romania, qualche tempo fa.

14 settembre 2007 § 2 commenti

20 anni, ecco il lasso di tempo che ci separa dagli eventi ci cui ci parla questo film.

Non sono poi tanti, no?

Ma c’è stato un tempo in cui in un paese dell’est-Europa era illegale abortire, difficile farlo quindi, pericoloso, quasi mortale. Forse queste situazioni non sono poi così lontane nel tempo e nello spazio, in verità. Sono cose che si ripetono, sicuramente, e se prima cose come queste erano regolate dalla legge, oggi sono regolate da dogmi sicuri e mentalità sbagliate, niente cambia quindi. (continua)

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§ 2 risposte a romania, qualche tempo fa.

  • SaR ha detto:

    Il problema è che i paesi dell’est non erano comunisti, ma soltanto dittature bardate di rosso…etc.! Ciao.

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  • anonimo ha detto:

    Dal corteo di film presentati davanti alla giuria di Cannes fu scelto proprio questo… Ma perché… 😉

    Il signor Bebe vuole ciò che gli è dovuto, e la cosa più triste è che tutto ciò pare inevitabile, l’unico modo di risolvere le cose.
    Ho trovato aberranti le reazioni del personaggio Bebe: perché un’uomo vissuto, scafato, brutale e senza complessi, ha bisogno di obbligare le due studentesse ad andare a letto con lui, rischiando 10 anni di carcere? Tale cosa avrebbe potuto trovarla gratuitamente in uno studentato o a prezzi vantaggiosi, perche complicarsi con aborti solo per questo e specialmente con un’aborto ultrapericoloso quasi nel quinto mese di gravidanza?
    Poi le due ragazze accettano praticamente sul colpo di andare a letto col mostro Bebe. Ma tale comportamento è al taglio di un personaggio come quello di Otilia, degna, onesta, coraggiosa, lucida?!… O pure di quello della intimorita ed ingenua Gabita?… Mi sarei aspettata che almeno una delle due donne respingesse il mostro, o quel patto abietto avrebbe potuto pure provocare Otilia e farla diventare brutale… Ponderai l’effetto di quei tempi e di quella legge stramba sull’anima e sulla psiche umane, soprattutto delle donne… Comunque mi pare sempre poco plausibile che si cedi così… O l’accetazione avrebbe potuto accadere solo dopo lunghe discussioni fra Otilia e Gabita…
    Poi, dopo il sesso con Bebe, appare la confusione interiore: il “vido” ed una rivolta sorda… ma non sono lasciati “crescere” neanche quelli.
    Forse si può “scendere a compromessi necessari” e mostrare la “resistenza” passiva alla fine, ma direi che non fino a quando non si mostrino anche gli impulsi “giusti” dei personaggi: anzi, mi sarei aspettata ad altre reazioni dalla parte delle due ragazze… Ma Cristian Mungiu, pensando forse di non avere molto “tempo da perdere”, preferì anestesiare le reazioni complicati dei personaggi.

    Otilia ruba un coltello dalla valigetta dell’amorevole dottore, ma a cosa serve, è solo una preoccupazione in più.
    Strano come Bebe non si rivendica il coltello… ed alla fine perché l’ha preso Otilia?… non si sa mai perché… Sono rimasta con molti “perché” tra l’altro, vedi… Oltre le sue qualità, il film ha avuto errori, sovrattutto nella sceneggiatura e nelle relazioni tra i personaggi.

    La cosa che colpisce non è tanto l’inquadratura insistita sul feto, non mostrarlo sarebbe stato lo stesso…
    Quello è invece il colpo di grazia. L’immagine del mucchietto di carne insanguinata filmato in piena luce sul pavimento del bagno è un ornamento inutile, un kitsch naturalista da due soldi. Mi pare che Cristian Mungiu abbia detto invece che il suo film non è un docudrama sul problema degli aborti, da un punto di vista anatomico o religioso, non è una rivisitazione della oppressione alla quale venivano sottoposte le donne durante il governo di Ceausescu, o una campagna pubblicitaria per la Benetton con un neonato ancora attacato alla madre con corda ombelico destinata a scioccare, ma è una storia sull’amicizia, sulla dignità e sul sacrificio… Ma forse mi confondo io…

    La scena del pranzo a casa dei genitori del suo ragazzo è la più bella, la più triste, la più significativa: camera fissa, i giovani seduti al centro, zitti, in silenzio, schiacciati da genitori abituati a una realtà chiusa che parlano, ridono, discorrono di ricette tradizionali e di possibilità di vita che possibilità non sono, questi adulti che dimostrano la loro autorità stupidamente, pretendendo un’educazione vecchio stampo che dovrebbe essere l’ultima delle loro preoccupazioni, in quella società; Otilia ha gli occhi bassi, il tormento dentro, non parla quasi.
    Antologica la non-interpretazione di Anamaria Marinca, specialmente lì. Anamaria è un’attrice di grande intuizione ed intelligenza, capace di forare il suo ruolo fino in profondità, anche al di là dello scenario, è un universo espressivo anche senza muovere un muscolo, solo tramite una smorfia o le nuvole del sorriso… Mi sarei aspettata forse che Otilia, come nuova arrivata – e l’amica del giovane ragazzo – fosse al centro dell’attenzione… Poi gli ambienti alla cena festiva sono „veri”, ma illustrativi. Uno degli invitati alla onomastica nella famiglia dell’amico di Otilia è, non stranamente, medico, e tra l’altro uno moralista, che mette all’indice i figli che fumano davanti ai loro genitori… Il lume viene acceso sul contrasto fra il medico familista e con principi disciplinari, che, accecato dal risentimento verso la generazione dei figli le ignora i drami, ed il sinistro medico avortista improvvisato, Bebe: erano necessari questi contrasti forzati?…
    Tra l’altro la cena festiva stessa mi sembrò poco credibile: di tutti i giorni dell’anno, proprio in quello quando Otilia doveva stare con la sua amica era l’onomastica della madre del suo ragazzo? E poi che la spinse a lasciarla da sola per andare a quella onomastica?… Fino a quel punto il suo sacrificio per la sua amica era andato molto lontano…

    I minimalisti della nuova onda rumena hanno tracciato una linea, programaticamente, tra loro e la metafora e l’estetismo, evitando gli eufemismi, ed adesso sparano direttamente nel pubblico. Ok, si vuole fare un film neo-realista, brutale. Credo invece che, alla limite, questo comporti anche un’eccesso, certe cose nello scenario non si saldano proprio bene.

    Scusami l’italiano!… 🙂

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