liberato.

10 maggio 2017 § Lascia un commento

che poi oltre a mare vesuvio e maradona, dove stanno i luoghi comuni? probabilmente molti riferimenti sono riconoscibili solo dai napoletani, così come accade per certi pezzi inglesi (the streets? sleaford mods?), e va bene così. poi c’è la solita storia dell’amore spezzato, ma vabè. al di là della questione marketing, molto ben congegnata c’è da dire, qui c’è classe e sincerità, un certo racconto di napoli, e i pezzi sono belli (così come i video). liberato davvero sembra la risposta (popolare) napoletana a burial (che magari è “popolare” anche lui)… con qualche anno di ritardo, okay, ma si sa come vanno le cose in italia. quindi prendiamo quello che c’è. “neomelodico urbano avanzato”, vi piace come etichetta? si fa per scherzare eh, non vi arrabbiate…

fil rouge.

21 gennaio 2017 § Lascia un commento

Fil Rouge significa letteralmente “filo rosso” e viene solitamente inteso col significato di “filo conduttore”. Il termine è utilizzato in diversi ambiti. Viene usato da Goethe nel suo famoso romanzo “Le affinità elettive”, riprendendo il concetto che Freud utilizzò per definire l’inconscio. La sua origine è marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l’una dall’altra le corde aggrovigliate.
Una leggenda di origine cinese racconta che tutti noi nasciamo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo viene chiamato il filo rosso del destino. Esso ci lega alla persona a cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella. Le anime prima o poi sono, quindi, destinate ad incontrarsi e ad unirsi. Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi e alla fine unirsi. (http://filrouge-blog.blogspot.it/2010/12/il-fil-rouge.html?m=1)
fil-rouge-adriana-caccioppoli

rufus.

29 luglio 2016 § Lascia un commento

rufus wainwrightNapoli, 28 luglio 2016. Concerto dello “scandaloso” (la colpa è nell’aver scritto una canzone chiamata “Gay Messiah”, vergogna!) Rufus Wainwright, special guest Emma (che?), opening act EPO (bravi!). Svariate sciarpette (di Emma, superfluo dirlo) in vendita all’ingresso, ma pubblico non pervenuto, desolazione totale (Rufus nel mondo ovviamente suona alla Carnegie Hall di New York e pubblica con la Deutsche Grammophon, ma nemmeno ai tromboni cittadini “appassionati” di jazz e classica gli è venuto in mente di venirlo a vedere, magari avrebbero dovuto piazzarglielo in abbonamento teatrale). Considerata la massa di gente (trasversale, stranissima: crede di aver portato la prole a pascolare al villaggio vacanze, più che altro) che si alza e se ne va dopo due canzoni (2) che un’emozionatissima (!?) Emma cerca di cantare con Rufus, mi viene il sospetto di essere l’unico ad avere comprato il biglietto stasera (attenzione, sconto Massive Attack: in totale 10euri). A parte i maltrattati e beffati fan che con il dovuto anticipo hanno pagato il biglietto intero (poco meno di 50euri), chiaro, poveri fan a cui va tutta la mia solidarietà di categoria di appassionato di musica. Il concerto comunque è stato bello, e peccato per chi non c’era: scorre intimo e rilassato tra jazzate riproposizioni di Judy Garland, operistici brani propri e una chicca di pop immortale come “Hallelujah” del maestro Cohen (un modo per ringraziare Lorca, figlia di Leonard, che a Rufus ha “regalato” una figlia, Viva?), con il nostro – istrionico e divertente, dice che la prossima volta che verrà a Napoli si metterà nei guai – che si alterna tra piano e chitarra raccogliendo i meritati applausi. Buono anche il buffet rustico offerto da sollecite e gentili signorine che a quanto pare però avrebbero preferito Gigi D’Alessio. Nota sintomatica: è l’unico concerto di cui non abbia trovato la scaletta su setlist.fm il giorno dopo.

“nothing’s gonna change my world”

patatine.

11 luglio 2016 § Lascia un commento

Voi siete lì che guardate i mondiali e/o postate indignazione a gò-gò come se questo davvero potesse cambiare lo stato delle cose, e intanto ieri sera alzo lo sguardo ed ecco una nuova patatineria inaugurata a Napule, proprio in mezzo a Lombardi e Gay-Odin (curiosità: ma prima delle patatinerie, che cacchio c’era in questi buchi angusti?). Una marea di gente che mangia patatine fritte come se fosse l’ultima novità creata da buongustai alieni, follia totale. Se fai 100 metri più avanti, lungo San Sebastiano, ce ne sono altre due di patatinerie, una di fronte all’altra (ma se ti scocci di camminare troppo basta allungarti giusto dal greco più sopra o dal kebabbaro più sotto, sempre patatine fanno). Un’altra patatineria sta più o meno di fronte al Modernissimo, e un’altra aprirà a piazza Dante. Se scendi lungo via Roma non te lo dico proprio quante ne trovi, e un’altra nuova ne ho vista pure a via San Biagio dei Librai. Ora io mi chiedo: siamo forse la cavia di un enorme esperimento OGM della CIA, o che? Come ha detto un mio amico ieri sera, “‘O fritt’ ‘nguoll”. Napoletani, arripigliatevi!!

 

(Napoli, 2 anni fa)

lungomare.

24 giugno 2016 § Lascia un commento

Primo giorno in bici, e ho già qualcosa da scrivere nei miei ‪#‎diaridellabicicletta: un trans modello Divine/moiraorfei in bikini e tutta truccata che prende il sole beatamente distesa su una panchina, la testa poggiata in grembo al suo giovane e innamoratissimo fidanzato che le sussurra parole d’amore. Per oggi è andata, potrei anche ritenermi soddisfatto, grazie Napoli per il “lungomare più bello del mondo” (dove c’è anche gente che si fa il bagno tra barche e lamiere, un po’ umiliante, direi). Intanto c’è Action Bronson che mi canta nelle orecchie di amori non corrisposti, Action che in questi giorni se ne è andato in giro per Napoli per il suo programma di cucina e chissà quante pizze fritte si sarà strafogato.

“I’m not exactly flawless, but I’m gorgeous”

camorra.

17 giugno 2016 § Lascia un commento

Questo è il camorristico biglietto trovato ieri notte sullo specchietto della mia macchina, e se non mi sento di schifare completamente a morte il merdoso parcheggiatore abusivo di turno è solo perché almeno è stato capace di scrivere in un italiano più o meno corretto (al di là del messaggio surreale e della mancanza di punteggiatura), di questo devo dargliene atto (e poi, di chi è la colpa?). Intanto, poco lontano c’è l’ottimo sindaco uscente in maniche di camicia che cerca di farsi rieleggere da un pubblico di ubriachi fuorisede ballando il reggae di Maradona (questo il livello, vota e fai votare il masaniello meno peggio); grottescamente comico il saluto finale inneggiante a Zulù&99posse, dato che di questi sul palco non c’è nemmeno l’ombra. Il limite orario fissato per la musica in piazza è passato da un pezzo, ma che fa, l’importante è divertirsi; a terra, lo testimoniano un tappeto di bottiglie rotte e la tradizione in completa involuzione (altrove non è così, ma siamo in pochi ad apprezzare). Va tutto bene turisti, prendeteci d’assalto, Napoli non cambierà.
camorra parcheggiatori   

forza e buona lettura, dante&descartes!

3 maggio 2016 § Lascia un commento

okay, non volevo svelarvi il mio segreto, la mia libreria preferita… ma è qui che compro la maggior parte dei miei libri (sì, anche quelli che mi capita spesso di prestarvi o regalarvi!), alla Libreria Dante & Descartes, una piccola libreria di piazza del gesù, calda e accogliente, dove è possibile comprare libri bellissimi anche a poco prezzo (il brivido di scavare tra i banchi!). e poi, altra cosa bellissima, ogni acquisto che faccio il gentile libraio mi saluta sempre augurandomi “buona lettura!”… siate sinceri, altrove vi hanno mai salutato così? ogni volta che ci passo è un libro in più aggiunto alla mia biblioteca, e se non ci passo ogni giorno è solo perché poi va a finire che vado pezzente… ma che cosa meravigliosa, trasformare i propri soldi in libri. adesso avete la possibilità di farlo: basta anche una piccola donazione per salvare questa libreria e portarvi un bel libro a casa. se siete di napoli e volete, potete anche passare direttamente in libreria, così magari la scoprite. non fate che poi la piangete quando non c’è più, sostenetela adesso. mi raccomando. #piazzadelgesunuovo14 #libriperdutieritrovati

crowdfunding, facebook, articolo.
“[…] Allo stesso tempo, non so se per bravura mia o grazie al luogo colmo di libri che era diventata la libreria, iniziò un traffico di persone che entrava e usciva in cerca di nuove proposte o di libri perduti, consigli di lettura o semplicemente per trattenersi e prendere un caffè in compagnia. La libreria ha sempre ospitato tantissime letture, presentazioni di libri o riviste, discussioni su svariati temi, e anche grazie a tutto ciò il gruppo di amici e lettori è diventato sempre più assiduo e attento alla vita e alle proposte della libreria. Mentre accadeva tutto questo, nella mia vita e nella vita di tanti lettori, questo luogo è stato messo in vendita dai proprietari e per qualcuno è diventato un buon investimento, una possibile fonte di rendita per aumentare la propria ricchezza. I proprietari hanno ricevuto un’offerta per il locale. Adesso ho un mese di tempo per esercitare il mio diritto sull’immobile. Tra non poche difficoltà, sto cercando di acquistare il locale. Ho raggiunto una buona parte della cifra necessaria e non manca moltissimo. Il mio obiettivo è di poter continuare l’attività libraria in una delle principali piazze del centro antico e non abbandonare un luogo dove sicuramente in futuro i libri non saranno più al centro. Questa campagna di finanziamento è volutamente semplice e chiara chiunque donerà qualcosa alla causa riceverà in cambio l’equivalente della cifra in libri scelti o chiesti se non disponibili in libreria.La garanzia che offro è unica se riesco in questa impresa: finché sarò in vita (e spero anche dopo di me) a piazza del Gesù Nuovo 14 ci sarà una libreria stracolma di libri a disposizione dei lettori, appunto”.

 

Dove sono?

Stai esplorando gli archivi per la categoria napoli su granelli.