l’italiano è un’opinione. (da un’e-mail vera)

29 gennaio 2006 § 3 commenti

Come funziona? Semplice! Invii il tuo messaggio con gli allegati che verranno caricati in un apposito spazio. I destinatari riceveranno una semplice e-mail con un link che, una volta cliccato, porta in una pagina contenente i comandi per visualizzare e scaricare gli allegati inviati. Inoltre tu potrai vedere, qualora lo richiedi, se i destinatari hanno ricevuto la tua GigaMail o quando hanno scaricato l’allegato.

l’italiano è un’opinione. (da un’e-mail vera)

29 gennaio 2006 § 3 commenti

Come funziona? Semplice! Invii il tuo messaggio con gli allegati che verranno caricati in un apposito spazio. I destinatari riceveranno una semplice e-mail con un link che, una volta cliccato, porta in una pagina contenente i comandi per visualizzare e scaricare gli allegati inviati. Inoltre tu potrai vedere, qualora lo richiedi, se i destinatari hanno ricevuto la tua GigaMail o quando hanno scaricato l’allegato.

no tears for the creatures of the night.

28 gennaio 2006 § 4 commenti

you don't even know/how i feel/nausea/nausea/nausea

la canzoncina del giorno è “birthday” degli sugarcubes.

22 gennaio 2006 § 10 commenti

She lives in this house over there
Has her world outside it
Scrapples in the earth with her fingers and her mouth
She’s five years old

Thread worms on a string
Keeps spiders in her pocket
Collects fly wings in a jar
Scrubs horse flies
And pinches them on a line
Ohhh…

She has one friend, he lives next door
They’re listenening to the weather
He knows how many freckles she’s got
She scratches his beard

She’s painting huge books
And glues them together
They saw a big raven
It glided down the sky
She touched it
Ohh…

Today is a birthday
They’re smoking cigars
He’s got a chain of flowers
And sows a bird in her knickers
Ohhh…

They’re smoking cigars
They lie in the bathtub
A chain of … flowers

la canzoncina del giorno è “birthday” degli sugarcubes.

22 gennaio 2006 § 10 commenti

She lives in this house over there
Has her world outside it
Scrapples in the earth with her fingers and her mouth
She’s five years old

Thread worms on a string
Keeps spiders in her pocket
Collects fly wings in a jar
Scrubs horse flies
And pinches them on a line
Ohhh…

She has one friend, he lives next door
They’re listenening to the weather
He knows how many freckles she’s got
She scratches his beard

She’s painting huge books
And glues them together
They saw a big raven
It glided down the sky
She touched it
Ohh…

Today is a birthday
They’re smoking cigars
He’s got a chain of flowers
And sows a bird in her knickers
Ohhh…

They’re smoking cigars
They lie in the bathtub
A chain of … flowers

Di sabato all’Ikea.

21 gennaio 2006 § 11 commenti

Andare di sabato all’Ikea è un’esperienza anzi, permettete di correggermi, uno sbaglio.

Te ne accorgi subito, appena inizi a intravedere la fila di macchine incolonnate sullo svincolo sopraelevato che porta all’immenso edificio gialloblu dell’Ikea; certo l’Ikea è a dieci minuti da casa tua, massimo un quarto d’ora, ma questo in condizioni normali di traffico, e si sa che a Napoli e provincia “condizioni normali di traffico” non sussistono, mai: è – come dire? – un controsenso. Vabbè.
Però in realtà la colonna (infame) è niente (visto che scorre abbastanza veloce) in confronto all’ingorgo-parcheggi che si presenta una volta all’ingresso del fantastico mondo Ikeae e così, per evitare eterne attese, si decide di optare per un parcheggio di stramacchio non proprio istituzionale. Saranno pure carini i parcheggi dell’Ikea sì, con quell’erbetta così affogata nel cemento, ma dato che la visita già si preannunciava abbastanza super-mega-affollata s’è preferito evitare ulteriori sollecitazioni ai miei poveri nervi, non potete biasimarmi.
A questo punto voi, miei cari e pochi lettori, vi chiederete: «Ma che ci sei andato a fare all’Ikea di sabato pomeriggio, scusa?».
E io di rimando vi risponderei: «Ma sono fatti vostri? E poi credete che un altro giorno della settimana sarebbe stata minimamente diversa la situazione, ingenuotti che non siete altro?!?».
 
Un’esperienza, si diceva in apertura. Sì, è così.
Con tutte queste coppiette di neo-sposi o anche semplici coppie in procinto di sposarsi, la differenza la noti da lei (lei con pancione significa che sono neo-sposi, la maggior parte delle volte), e poi ancora, sposi già avviati e con prole piccola, intiere famiglie con figli adolescenti al seguito, giovani fidanzati in libera uscita, e naturalmente tutti vocianti, tutti: è in momenti come questi che senti fortemente la mancanza delle tue fide cuffiette musicali protettive… Ma è cosa che all’Ikea ti devi sentire solo se non sei accoppiato? È possibile che l’Ikea, dopo chiesa e ipermercato, sia il luogo più frequentato dalle famiglie (solo napoletane?!): ma non avete niente di meglio da fare? Non ce l’avete una casa già arredata dove stare?dove stare, a dove stare, a che viu sfare?alle famiglie (solo napoletane?ti che senti la mancanza delle non siete altro? A cosa vi servono tutti questi obbrobri svedesi?
Sì perché ammettiamolo il gusto estetico dell’Ikea è un qualcosa di alquanto discutibile.
Si potrebbe partire da lontano, e iniziare a parlare innanzitutto proprio dell’organizzazione di questo mega-puntovendita napoletano (un bazar è più ordinato), fino ad arrivare poi ai piani bassi, dove la bruttura assoluta assume la forma di elementi artistici quali quadri e sculture su cui (però) è davvero superfluo ogni commentoMa mi sono già stufato e ho perso anche l’ispirazione, quindi concludo lasciando qui una foto di alcuni immondi uccelletti a simbolo dell’intera (peraltro invana) visita: purtroppo il cartellino non si legge bene ma a sinistra si specifica Gioco per cane, mentre a destra si avverte Adatto a bambini da 18 mesi in su Insomma, questo giocattolo è per cani o per bambini?
Mah.
 
Ma voi li avete mai visti i peluche che vendono all’Ikea?
Li rovinano da piccoli, questi poveri svedesi.
Si spiega tutto.
qua!

Di sabato all’Ikea.

21 gennaio 2006 § 11 commenti

Andare di sabato all’Ikea è un’esperienza anzi, permettete di correggermi, uno sbaglio.

Te ne accorgi subito, appena inizi a intravedere la fila di macchine incolonnate sullo svincolo sopraelevato che porta all’immenso edificio gialloblu dell’Ikea; certo l’Ikea è a dieci minuti da casa tua, massimo un quarto d’ora, ma questo in condizioni normali di traffico, e si sa che a Napoli e provincia “condizioni normali di traffico” non sussistono, mai: è – come dire? – un controsenso. Vabbè.
Però in realtà la colonna (infame) è niente (visto che scorre abbastanza veloce) in confronto all’ingorgo-parcheggi che si presenta una volta all’ingresso del fantastico mondo Ikeae e così, per evitare eterne attese, si decide di optare per un parcheggio di stramacchio non proprio istituzionale. Saranno pure carini i parcheggi dell’Ikea sì, con quell’erbetta così affogata nel cemento, ma dato che la visita già si preannunciava abbastanza super-mega-affollata s’è preferito evitare ulteriori sollecitazioni ai miei poveri nervi, non potete biasimarmi.
A questo punto voi, miei cari e pochi lettori, vi chiederete: «Ma che ci sei andato a fare all’Ikea di sabato pomeriggio, scusa?».
E io di rimando vi risponderei: «Ma sono fatti vostri? E poi credete che un altro giorno della settimana sarebbe stata minimamente diversa la situazione, ingenuotti che non siete altro?!?».
 
Un’esperienza, si diceva in apertura. Sì, è così.
Con tutte queste coppiette di neo-sposi o anche semplici coppie in procinto di sposarsi, la differenza la noti da lei (lei con pancione significa che sono neo-sposi, la maggior parte delle volte), e poi ancora, sposi già avviati e con prole piccola, intiere famiglie con figli adolescenti al seguito, giovani fidanzati in libera uscita, e naturalmente tutti vocianti, tutti: è in momenti come questi che senti fortemente la mancanza delle tue fide cuffiette musicali protettive… Ma è cosa che all’Ikea ti devi sentire solo se non sei accoppiato? È possibile che l’Ikea, dopo chiesa e ipermercato, sia il luogo più frequentato dalle famiglie (solo napoletane?!): ma non avete niente di meglio da fare? Non ce l’avete una casa già arredata dove stare?dove stare, a dove stare, a che viu sfare?alle famiglie (solo napoletane?ti che senti la mancanza delle non siete altro? A cosa vi servono tutti questi obbrobri svedesi?
Sì perché ammettiamolo il gusto estetico dell’Ikea è un qualcosa di alquanto discutibile.
Si potrebbe partire da lontano, e iniziare a parlare innanzitutto proprio dell’organizzazione di questo mega-puntovendita napoletano (un bazar è più ordinato), fino ad arrivare poi ai piani bassi, dove la bruttura assoluta assume la forma di elementi artistici quali quadri e sculture su cui (però) è davvero superfluo ogni commentoMa mi sono già stufato e ho perso anche l’ispirazione, quindi concludo lasciando qui una foto di alcuni immondi uccelletti a simbolo dell’intera (peraltro invana) visita: purtroppo il cartellino non si legge bene ma a sinistra si specifica Gioco per cane, mentre a destra si avverte Adatto a bambini da 18 mesi in su Insomma, questo giocattolo è per cani o per bambini?
Mah.
 
Ma voi li avete mai visti i peluche che vendono all’Ikea?
Li rovinano da piccoli, questi poveri svedesi.
Si spiega tutto.
qua!

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