lumini.

29 aprile 2016 § Lascia un commento

fino a qualche giorno fa su youtube c’era questo video di “kiss” di prince che in poco meno di cinque giorni aveva raggiunto quasi quattro milioni di visualizzazioni, e chissà quante altre ne avrebbe raggiunte ancora se non fosse stato prontamente rimosso. niente youtube a questo giro, per chi ce l’ha (o ancora li compra) solo dischi in cameretta. la morte comporta lavoro aggiuntivo per i discografici, poveri. a natale regaleremo il cofanetto del duca bianco, o quello di prince? nel dubbio, aggiungiamo l’ennesima visualizzazione (rara e fortunata, in questo caso!) a un nuovo triste r.i.p..

“I want to be your fantasy//Maybe you could be mine”

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sogno.

23 aprile 2016 § 1 Commento

«La notte impone a noi la sua fatica magica. Disfare l’universo, le ramificazioni senza fine di effetti e di cause che si perdono in quell’abisso senza fondo, il tempo. La notte vuole che stanotte oblii il tuo nome, i tuoi avi e il tuo sangue, ogni parola umana e ogni lacrima, ciò che poté insegnarti la tua veglia, l’illusorio punto dei geometri, la linea, il piano, il cubo, la piramide, il cilindro, la sfera, il mare, le onde, la guancia sul cuscino, la freschezza del lenzuolo nuovo… Gli imperi, i Cesari e Shakespeare e, ancora più difficile, ciò che ami. Curiosamente, una pastiglia può svanire il cosmo e costruire il caos». (Jorge Luis Borges)

natura.

15 aprile 2016 § Lascia un commento

«Dopo aver esaurito quel che t’offrono affari, politica, allegri simposi, amore e così via – e aver scoperto che niente di tutto ciò alla fine soddisfa o dura in eterno – che cosa ti resta? Resta la Natura; portar fuori dai loro torpidi recessi le affinità tra un uomo o una donna e l’aria aperta, gli alberi, i campi, il volgere delle stagioni – il sole di giorno e le stelle del firmamento la notte». (Walt Whitman, Specimen Days)

schizo-idiozia.

14 aprile 2016 § Lascia un commento

Ve lo sareste mai immaginato? Sempre peggio. Non ci capisco più niente, e quasi non mi sento tanto bene. Prima il furbastro guru dell’internet politico che muore copiando il povero Kurt Cobain nella sua ultima lettera al mondo (è una bufala, ma la gente ci crede), poi il serioso scrittore segregato che cita Italo Calvino e subito dopo mette uno di quei pezzi idioti che piacciono tanto ai più o meno gggiovani d’oggi. A questo punto molto meglio Barbara D’urso che tra l’intervista all’assassino e un pre-diciottesimo lascia passare il tempo di un semplice blocco pubblicitario: almeno la sua schizofrenica idiozia è sincera, pura, senza tanti giri di parole. Viva Céline! (che mondo assurdo viviamo, davvero: trovare ciò che non è inferno e dargli spazio, avevi proprio ragione, caro Italo)

blu.

6 aprile 2016 § 1 Commento

«Nella lotta può capitare di sacrificare la bellezza all’efficacia dell’azione. È doloroso, sì, soprattutto se si tratta dell’opera di anni e anni, con la quale abbiamo legami affettivi. Eppure lo si fa nella consapevolezza che senza sacrificare qualcosa non si è mai ottenuto un bel niente, e certo non si è mai segnato mezzo punto contro chi davvero va in culo al popolo. Forse non sono più i tempi per una riflessione come questa. Forse siamo ormai assuefatti all’idea che il sacrificio di qualcosa che ci è caro, in una lotta, sia retaggio dei fanatici, degli integralisti, dei “cattivi” di turno, o tutt’al più di artisti/scrittori/mestatori che credono che “il ’77 sia l’altro ieri”. Chissà che proprio per questo il gesto di Blu non risulti ancora più importante e spiazzante. Perché all’improvviso ci ricorda qualcosa che avevamo dimenticato. Ce lo sbatte in faccia con la forza di un muro grigio o di una bomba senza morti. Non è l’opera d’arte che importa. Ma la vita e le relazioni che ci stanno dietro e che ancora sfuggono all’assimilazione alle logiche dominanti. La vita che resiste. E a volte perfino insorge». (Wu Ming)
grigionessun rimorso

¡adiós, Gato!

4 aprile 2016 § Lascia un commento

ma il viaggio continua…

chi ha paura del pesce d’aprile?

1 aprile 2016 § 1 Commento

stanlio e ollio ai tempi del terrorismo globale; o anche: “di come a volte la realtà sia più assurda del più assurdo dei pesci d’aprile”.

Dove sono?

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