humboldt.

7 novembre 2017 § Lascia un commento

alexander von humboldt [heinrich friedrich füger]«Di notte potevo sentire il verso dei delfini di fiume, che sembrano russare, davanti a isole, abitate da migliaia di fenicotteri, aironi bianchi e trampolieri rosa, con i loro grandi becchi a spatola. Una volta rischiai di morire toccando inavvertitamente del curaro, un veleno in grado di provocare una paralisi mortale. Le tribù lo usavano per avvelenare le punte per le loro cerbottane e rimasi affascinato dalla sua potenza. Vedemmo le anguille elettriche combattere contro una trentina di cavalli, colpevoli soltanto di attraversare il loro habitat. Guardando l’orribile lotta tra anguille e cavalli, pensavo alle forze che, nei campi più svariati, provocano fulmini, o legano tra loro metalli o fanno muovere gli aghi delle bussole. Imparai così a partire da un dettaglio o un’osservazione e poi passare al contesto più ampio. Imparai che sono tante voci a rivelarci che tutta la natura respira». (Alexander von Humboldt, dipinto di Friedrich Georg Weitsch)

[grazie a Pascal di Radio2 per la storia]

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computer.

28 ottobre 2017 § Lascia un commento

computer lifenel caso non abbiate la pazienza e/o la concentrazione necessaria per leggere questo articolo, piuttosto lungo ma davvero molto interessante (al di là di qualsivoglia romanzo e/o film di fantascienza/cyberpunk), la conclusione è questa:

“Ma lo status presente e reale delle macchine intelligenti è al contempo banale e più potente di qualsiasi futura apocalissi robotica. Turing è spesso definito il padre dell’intelligenza artificiale, ma si è limitato a dire che le macchine potrebbero diventare abbastanza intelligenti da stimolare un’interazione. La cosa si può a malapena definire intelligenza, sia essa artificiale o reale. Ed è anche molto più facile da ottenere. I computer hanno già convinto le persone a trasferire le proprie vite al loro interno. Le macchine non hanno avuto bisogno di rendere le persone immortali, di promettere di esaudire ogni loro capriccio, o di minacciare di distruggerle arbitrariamente. Hanno solo avuto bisogno di diventare una parte di tutto ciò che fanno gli esseri umani, facendo sì che questi ultimi non siano più in grado, o non vogliano, fare più quelle stesse cose senza i computer.

Questo futuro ha qualcosa di tragico. E non è il fatto che le persone potrebbero non essere preparate a un’apocalissi robotica, o che potrebbero morire invece di caricare i loro dati. La vera minaccia che proviene dai computer non sta nel fatto che potrebbero sostituire e distruggere l’umanità con i loro poteri e la loro intelligenza. È che potrebbero rimanere banali e impotenti come sono oggi, ma essere comunque in grado di prendere il nostro posto”.

meditazione. (o anche: a proposito di dougie jones)

13 agosto 2017 § Lascia un commento

01 golden ball«Come fa la meditazione a scacciare la negatività? Immaginatelo così: sei l’Empire State Building. Hai centinaia di stanze al tuo interno. In quelle stanze ci sono tantissimi rifiuti. Li hai messi tu lì. Ora prendi questo ascensore, che nel nostro caso simboleggia l’immersione in se stessi. Scendi giù nei sotterranei dell’edificio; raggiungi il “campo unificato” sottostante l’edificio: la coscienza pura. È come oro sotto forma di energia elettrica. Lo provi. Quest’oro attiva tanti piccoli robot delle pulizie. Si mettono in moto e iniziano a ripulire le stanze. Dove prima c’erano sporcizia, rifiuti e spazzatura introducono oro. Le tensioni che si trovavano nelle stanze, simili a bobine di filo spinato, riescono a sciogliersi. Evaporano, fuoriescono. Pulisci e infondi pulizia allo stesso tempo. Sei sulla buona strada per raggiungere uno splendido stato di illuminazione». (David Lynch, Una torre d’oro’ da “In acque profonde – Meditazione e Creatività”)

02 coffee
«Come uno specchio risplende di luce una volta ripulito dalla polvere, parimenti risplendono la mente e il corpo di coloro che hanno compreso il Sé. Saranno eternamente pervasi di felicità». (Upaniṣad)

03 mr. jackpot
Epifania: e se Dougie/Cooper fosse un illuminato che vive su un altro piano di esistenza? Tutti stiamo aspettando che il buon Dale torni, ma forse lui è già qui e sta già agendo per il bene comune. Così come 25 anni (di meditazione e non) hanno cambiato David Lynch (quindi inutile aspettare il vecchio Twin Peaks), 25 anni nella Loggia hanno sicuramente cambiato Cooper (quindi inutile aspettare il suo vecchio essere). Lui è qui ma anche oltre questa realtà, perciò si comporta e comunica in modo diverso. Eppure agisce, e cambia (in meglio) le persone intorno a lui. Ha modificato in meglio anche la vita della sua famiglia.

caproni.

21 giugno 2017 § 1 Commento

giorgio caproni

“Versicoli quasi ecologici”
di Giorgio Caproni
(da ‘Res Amissa’, 1972)

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: «Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra».

Questa una delle tracce da commentare della prova di maturità di oggi: bella! A cominciare dal titolo, con quella strana parola, “versicoli”, e quell’aggettivo così moderno, “ecologici”, ma soprattutto quel “quasi”, così traballante e insicuro. Vera poesia, nei versi e nell’argomento, una cosa che forse oggi è andata un po’ perduta, “res amissa”, appunto, così come la natura protagonista del componimento. Mi sarebbe piaciuto svolgere questa traccia.

Comunque, stimolato da un post dell’amico Daniele, ecco il mio ricordo da maturando scientifico: «Portai i programmi più lunghi e complessi: italiano e storia (ma solo perché purtroppo non uscì filosofia). Mi arrivò il compito di matematica, ma ero troppo fesso per copiare e così lo ripassai subito. Dopo l’orale (che andò bene), la commissione discusse per quasi un’ora perché la mia prof di italiano voleva darmi il massimo dei voti… Ma non ci fu niente da fare appunto perché non avevo completato il compito di matematica. Il giro in bici che feci con gli amici quel pomeriggio ancora lo ricordo: il più bello e libero di tutta la mia vita, probabilmente».

A voi, se vi pare.

p.s.: segnalo questo interessante progetto di Giovanni Succi (Bachi Da Pietra, etc): https://caproni.wordpress.com

Al fato.

1 aprile 2017 § Lascia un commento

Per me tu sei sempre stato più reale di Dio.
Tu monti il palco per la tragedia,
tu conficchi i chiodi
davanti a una platea di pochi amici scelti.

Per pura cortesia hai storpiato una bella ragazzina,
investito un bambino con una motocicletta.
Esempi del genere, me ne vengono a milioni.
Lo stesso dicasi per il modo in cui noi due continuiamo a incontrarci.

La risposta forse ce l’ha
qualche distributore di cicche colorate a Chinatown,
una vecchia porta scricchiolante che si apre in un film dell’orrore,
un mazzo di carte che ho dimenticato in spiaggia.

La notte sento che ti rannicchi contro di me,
con il tuo fiato caldo, le tue mani fredde –
e io già simile a un vecchio pianoforte
che pende da una fune fuori da una finestra.

 Charles Simic

 

doppio.

21 febbraio 2017 § Lascia un commento

traumnovelle-arthur-schnitzler«Si scambiarono domande ingenue eppure insidiose e risposte maliziose e ambigue; a nessuno dei due sfuggì che l’altro non era in fondo sincero e si sentirono, così, inclini a una moderata vendetta. Esagerarono nel valutare l’attrazione che gli sconosciuti partner del ballo in maschera avevano esercitato su di loro, si beffarono, negandoli, dei moti di gelosia che lasciavano vicendevolmente trapelare. Tuttavia dalla leggera conversazione sulle futili avventure della notte scorsa finirono col passare a un discorso più serio su quei desideri nascosti, appena presentiti, che possono originare torbidi e pericolosi vortici anche nell’anima più limpida e pura, e parlarono di quelle regioni segrete che ora li attraevano appena, ma verso cui avrebbe potuto una volta o l’altra spingerli, anche se solo in sogno, l’inafferrabile vento del destino. Sebbene la loro unione si fondasse su una perfetta compenetrazione di sentimenti e di idee, sapevano tuttavia che ieri li aveva sfiorati, e non per la prima volta, un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo; trepidamente, tormentandosi, cercarono con sleale curiosità di carpirsi confessioni e, concentrandosi con angoscia sulla loro vita intima, ognuno ricercò in sé qualche fatto anche insignificante, qualche avvenimento anche inconsistente, che potesse esprimere l’ineffabile e la cui sincera confessione riuscisse a liberarli da una tensione e da una diffidenza che cominciavano a diventare a poco a poco insopportabili». (Arthur Schnitzler, Doppio sogno)

poesia.

17 febbraio 2017 § Lascia un commento

«Anche se è cattiva, la poesia è sempre meglio della vita. […] Che è l’uomo se non una piccola anima che regge in piedi un cadavere?». (Malcolm Lowry, Sotto il vulcano)

[Matthew McConaughey//True Detective]
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