trappole.

20 maggio 2018 § Lascia un commento

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frittura.

17 maggio 2018 § Lascia un commento

comicon.

2 maggio 2018 § Lascia un commento

miguelangelmartin - brianthebrain @ comicon 2018Videogiochi e fumetti, di questo perlopiù si è nutrita la mia solitaria infanzia/adolescenza, fino al punto in cui poi sono arrivati la musica e i libri e tutto il resto a cambiare un po’ di cose e a relegare supereroi e giochini in un angolo minimo e nascosto della mia vita. E allora mi chiedo perché ogni anno, felice come un bambino, continuo comunque a tornare al Comicon, cercando di esserci il più possibile, di non perdermi niente, e di godermi tutta questa vasta immensità ludica. Deve essere proprio questo il punto, penso, ricordarsi di quando si era ragazzini e tornare in quello spazio/tempo almeno per qualche giorno, sperare e sognare di poter essere ancora come una volta, al di là della vita più o meno complicata che ognuno di noi si ritrova a vivere, perdendosi nel felice caos infinito di fumetti e avventure di ogni tipo. Forse non sarà proprio come prima, ma è pur sempre bello ed emozionante. Tra mostre e incontri di vario tipo, quest’anno sono addirittura riuscito a tornarmene a casa con un disegnetto (anzi ben due!), e coincidenza vuole che l’autore sia proprio quel Miguel Angel Martin dal tratto così delicato e così crudele che vent’anni fa era uno degli ospiti d’onore di un Comicon che non a caso esordiva in un suggestivo e magico castello. A casa dei miei, tra cianfrusaglie e memorabilia varie, dovrei ancora avere un suo bel disegno dell’epoca, quando ancora non si doveva stare in fila per ore per uno sketch autografo su un fumetto appena comprato. C’era una volta… Curiosamente quindi il mio Comicon quest’anno si chiude così, con un Brian The Brain adolescente che mi indica un se stesso in giacca e cravatta. Come a dire che inevitabilmente il tempo passa, sì, ma poi ritorna sempre, come un cerchio che ti riporta e ti lega al te stesso più vero.

il tesserino.

11 marzo 2018 § Lascia un commento

interno cinema, prima serata.
giornalista munito di tesserino compra biglietto sperando vanamente in uno sconto.
prende poi foglietto esplicativo su cui sono riportate trama, critica, informazioni varie sui tre film in proiezione.

“come si chiama il primo film, ‘sinossi’? ah no, è il secondo”.

(sipario)

vomito//bellezza

10 marzo 2018 § Lascia un commento

dalla nostra abbiamo la bellezza, solo questo conta.
grazie sufjan, per emozionarmi così.
piango.

“white noise, what an awful sound
blessed be the mystery of love”

umanità.

9 febbraio 2018 § Lascia un commento

l’anm comunica che ci sono problemi di circolazione sulla tratta causa tentativo di suicidio di un ragazzo, e c’è chi risponde lamentandosi dei disservizi continui e/o facendo battutine ironiche/sarcastiche. addirittura c’è qualcuno che accusa l’azienda di essersi inventata una bufala. chi fa notare che davanti a una tragedia del genere questi commenti sono completamente fuori luogo, viene quindi accusato di “moralismo” ribadendo che non è ammissibile che per una “cosa” del genere un “onesto” lavoratore debba fare tardi al lavoro. vabè. io sono sinceramente impaurito e turbato dalla lettura di determinati commenti, anche se ormai non mi stupisco più di niente. d’altronde già anni fa avevo letto di un tentato suicidio da un ponte di non ricordo quale città americana e degli automobilisti bloccati nell’ingorgo che inferociti invitavano il povero cristo a buttarsi di sotto. che dire, si spera che in futuro anche il suicidio venga quindi strettamente regolamentato e permesso solo in orari stabiliti affinché non si rechi fastidio ai bravi lavoratori ansiosi di andare a lavorare. nel frattempo, solo silenzio e voglia di fuggire lontano da questo schifo. e rispetto per chi soffre. sono tempi bui, questi in cui disgraziatamente ci ritroviamo a vivere. tenetevi stretta la vostra umanità, se ancora ve ne è rimasta.
suicidio [anm]

liberato.

10 maggio 2017 § Lascia un commento

che poi oltre a mare vesuvio e maradona, dove stanno i luoghi comuni? probabilmente molti riferimenti sono riconoscibili solo dai napoletani, così come accade per certi pezzi inglesi (the streets? sleaford mods?), e va bene così. poi c’è la solita storia dell’amore spezzato, ma vabè. al di là della questione marketing, molto ben congegnata c’è da dire, qui c’è classe e sincerità, un certo racconto di napoli, e i pezzi sono belli (così come i video). liberato davvero sembra la risposta (popolare) napoletana a burial (che magari è “popolare” anche lui)… con qualche anno di ritardo, okay, ma si sa come vanno le cose in italia. quindi prendiamo quello che c’è. “neomelodico urbano avanzato”, vi piace come etichetta? si fa per scherzare eh, non vi arrabbiate…

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