pubblico prima ancora che il grande scrittore: l’anticonformista per eccellenza, che può permettersi di parlare con la stessa dissacrante arguzia di Hollywood e della società letteraria newyorkese, di Jackie Kennedy e Marilyn Monroe, di Hemingway e Tennessee Williams, senza mai risparmiare se stesso, i suoi vizi, le sue manie, i suoi successi e fallimenti. A metà strada tra il gossip letterario e la riflessione culturale su un’epoca mitica, Colazione da Truman offre l’imperdibile ritratto del Novecento americano e dei suoi protagonisti, dalla viva voce di un testimone d’eccezione.

 

«Non capisco perché siano tutti così arrabbiati.

Con chi credevano di avere a che fare,

con un buffone di corte?

Io sono uno scrittore».

 

 

(anti, rece, wiki, cit.)

the war was not fun. (ridiculous words)

11 aprile 2007 § 8 commenti

Rettifica riguardo alla foto di cui si parla qui.

Adesso i tizi, offesi, dicono che non sono assolutamente dei turisti di guerra ma, anzi, delle vittime che stanno semplicemente valutando i danni al loro quartiere; che gli occhiali da sole sono necessari, sotto il sole di Beirut; che quella non è una fuoriserie, ma una “semplice” Mini-Cooper presa in prestito.

 

Insomma, non sempre le cose sono come sembrano…

 

 

(chi ci crede?)   

 

Dove sono?

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