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27 settembre 2010 § 8 commenti

eden, passato.

26 settembre 2010 § Lascia un commento

«Ogni cultura ha bisogno di un suo Eden. Purtroppo il nostro l’abbiamo perso. Finché lo avevamo potevamo credere alla nostra innocenza, adesso è impossibile. È lo sviluppo che lo impedisce. Basta andare in macchina da Antibes a Monaco, non ci si crede a cosa abbiamo combinato in due generazioni. Abbiamo mandato tutto affanculo. Quando va bene sembra di stare nel New Jersey. D’estate le coste italiane o spagnole sembrano sobborghi industriali, e quanto alla Francia non voglio neanche parlarne. Così quello che avevamo dobbiamo cercarlo sempre più lontano. Siamo costretti a viaggiare nel passato».

Lawrence Osborne, Bangkok.

il buio dell’amore.

11 settembre 2010 § Lascia un commento

Da quando sta in prigione Ciro dice che le orecchie non sa come metterle, a destra, a sinistra, in mezzo, gli sembra che sono cresciute, e per questo non riesce più a dormire. Non sente il suo cuore, ma sente quell’altro, quello che sbatteva forte. Ciro passa la sua notte a battere le dita contro il ferro della branda. Ciro è in prigione perché insieme ai suoi amici ha violentato Irene, una ragazza più o meno della sua età. (continua)

da qualche parte, ma dove.

8 settembre 2010 § Lascia un commento

Addormentarsi con la faccia affondata tra le cosce di una ragazza è probabilmente il punto più basso raggiungibile nella (non-)vita di un uomo, addormentarsi davanti a due ventenni più o meno svestite che si dimenano su un palo da lap dance forse è un po’ più su, ma siamo comunque lì.
Al protagonista di questo film, il famoso attore Johnny Marco, capitano tutte e due le cose, ma lui non sembra farci caso più di tanto. La sua vita procede, ma più che avanti, gira in tondo: molto indicativo è l’incipit del film: Johnny ha una Ferrari ma invece di usarla per correre chissà dove, gira semplicemente in tondo. Appunto.
(continua)

innamorati. (un elenco)

3 settembre 2010 § Lascia un commento

  1. Scusami per aver dimenticato di annaffiare le tue felci quella volta che sei stato via.
  2. Quando mi hai detto che ti ricordavo tua madre, era un complimento o cosa?
  3. I tuoi amici non mi sono mai stati molto simpatici.
  4. A nessuno tra i miei amici sei mai stato molto simpatico.
  5. Ricordi quando il gatto è scappato e io ho pianto tanto e t’ho fatto affiggere i volantini e invece non s’è più visto? Beh, non piangevo perché non s’era più visto. Piangevo perché ero stata io a portarlo nel bosco e avevo paura che se fosse tornato ti avrebbe detto quello che avevo combinato, ma immagino che l’abbia acchiappato un lupo o qualche cosa del genere. E comunque non gli ero mai andata molto a genio.
  6. Neanche tua madre mi è mai andata molto a genio.
  7. Dopo che te ne sei andato l’ho fatto apposta a non annaffiare le tue piante. Sono morte tutte.
  8. Addio.
  9. Sei mai stato veramente innamorato di me?
  10. Me la cavavo bene a letto o ero solo nella media?
  11. Cosa volevi dire esattamente, quando hai detto che andava bene se avevo messo su qualche chilo e che anzi pensavi che ero ancora più bella e perciò mi incoraggiavi a mangiare tutto quello che mi andava, ma poi, quando mi sono pesata sulla bilancia del bagno, ho scoperto che ero rimasta allo stesso peso, che non avevo guadagnato neanche un etto?
  12. Perciò tutte le volte, e ora ti dico la verità e comunque non me ne frega niente se mi credi o no, ho finto tutti gli orgasmi che tu pensavi avessi. Le donne riescono a farlo, sai? Non mi hai mai fatto venire, neanche una volta.
  13. E va bene, allora, forse sono una scema, ma ero davvero innamorata di te.
  14. Sono andata a letto con un tizio, non volevo, ma è successo. La stessa cosa è capitata anche a te? Guarda che non è che mi sto scusando, o che accetto le tue, di scuse. È solo che vorrei saperlo.
  15. I piedi mi fanno un male cane ed è tutta colpa tua.
  16. Stavolta dico sul serio: addio.

(Kelly Link, In viaggio con la Regina delle Nevi, da Ne succedono anche di più strane)

fallisci ancora, fallisci meglio.

1 settembre 2010 § Lascia un commento

fallimentare potrebbe anche sembrare un verbo che dura nel tempo, ma in realtà è solo una parola che prima viene e poi va.

Dove sono?

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