lungomare.

24 giugno 2016 § Lascia un commento

Primo giorno in bici, e ho già qualcosa da scrivere nei miei ‪#‎diaridellabicicletta: un trans modello Divine/moiraorfei in bikini e tutta truccata che prende il sole beatamente distesa su una panchina, la testa poggiata in grembo al suo giovane e innamoratissimo fidanzato che le sussurra parole d’amore. Per oggi è andata, potrei anche ritenermi soddisfatto, grazie Napoli per il “lungomare più bello del mondo” (dove c’è anche gente che si fa il bagno tra barche e lamiere, un po’ umiliante, direi). Intanto c’è Action Bronson che mi canta nelle orecchie di amori non corrisposti, Action che in questi giorni se ne è andato in giro per Napoli per il suo programma di cucina e chissà quante pizze fritte si sarà strafogato.

“I’m not exactly flawless, but I’m gorgeous”

camorra.

17 giugno 2016 § Lascia un commento

Questo è il camorristico biglietto trovato ieri notte sullo specchietto della mia macchina, e se non mi sento di schifare completamente a morte il merdoso parcheggiatore abusivo di turno è solo perché almeno è stato capace di scrivere in un italiano più o meno corretto (al di là del messaggio surreale e della mancanza di punteggiatura), di questo devo dargliene atto (e poi, di chi è la colpa?). Intanto, poco lontano c’è l’ottimo sindaco uscente in maniche di camicia che cerca di farsi rieleggere da un pubblico di ubriachi fuorisede ballando il reggae di Maradona (questo il livello, vota e fai votare il masaniello meno peggio); grottescamente comico il saluto finale inneggiante a Zulù&99posse, dato che di questi sul palco non c’è nemmeno l’ombra. Il limite orario fissato per la musica in piazza è passato da un pezzo, ma che fa, l’importante è divertirsi; a terra, lo testimoniano un tappeto di bottiglie rotte e la tradizione in completa involuzione (altrove non è così, ma siamo in pochi ad apprezzare). Va tutto bene turisti, prendeteci d’assalto, Napoli non cambierà.
camorra parcheggiatori   

playtime.

16 giugno 2016 § Lascia un commento

il vero cinema non ha bisogno di parole, ma solo di visione che ammali, mostrando il mondo da un punto di vista diverso; è lo sguardo ingenuo a creare il genio più profondo, ma paradossalmente anche di questo la solitudine da computer ci ha derubato.

sentire.

14 giugno 2016 § Lascia un commento

svegliarsi con questa canzone in testa e sentire che certi musicisti sono come poeti, ma anche di più; mentre google ricorda lo scopritore dei gruppi sanguigni, tale landsteiner che magari vuole dirti che essere nati zero negativo (donare a tutti, per ricevere da uno solo) non è un caso (ma un destino). così come non è un caso che questo video sia diretto da spike jonze, quello delle creature selvagge nel cui paese viene celebrato l’ossimorico e violento potere dell’immaginazione. il mondo ci parla, se solo sappiamo ascoltarlo. buongiorno.

“Sento il dolore di tutti, e poi non sento più niente. Dipende da me? Non ci metterai molto a scoprirlo, ci siamo fregati di nuovo. Tanto vicino quanto osi essere, ma adesso basta, smettila di trascinarti. Prova a giocare pulito”.

vele.

12 giugno 2016 § Lascia un commento

C’è vento tra le mie vele. Ho vissuto per giorni senz’acqua né cibo, mi è andata bene.  Non me ne importava niente. Nessun luogo dove andare, niente da vedere… tranne me. Solo la paura può farti sentire solo qua fuori. Impari ad accettare qualunque cosa ti arrivi. Lì dove non esiste legge, non puoi sbagliare. Non puoi metterci troppo, per scrivere una canzone. Solo la paura può farti sentire solo qua fuori. Impari ad accettare qualunque cosa ti arrivi. Qualunque cosa ti arrivi.

Dove sono?

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