del conoscere.

22 luglio 2012 § Lascia un commento

Proseguirono. Nella valle c’erano aquile e altri uccelli, e molti cervi, e c’erano orchidee selvatiche e macchie di bambù. Qui il fiume si allargava e correva oltre enormi massi tondeggianti, e una miriade di cascate cadevano dalla giungla alta e aggrovigliata. Il giudice aveva preso a cavalcare in testa con uno dei Delaware, e teneva il fucile caricato coi piccoli e duri semi del frutto del nopal, e a sera puliva con mano esperta gli uccelli variopinti che aveva ucciso, sfregando loro la pelle con polvere da sparo e riempiendoli di pallottole d’erba secca per poi riporli nelle bisacce. Schiacciava fra le pagine del quaderno le foglie degli alberi e delle piante, e rincorreva in punta di piedi le farfalle di montagna tenendo davanti a sé la camicia con entrambe le mani, parlando agli insetti con sommessi bisbigli, lui stesso un oggetto di studio. Toadvine sedeva, e lo osservava prendere appunti nel suo quaderno alla luce del fuoco. Gli chiese quale fosse lo scopo di tutto questo.
La penna del giudice smise di graffiare la carta. Guardò Toadvine. Poi riprese a scrivere.
Toadvine sputò nel fuoco.
Il giudice continuò a scrivere, poi chiuse il quaderno e lo posò di fianco a sé, premette le mani l’una contro l’altra e se le passò sul naso e sulla bocca e infine se le appoggiò sulle ginocchia a palmo in giù.
Qualunque cosa esista, disse. Qualunque cosa esista nella creazione senza che io la conosca esiste senza il mio consenso.
Si guardò intorno nella foresta scura dove bivaccavano. Accennò col capo agli esemplari che aveva collezionato. Queste creature anonime, disse, possono sembrare poco o niente nel mondo. Eppure l’esserino più piccolo può divorarci. Qualunque minuscola creatura stia sotto quella roccia, al di fuori della conoscenza umana. Solo la natura può rendere schiavo l’uomo, e solo quando l’esistenza di ciascun essere sarà stata snidata e denudata di fronte a lui, egli sarà davvero il sovrano feudale della terra.
Cos’è un sovrano feudale?
Un padrone. Un padrone o signore supremo.
Perché non chiamarlo padrone, allora?
Perché è un padrone di tipo speciale. Un sovrano feudale comanda anche dove altri comandano. La sua autorità revoca le sentenze locali.
Toadvine sputò. Il giudice appoggiò le mani a terra. Guardò il suo inquisitore. Questo è il regno cui ho diritto, disse. Eppure in esso ci sono ovunque nuclei di vita autonoma. Autonoma. Perché esso mi appartenga non devo permettere che qualcosa vi accada senza il mio permesso.
Toadvine sedeva con gli stivali incrociati davanti al fuoco. Nessun uomo può arrivare a conoscere tutte le cose di questa terra, disse.
Il giudice piegò la grossa testa di lato. L’uomo che crede che i segreti del mondo resteranno nascosti per sempre vive nel mistero e nella paura. La superstizione lo trascinerà in basso. La pioggia eroderà gli atti della sua vita. Ma l’uomo che si assume il compito di individuare nell’arazzo il filo che tutto ordisce, in virtù di questa sola decisione si fa carico del mondo, ed è soltanto facendosene carico che egli può trovare il modo di dettare i termini del proprio destino.
Non vedo cosa c’entri questo col fatto di catturare uccelli.
La libertà degli uccelli è un insulto per me. Li metterei tutti negli zoo.
Bell’inferno di zoo, sarebbe.
Il giudice sorrise. Sì, disse. Proprio così.

Cormac McCarthy, Meridiano di sangue.

a fire in the sky.

17 luglio 2012 § Lascia un commento

Comprato questo doppio cd l’anno scorso, 5euro alla fnac, e ancora ho goduto a sentirlo come quando adolescente andai a comprare la mia prima musicassetta, “Dentro c’è quella canzone che fa TA-TA-TA TA-TTA-TATA?”…. ciao Jon, riposa in pace.

Dove sono?

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