classifiche.

12 febbraio 2019 § Lascia un commento

più ascolto le canzoni che vanno per la maggiore oggigiorno, più mi chiedo cosa vi sia entrato nella testa e nelle orecchie, cari amici. qui gli unici che stanno facendo bene il proprio lavoro sono la televisione più piatta e le più grandi case discografiche (cadaveri zombie sempre pronti ad azzannare moda usa&getta, è risaputo, senza alcuna voglia di approfondire e sperimentare). le classifiche sono diventate davvero democratiche (o populiste?), piacciono proprio a tutti, senza limiti di età. da quello più disinteressato che ascolta musica al telefonino seduto sul cesso, ai più quotati addetti ai lavori sempre sul pezzo con la libreria mp3 perennemente aggiornata agli ultimi tormentoni. senza ovviamente dimenticare gli esagitati hipster neo-appassionati di vinile da collezione. bene così, chi sono io per obiettare, ma che assoluto mistero questa omologazione del gusto! proprio non capisco. rimpiango i tempi in cui per scaricare un pezzo ci mettevi tre giorni, e un disco lo scoprivi su un giornale di carta o in un negozio di dischi. magico! ero anche giovane.

scrivo questo senza alcuno snobismo e/o polemica, forse giusto con un po’ di nostalgia, ma nemmeno tanta, dato che io stesso faccio uso degli ultimi mezzi tecnologici per allargare la mia cultura musicale… ed è questo che caldamente vi consiglio: prendetevi sempre cura delle vostre orecchie e della vostra anima. rock’n’roll!

🤘👴

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epifanie.

15 gennaio 2019 § Lascia un commento

le città invisibili [italo calvino]forse ricordo male, ma se non sbaglio qualche tempo fa il concerto dell’epifania era almeno una buona occasione per ascoltare un po’ di musica classica diretta da qualche riconosciuto maestro. adesso anche qui tutto colonizzato da vacui canzonettari provenienti da x-factor, amici e sanremi vari. dove la rima sole-cuore-amore vince sempre sulla musica. dopo il buon vincenzone mollica che si spertica in lodi per rosalia al tg1 della sera, direi che le classifiche dei grandi numeri stanno vincendo a mani basse, occupandoci completamente immaginario e immaginazione. “la gente questo vuole”: non è vero, la gente è pigra, prende quello che c’è. il mondo è dei curiosi, potremmo dire a essere ottimisti e sognatori, non bisogna mai smettere di cercare, è questa la chiave di volta: la curiosità che vince sul piattume e l’omologazione. parafrasando l’ottimo calvino delle città invisibili/invivibili, ogni uomo riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone: che ognuno parta quindi alla ricerca della propria oasi, che potrà anche rivelarsi miraggio, ma almeno per un attimo sarà stata sogno. a ciascuno l’immaginario e l’immaginazione che vuole e che merita.

non lo so
e non mi interessa
lascia le mie stanche ossa
e vola

flint.

1 dicembre 2018 § Lascia un commento

fahrenheit-119 [michael moore]Ieri sera ho visto il nuovo film di Michael Moore, Fahrenheit 11/9, e stranamente mi è pure piaciuto, forse perché non c’è sempre lui fastidiosamente in mezzo come negli altri suoi film, con cui sono pure d’accordo ma è il modo in cui sono fatti che non mi piace. Qui il taglio è più “giornalistico”, sempre grottesco, certo, ma leggermente meno tendenzioso, meno fazioso, più giornalistico appunto, e più sincero, anche se a volte non si capisce bene dove vuole andare a parare (forse ci vorrebbe una seconda puntata, anche per gli ulteriori sviluppi della storia). Be’, comunque oltre a parlare principalmente di quell’idiota con i capelli arancioni eletto attraverso palesi brogli russi e non e che sta mandando allegramente a scatafascio gli Stati Uniti e con essi il mondo intero, ancora non si è capito perché, Moore parla anche di questa disgraziata cittadina del Michigan, Flint, una cittadina a quanto pare destinata a passare guai su guai nei secoli dei secoli amen (già una quindicina d’anni fa il buon Sufjan gli aveva dedicato una canzone molto triste). Nello specifico, si parla della Water Crisis, ovvero del fatto che l’acqua che viene fuori dai rubinetti delle case è ad alta concentrazione di piombo, questo perché il fottuto governatore dello stato ha deciso di costruire un altro acquedotto per fare un favore ai privati e quindi nel frattempo la povera gente comune (a maggioranza afro-americana, da notare) è stata costretta ad approvvigionarsi non più dal limpido e trasparente lago Huron ma piuttosto dal torbido e inquinato fiume Flint, con conseguenti danni permanenti, malattie e morte soprattutto tra i bambini, e la cosa più assurda è che con prove evidenti dell’avvelenamento dell’acqua, si è comunque deciso di insabbiare tutto, continuando ad avvelenare la povera gente con l’ulteriore beffa dell’acqua pulita che è stata comunque usata per la fabbrica della General Motors, perché certo non si poteva permettere che acqua ad alta concentrazione di piombo corrodesse le parti meccaniche di una fabbrica capitalista, no, ma che i bambini continuino pure ad ammalarsi, chi se ne frega, e la cosa più triste è che all’epoca anche Obama ha fatto la sua parte, atterrando a Flint e facendo finta – le riprese televisive sono chiarissime – di bere dell’acqua del posto, tutto a posto amici, vedete. Poi uno si chiede perché milioni di americani non sono andati più a votare, la fiducia nella politica andata completamente perduta. La situazione è assai complessa, magari andate a cercarvi qualche articolo, se interessati. Comunque, come se non bastasse tutto questo, da un giorno all’altro, l’esercito americano ha cominciato a utilizzare i vari quartieri abbandonati di Flint, perché – indovinate un po’ – chi se l’è potuto permettere è scappato via a gambe levate da qui, l’esercito americano, dicevo, ha cominciato a utilizzare Flint come teatro di esercitazioni di guerriglia urbana, con mezzi corazzati che scorrazzano indisturbati per le strade, aerei militari che sfrecciano rumorosi nell’aere, militari che giustamente in tenuta militare sparano all’impazzata ovunque. Tutto questo senza minimamente avvisare quei poveri cristi che hanno avuto la nera sfortuna di essere rimasti ad abitare in questo posto dimenticato di dio. Sembra un videogioco, ma invece è tutto vero. Buongiorno notte, il buio si avvicina e il male è sempre più forte.

 

halloween blues

31 ottobre 2018 § Lascia un commento

sister gertrude visionDa qualche settimana a questa parte mi sono rimesso a fare mixtape, non so perché, mi è venuto così. Quando il materiale scarseggiava ne facevo parecchi, ma adesso che per il curioso il bacino a cui è attingere si è fatto potenzialmente infinito è molto più complicato raccapezzarsi fra così tanti dischi. Almeno questa è la mia impressione, sempre che non ci sia un algoritmo che fa tutto il lavoro per noi. Oggi si chiamano playlist, infatti, ma a me piace continuare a chiamarli ancora mixtape, ed è anche per questo che cerco di mantenermi sotto l’ora come una musicassetta da 60 con tanto di copertina fatta a mano, o addirittura intorno ai 40minuti proprio come un vecchio vinile. Questo è il primo mixtape che mi è uscito, parte e finisce con una suora visionaria che suona il tamburello in lode a Dio ma nel mezzo si avventura per strani percorsi blues strabordando addirittura in qualche rumoroso territorio psichedelico. Non mancano i giovani, perché non si dica che qui si tratta solo roba da vecchi nostalgici (eppure questi giovani mi sembrano piuttosto vecchi, grazie a Dio). Potrebbero seguire ulteriori modifiche. Nel frattempo ascoltate, se vi pare. A me pare anche un ottimo mix per Halloween, con certe sue atmosfere inquietanti e spettrali. Nel senso buono, naturalmente. 🎃🦇

 

consapevolezza.

8 ottobre 2018 § Lascia un commento

spot di lettura stratificata e complessa. è solo ipocrisia (“sì, il nostro smartphone può fare cose cattive, ma voi compratevelo lo stesso ché è fantastico”), oppure è più una bonaria pacca sulla spalla come a dire che è vero che la tecnologia fa male, ma ce la possiamo fare, quindi compratevi questo smartphone, andrà tutto bene. il messaggio di base naturalmente è sempre quello: comprate, perché d’altronde sempre di una multinazionale si tratta, non certo di un’opera di carità. certo è che questi multimilionari qualche dubbio hanno cominciato pure ad averlo, vedi anche il guru di ali baba che andato in pensione ha dichiarato di voler morire in spiaggia, non certo in ufficio. sarà. lo spot resta comunque ambiguo, anche per quelle due paroline messe in fine di spot, “wicked possibilities”, dove “wicked” sta di certo per “fantastico, figo, spettacolare”, ma anche “cattivo, malvagio, perfido”. cosa scegli? la verità è che siamo ancora troppo infantili per essere capaci di usare “bene” la tecnologia, il popolo è un bambino. scatta una foto e condividi, è così semplice: è tutto nelle nostre mani, sì. però l’importante è rifletterci su. almeno questo spot ci stimola a farlo, se vogliamo.

amarcord indie

29 settembre 2018 § Lascia un commento

Questo disco non mi soddisfa, riempe la pista di gente suicida. Viva di grinta che non si amministra, apprezzano tutto ubriachi di vodka. Poi si svegliano tardi, con le dita sui tasti. Si raccontano il party, si dividono in parti, applicandosi ai gusti. Questi dischi li ascoltano tutti, richiamano il mito di dancehall & clubbing. Questo disco è arrivato tardi, sindacalisti di cassa in quarti. Su questi pezzi mixati dai barbari balli lo stesso, ma mancano i bassi. Il tuo produttore ha fatto un errore, se voglio ballare mi scrivo ad un corso di danza. E’ un mio amico dal cuore deserto, vieni a questo concerto all’aperto. Pioggia di consigli da esperto, sull’impianto che manda elettronica. Pacco, dove cazzo mi porti? Voglio bassi profondi, elementi di ritmo non sempre rotondi confondono i fonici nei loro ascolti. Questo suono è poco accurato, lo dice un fonico che ha sempre studiato. Questa gente è qui per la gente, ascolta musica superficialmente. La mia presenza è irrilevante, taglio le tende, mi levo di torno per sempre. Se ascolto un disco, tralascio i rapporti sociali.

andrew w.k.

26 settembre 2018 § Lascia un commento

andrew wkgira voce che andrew w.k. non esista, ma sia solo un progetto delle case discografiche. o dei massoni, o degli illuminati. o un esperimento di controllo della mente dei giovani. o anche uno scherzo di quel buontempone di dave grohl! non esiste un solo andrew w.k., ma vari attori che lo impersonano. poi pare ci sia una persona che controlla tutto, tale steev mike. oppure il vero andrew w.k. è un allucinato schizofrenico con personalità multiple? una storia che p.k. dick non avrebbe saputo scrivere meglio. peccato (anzi no) manchi il finale. forse che un giorno david lynch ci farà un film? o già l’ha fatto, chi lo sa. party hard!

 

n.b.: a seguire tutti i link si rischia di impazzire, questo articolo è posseduto. o di fare le ore piccole, nel migliore dei casi. e dire che musicalmente il buon andrew non me l’ero nemmeno mai filato. adesso mi ritrovo affascinato dalla sua potente capacità di mitopoiesi. che cosa incredibile, la musica.

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