31 marzo 2003 § 3 commenti

le persone cominciano a domandarsi cosa faccia io nella mia vita, che dirgli? è seccante anzichenò, come se ci fosse un percorso (pre)stabilito.


e fosse così anormale non voler sopravvivere ma tentare di vivere, non voler morire.

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31 marzo 2003 § Lascia un commento

mattinata culturale per me, ieri. sono andato a vedere ‘storie da un’ eruzione – pompei ercolano oplontis’, la mostra sui giorni quando il Vesuvio rovinò (su) pompei ed ercolano. incredibile quanto l’ uomo moderno sia affascinato da morte e distruzione.


ho anche visitato il Gabinetto Segreto, ovvero la collezione ‘erotica’ del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. da vedere solo su prenotazione, data la presunta ‘oscenità‘ delle opere. ci vuole il permesso per entrare, proprio come 200 anni fa, al tempo dei borboni, non è cambiato nulla.. ?


qui sono esposte tutte le opere che, secondo la nostra logica ‘civile’, dovremmo definire ‘pornografiche’, ma che invece chiamiamo Arte. falli enormi e mostri, omosessualità, stupri, uno sfioramento pedofilo addirittura. tutte cose che per gli Antichi erano relativamente ‘normali’ o avevano una forte valenza apotropaica, ma che in noi possono far nascere un sorrisino imbarazzato qualche volta. è qui l’ ipocrisia: se è arte allora perchè è nascosta e sconsigliata ai bambini? la verità viene a galla, come un cadavere..


ancora…. se oggi vediamo un uomo che si scopa un animale, diciamo che è un perverso e clinicamente definiamo la sua malattia zoofilia; se vediamo, invece, la statua del dio Pan che fa l’amore con una capra (ma non da tergo come le bestie, però!) leggiamo magica poesia nel suo gesto e diciamo che è molto dolce, e bellissimo. è più forte la pietà.. la repulsione.. l’ ammirazione? è Arte.


siamo pazzi, forse?


mi chiedo se un giorno i calendari con le donne nude verranno definiti arte e le videocassette pornografiche cultura. ci chiameranno stupidi moralisti, forse.


rivedere tutto allora?!


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ho anche visto le opere di Francesco Clemente, che all’ inizio avevo preso per le opere di uno studente d’ arte qualsiasi, moderno. non c’ era nessuna indicazione. comunque belle.

31 marzo 2003 § Lascia un commento

ho visto il film CHICAGO, un film carino, divertente, scoppiettante. americano. musica americana, attori americani, città americana, storia americana. anche 2 assassine rese feroci dall’ Amore possono essere redente, in questo grande buono mondo americano, ognuno ha il suo sogno da vivere.


in questo momento sarebbe stato troppo duro, troppo pessimista, troppo deprimente, premiare con l’ Oscar un film (o)scuro come Il Pianista. porteremo i nostri ragazzi a casa e puniremo i cattivi, invece.


questa è l’ America dei furbi, e dei giusti. prendere o lasciare, okay? questa è la verità.


(bella la scena del ‘balletto della stampa’ (chi è che comanda cosa? gli avvocati o i giornalisti?) e la scena finale (gli assassini sono le star di oggi, le celebrità, ancora dobbiamo capirlo?))

26 marzo 2003 § Lascia un commento

tutti possono acquisire un linguaggio critico, ma chi può davvero scrivere una poesia?


io cerco un mio percorso poetico, spero di trovarlo un giorno.

24 marzo 2003 § 3 commenti

TESI


arrivi 34esimo nella graduatoria del master, sei fuori dai primi trenta. hai preso 23/30 al colloquio motivazionale, ti ha fregato il computer, e 1 per i titoli. se avessi saputo usare il computer (ovvero il pacchetto office) un pò meglio saresti entrato. computer e titoli, ecco le cose che contano nel mondo di oggi.


ANTITESI


la notte prima dei risultati sogni di chiederti dove stiano andando i tuoi sogni, e la tua vita. sogni di voler fare altre cose.


SINTESI


mai forzare la tua vita in direzioni che non vuole prendere.

20 marzo 2003 § Lascia un commento

travolto dall’ hype maledetto ho visto finalmente The Ring, anche io. soldi buttati, mi sono impressionato di più a giocare a Silent Hill 2 sulla playstation. le uniche cose che mi sono piaciute di questo film sono il video maledetto in sè, il cavallo che impazzisce, il ‘secondo’ finale, quando la bambina-mostro esce dal televisore. un happy end non cel’ avrei proprio fatta a sopportarlo. ma a questo punto mi piacerebbe vedere l’ originale giapponese, però. gli americani fanno i remake dei film stranieri perchè sennò il pubblico medio rischierebbe di non capirli…. o almeno questo è quello che credono i produttori. ma questi film ‘rifatti’, prodotti di chirurgia culturale, di solito seli becca anche il resto del mondo. anche se abbiamo visto, e apprezzato o no non è importante, l’ originale. direi un vero e proprio tentativo di colonizzazione culturale che molto spesso riesce, ahimè. vogliono imporre i loro sguardi, i loro ‘modi di vedere’. una tesi confermata anche dal fatto che, a quanto ne so io, in america è molto difficile vedere un film straniero (a parte casi estremi come ‘pinocchio’….. e si vede com’è stato accolto, gli americani credevano fosse il remake del pinocchio di disney!) e se lo si vede non è assolutamente doppiato, ma sottotitolato. la qual cosa può anche essere a una sorta di rispetto per l’ opera originale, ma in realtà si rivela un’ arma a doppio taglio: il pubblico (medio) americano troppo impegnato tra coca e pop-corn non riesce a seguire i sottotitoli, è faticoso, il film diventa noioso…. ergo flop dei film stranieri o remake americano: come dire, o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra.

mai fidarsi dei film che piacciono a tutti!

20 marzo 2003 § Lascia un commento

The Hours, un film complesso, pesante, difficile. quasi come la vita, piccoli spiragli di felicicità che non riusciamo a riconoscere. tre donne, tre vite in un giorno, distese sul letto, gli occhi aperti. manca la forza di alzarsi. si pensa alla propria vita, le immagini scorrono davanti agli occhi, nella propria testa, il proprio cuore dolente. i minuti passano, le ore. gli arabeschi, gli intrecci, i rimpianti. volevo essere uno scrittore. è il poeta che deve morire, il visionario.

(quante volte ho pensato questa cosa, per poter finalmente vivere, lì dove prima c’ era solo malinconia)

affinchè la tua vita acquisti un valore, un significato per contrasto.

tante frasi del film mi sono rimaste impresse, ma niente di sconvolgente, quel tipo di frasi messe a riposare nel nostro cuore da tempo indefinito ormai, frasi che siamo troppo occupati a non sentire, a coprire, assordando il nostro silenzio.


—organizzare feste per coprire il vuoto

—si vive per gli altri

—imparare tutto dalla vita per poi, semplicemente, abbandonarla

—se potessi passeggiare a metà mattina, sarei un uomo felice

—non si può trovare la pace fuggendo alla vita

(londra)

un manuale del pensiero proprio.


Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per marzo, 2003 su granelli.