La Top 100 di Sempre – Settimana #02

23 settembre 2012 § Lascia un commento

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#07 Fugazi – “Public Witness Program”
non sono uno di quelli che a 15anni ascoltava solo fugazi, né uno di quei duri e puri che avrebbe ascoltato solo loro per tutti e 15 gli anni successivi e continuerà così fino alla morte, anzi sono uno di quelli che a 15anni ascoltava molte cose che avrebbero fatto schifo ai cosiddetti “straight edge”… ma quando ti capita di sentire per radio una canzone così c’è poco da fare, anche se non conosci il nome del gruppo fai di tutto per trovarlo, e poi ti fai la cassetta con l’album intero, l’ascolti a ripetizione nel walkman, il nastro si consuma, ma poco male, tu ti fai un’altra cassetta… perché quelle urla che senti provenire dalle cuffie sono proprio le tue, così come l’assolo che ti piega la colonna vertebrale in due… anche se ho avuto la fortuna di vedere due di loro (ian mackaye e joe lally, due tizi per cui la purezza dell’adolescenza non è mai finita), spero ancora di poterli apprezzare al completo, un giorno: in mezzo a tante reunion inutili, il loro non sarebbe mica un ritorno… perché semplicemente non se ne sono mai andati.

#08 Jimi Hendrix – “Voodoo Chile (Slight Return)”
42 anni fa moriva jimi hendrix e, al di là dei gusti personali, la perdita è stata grande… chissà come sarebbe continuata la sua carriera, chissà cosa avrebbe potuto fare oggi, mi sono chiesto spesso… metto questa canzone come omaggio, quindi… una canzone che ho ascoltato innumerevoli volte in quei pomeriggi in cui gli album posseduti si potevano contare sulle dita di due mani, forse tre, fino a sentirsela risuonare in testa ancor prima che iniziasse… quelle di jimi sono canzoni che mi hanno fatto venire voglia di prendere in mano una chitarra, e tanto per dire, probabilmente fu a causa di questa gran tempesta elettrica qua sotto che comprai un pedale wah-wah… una musica proveniente dallo spazio che era oltre i fraseggi, gli assoli, gli accordi… senti anche una canzone come little wing… vedere suonare jimi, seppur – ahimè – in videocassetta, risultava e ancora risulta dolce e incomprensibile… ancora ciao jimi, e grazie…

#09 Talking Heads – “Heaven”
questa canzone semplicemente perché ci svela, finalmente, che il paradiso dove tutti vogliono andare è un posto dove non accade mai nulla, terribilmente noioso… sempre la stessa canzone, sempre lo stesso bacio… l’inferno deve essere un posto molto più interessante… o chissà quale deve essere il posto dove possiamo essere felici, forse proprio una canzone e basta… o un concerto… versione live, per non dimenticare quella volta che mi sono colpevolmente perso il gran byrne a causa di una prova di traduzione del cazzo… troppo tempo perso al pc, la prossima volta prima le cose importanti, che mi sia di lezione.

#10 Spiritualized – “Ladies And Gentlemen We Are Floatin In Space”
per questa canzone bastano titolo, testo, musica… c’è tutto… ma ricordate, nello spazio nessuno può sentirvi urlare…

#11 Fatboy Slim – “The Rockafeller Skank”
probabilmente non è stato questo il primo disco “elettronico” che ho comprato, ma è stato sicuramente questo disco a farmi capire che in discoteca potevo andarci anch’io… perché come fai a non s/ballare con un pezzo così, i bravi dj rock ancora ci campano sopra… ricordo che quando lo comprai però ci rimasi abbastanza male, non per la musica naturalmente, ma per la copertina… quel ragazzotto obeso mi piaceva un sacco, ma a me che da bravo pioniere votato al risparmio compravo i cd su internet arrivò la copertina censurata… apprezzabilissima la collezione vinilica di norman cook, certo, ma io volevo il cicciobello… maledetti puritani mericani…

#12 Black Lips – “Bad Kids”
guardatevi il video, perché sono questi i concerti che vincono tutto…

#13 Duke Ellington & John Coltrane – “In a Sentimental Mood”
non è stato con questo disco che ho conosciuto john coltrane, ma con “giant steps”… perché, quando ancora i dischi si compravano nei negozi dei dischi, poteva capitare che la ragazza in fila davanti a te, una ragazza dai capelli rossi e le calze arcobaleno, stesse ascoltando un disco un po’ strano per le tue orecchie, strano, sì, ma affascinante, e non poco… e allora dicevi “mi dai il disco che ha comprato lei”, quindi, illudendoti anche di conoscere un po’ meglio quella
ragazza, forse… da lì sarebbero poi venuti “a love supreme”, “my favorite things”, “ascension”, e gli altri infiniti viaggi afro-stellari del grande ‘trane… questo qua sotto è uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, dolcissimo, uno di quei pezzi che ti conforta quando fuori è notte… e se non ti commuove che posso dirti, o hai il cuore di pietra o l’hai perso tanto tempo fa, perché quando il sax di john entra sul magico tappeto pianistico creato da quell’altro grande maestro che è duke ellington è proprio un tuffo al cuore, cioè, il tuo cuore si ferma proprio un attimo e dice: grazie.

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