giovani.

8 luglio 2017 § Lascia un commento

amiche e amici, è ufficiale: da qualche anno a questa parte non mi piace quasi più niente. solo a leggere i titoli dei nuovi album italiani mi viene l’orticaria, se poi provo a sentire qualche canzone cominciano a strisciarmi certi vermi nelle orecchie che nemmeno nel film dell’orrore più pauroso. la finta ironia e il sarcasmo patetico, il latte alle ginocchia e la melassa che cola, i giochi di parole e i testi impegnati, quelli che non hanno niente da dire e quelli che se la credono troppo. forse dovrei chiedere aiuto, ma alla fine penso di stare benissimo anche così. largo ai giovani, e sotto maestro con la base. arrisentirci. ma non troppo presto, magari.

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caproni.

21 giugno 2017 § 1 Commento

giorgio caproni

“Versicoli quasi ecologici”
di Giorgio Caproni
(da ‘Res Amissa’, 1972)

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: «Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra».

Questa una delle tracce da commentare della prova di maturità di oggi: bella! A cominciare dal titolo, con quella strana parola, “versicoli”, e quell’aggettivo così moderno, “ecologici”, ma soprattutto quel “quasi”, così traballante e insicuro. Vera poesia, nei versi e nell’argomento, una cosa che forse oggi è andata un po’ perduta, “res amissa”, appunto, così come la natura protagonista del componimento. Mi sarebbe piaciuto svolgere questa traccia.

Comunque, stimolato da un post dell’amico Daniele, ecco il mio ricordo da maturando scientifico: «Portai i programmi più lunghi e complessi: italiano e storia (ma solo perché purtroppo non uscì filosofia). Mi arrivò il compito di matematica, ma ero troppo fesso per copiare e così lo ripassai subito. Dopo l’orale (che andò bene), la commissione discusse per quasi un’ora perché la mia prof di italiano voleva darmi il massimo dei voti… Ma non ci fu niente da fare appunto perché non avevo completato il compito di matematica. Il giro in bici che feci con gli amici quel pomeriggio ancora lo ricordo: il più bello e libero di tutta la mia vita, probabilmente».

A voi, se vi pare.

p.s.: segnalo questo interessante progetto di Giovanni Succi (Bachi Da Pietra, etc): https://caproni.wordpress.com

liberato.

10 maggio 2017 § Lascia un commento

che poi oltre a mare vesuvio e maradona, dove stanno i luoghi comuni? probabilmente molti riferimenti sono riconoscibili solo dai napoletani, così come accade per certi pezzi inglesi (the streets? sleaford mods?), e va bene così. poi c’è la solita storia dell’amore spezzato, ma vabè. al di là della questione marketing, molto ben congegnata c’è da dire, qui c’è classe e sincerità, un certo racconto di napoli, e i pezzi sono belli (così come i video). liberato davvero sembra la risposta (popolare) napoletana a burial (che magari è “popolare” anche lui)… con qualche anno di ritardo, okay, ma si sa come vanno le cose in italia. quindi prendiamo quello che c’è. “neomelodico urbano avanzato”, vi piace come etichetta? si fa per scherzare eh, non vi arrabbiate…

giganti.

1 febbraio 2017 § Lascia un commento

«Mi è sempre piaciuto Coltrane. Agli inizi, la gente continuava a dirmi di licenziarlo. Mi dicevano che quello non era suonare. Ma io so bene cosa voglio. Un’altra cosa che non afferro è questa cosa che tutti pensano che Coltrane sia difficile da capire. Lui non fa che suonare cinque note di un accordo e poi continua a cambiarlo, provando a vedere in quanti modi può essere suonato. È come spiegare una cosa in cinque modi diversi. E questo suo suono è legato a quello che lui fa con gli accordi, ogni volta». (Miles Davis)

astronave.

26 ottobre 2016 § Lascia un commento

Volando tra le case di notte, da solo, ero un’astronave adolescente. Atterravo di notte, ero bello con tutte le mie luci, e mi stagliavo così grande all’orizzonte, così grande che la gente pensava che i miei finestrini fossero stelle. Ero cucito al cielo.

estiva.

21 ottobre 2016 § Lascia un commento

l’estate volge ormai al termine (?), mi sembra quindi un buon modo di celebrarla (ri-)postando una mia vecchia playlist (incredibilmente – credeteci! – l’unica che abbia mai fatto, ché ai miei tempi si facevano le cassette) compilata qualche estate fa, quando era tutto abbastanza diverso… buon ascolto, a chi ascoltare vorrà. 🙂
“Now you’re lost//Lost in the heat of it all”
 

sylvia.

12 ottobre 2016 § Lascia un commento

“19 agosto, l’una di notte. Ammettilo, pupa: hai avuto un bel po’ di occasioni. Forse non come Elizabeth Taylor o come un Hemingway alle prime armi, ma per dio, stai crescendo. In altre parole, ne hai fatta di strada da quell’essere introverso e sgradevole che eri solo cinque anni fa. Festeggiamo con pacche di approvazione sulle spalle? D’accordo: abbronzata, alta, quasi bionda, non male. E cervello, intuito, almeno in una certa direzione. Vai d’accordo con quasi tutti. Persino sotto lo stesso tetto, gomito a gomito. Non ti sei montata la testa e non soffri di una forma acuta di snobismo o di orgoglio. Sei disposta a lavorare. E duro, anche. Hai forza di volontà e stai diventando pratica della vita – e inoltre ti stanno pubblicando. Dunque hai conquistato il diritto di scrivere tutto quello che vuoi”. (Sylvia Plath)
sylvia-plath-white-bikini

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