serata di fine estate, tra mimimmi buoni cattivi e cosìecosì.

30 agosto 2007 § 10 commenti

All’improvviso dalla galleria a un centinaio di metri dove stiamo mangiando la pizza, in piazza, in mezzo al traffico in pratica, esce una lunga di fila di ragazzi a torso nudo, ne saranno cinquanta, sessanta, molti sono rasati, quasi tutti abbronzati, alcuni hanno spranghe e bastoni in mano.

Probabilmente provengono dallo stadio San Paolo dove il Napoli ha appena vinto contro il Livorno, per fortuna, immagino cosa sarebbe successo se avesse perso.

I ragazzi camminano ordinati, e silenziosi, tra gli sguardi della gente che li osserva, chi divertito, chi spaventato; il primo pullman che arriva i ragazzi lo fermano, salgono tutti, senza biglietto superfluo dirlo, e si avviano, a casa. Stasera non c’è stata guerra.

Dopo un po’ una jeep dei carabinieri si avvia nella stessa direzione, tra le luminarie di Piedigrotta ancora spente.

Qualcuno dice che hanno preso una ragazza.

 

La pizza che mangiamo è incredibilmente salata, ma la mozzarella, originale di bufala, (in-)giustificato sovrapprezzo quindi, è buona.

Il mio amico venuto da Firenze, dov’è emigrato una decina d’anni fa (è quello che suonava con me) per ragioni di studio, e di vita, ha insistito per prendere anche della frittura mista, soprattutto arancini, come se a Firenze non ne facessero. Come se non gli bastasse già il puzzolente menù completamente intriso di olio che ci hanno portato, tanto unto che a strizzarlo veramente si intravedono goccioline.

Il cameriere così ci porta una frittura vecchia di almeno un paio di giorni, lo stesso cameriere (straniero?) che quando ci porta le birre ci chiede se è tutto okay, e nel farlo mi fa l’occhiolino, senza alcuna ragione apparente. L’amica che è con noi mi prende anche in giro perché io mi faccio tutto rosso.

Al momento del pagamento un altro cameriere ci fa il conto, al momento, a penna, 31 euro e 60, e non si degna nemmeno di portarci gli spiccioli di resto.

Mancia dovuta (quasi mille lire, eh) evidentemente, anche se mi ritrovo con il mal di pancia.

 

L’amica che ci accompagna quest’estate ha organizzato il cineforum estivo per conto del comune di Napoli, in villa comunale, accostando film commerciali a film più seri, grazie a dio.

Tutto gratuito e io ci sono andato soltanto un giorno, che vergogna.

Peccato essersi perso le quattro francesine scalze e seminude accorse a vedere la loro piccola Marie Antoinette, regina adolescente.

L’amica mi racconta anche di un signore lamentatosi con lei perché di 3 metri sopra il cielo non aveva capito nulla, e di una signora che quasi la picchiava perché non c’erano più posti a sedere per La ricerca della felicità. Muccino, Moccia, sempre lì siamo. Povera patria.

Il film di questa sera invece è Fascisti su Marte, simpatica satira guzzantiana sugli anni del regime in questione alla fantomatica conquista del pianeta rosso et bolscevico per antonomasia.

Divertente sì, ma mi aspettavo di meglio: seguire due ore di voce off credo che metta a dura prova l’attenzione di chiunque, e infatti molti (fascisti?) se ne vanno, mentre qua e là si sente pure odore di marijuana.

Un signore accanto a me è completamente crollato, dorme, piegato a portafoglio, davvero innaturalmente, fa quasi impressione.

La seconda parte del film comunque è nettamente superiore, più divertente, anche se non si capisce bene perché dal rosso d’epoca si passi bruscamente al colore (il passaggio dal rosso al bianco/nero si può relativamente capire invece), e dal muto si passi ai dialoghi.

Bello anche il cartone animato.

 

In villa poi scopro esserci pattinatori (con i mitici rollerblades!) che si danno da fare in una piccola pista di pattinaggio rotonda, dietro uno chalet. Hanno dei coni di gomma, grazie ai quali fanno slalom, acrobazie.

Tre di loro sono di colore, sono i più bravi. Caccio fuori la macchina e comincio a fotografare, un centinaio di fotografie. Sfocate, mosse, è notte e fotografo senza flash, mi piace l’effetto movimento, i pattinatori risultano come dei fantasmi.

Ma spesso la macchina mi boicotta e non mette a fuoco, presumo per mancanza di luce.

Uno dei pattinatori, mentre si slaccia i pattini, mi chiede poi se sono giornalista, se fotografo per lavoro, perché nel caso è un problema, ma lo dice timidamente, sorridendo.

Io gli dico che magari qualcuno si comprasse le mie foto.

Ah, allora fotografi per imparare, mi chiede, sì, rispondo, fotografo per imparare, se mi dai la tua mail ti mando pure qualche foto magari.

Gli do una penna e questo ragazzo scrive la sua mail, scrive tenendo il pezzo di carta in verticale, ma seguendo il modo di scrivere occidentale: alla fine basta girare il foglio e il nome è esatto.

È una cosa affascinante.

Il ragazzo si chiama Sham, se ho capito bene, è dello Sri Lanka, e va a pattinare lì con i suoi amici quasi tutte le sere. Magari anche lui è lì per imparare, capita di cadere anche a lui infatti, anche se è davvero bravo. Parla bene l’italiano, ma gli altri pattinatori non sembrano dare molta confidenza a lui e ai suoi amici.

Mi chiede il mio nome dandomi del lei (sembro così vecchio? ispiro tanta soggezione?), mi domanda da dove vengo, chissà forse sperava davvero che potessi vendere le sue foto, dando qualcosa anche a lui.

Questi ragazzi di oggi.

 

 

Intanto domani ho un colloquio telefonico (e chi se lo immaginava potesse mai esistere una cosa del genere?!) da Monaco, con una multinazionale internettiana. Chissà.

In bocca al lupo a me.

(in che lingua sarà?)

 

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§ 10 risposte a serata di fine estate, tra mimimmi buoni cattivi e cosìecosì.

  • Volphoebe ha detto:

    ti ritrovo e ti rileggo
    in bocca al lupo
    in bocca al lupo internettiano

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  • tage ha detto:

    in bocca la lupo per il colloquio

    Mi piace

  • sand ha detto:

    grazie volphoebe e tage, colloquio fatto.
    che il povero lupo crepi…

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  • Tedeskina ha detto:

    che post geniale… mi sono appassionata a leggerlo *__*

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  • anonimo ha detto:

    Ma come è stato?
    (il colloquio telefonico)

    Baci
    Ophelia

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  • anonimo ha detto:

    Ciao, bellissimo post… purtroppo il film di Guzzanti è stato girato in due volte, e mi sa che non si è potuto girare alla stessa maniera per problemi di costi… la prima parte era finita nel 2003 e fu presentata a Venezia per trovare un produttore, poi avranno trovato un modo per finirlo e l’hanno finito per come hanno potuto… Guzzanti è come Ciprì e Maresco o Mr.Bean, è un prodotto televisivo, breve, veloce, conciso, roba che dai tre ai cinque, sei, sette minuti regge benissimo, appena si dilata il tempo non funziona… è una questione di durata, di un particolare modo di concepire il tempo quando hai a che fare col cinema… vabbè, Minnelli mi ha distratto.. ti volevo parlare di Cigurh del male naturale… sarà per un’altra volta,
    donato

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  • sand ha detto:

    ophelia: il colloquio niente di che, in inglese, colloquio abbastanza scontato, parlami del tuo background-studi-etc, cosa ti aspetti da questo lavoro, quanto vorresti essere pagato… se sarò “fortunato” ci sarà un seguito a milano… ma ovviamente io già sono preda dell’angoscia esistenziale su cosa voglio fare davvero nella mia vita etc….

    donato: ciao… grazie! ovviamente sempre informatissimo sul cinema… cmq mi trovo perfettamente d’accordo con te, se guzzanti avesse fatto una serie televisiva con episodi da un quarto d’ora sarebbe stato molto meglio… aspetto i tuoi commenti sul crudele chigurh, allora…

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  • anonimo ha detto:

    Ciao Sand, un saluto veloce..ho letto la tua storia…baci
    e buona giornata..
    ciaoooooooooooo

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  • Erikabrilla ha detto:

    bello questo post non lasciato al caso…molto!

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  • Erikabrilla ha detto:

    c’è anche molta poesia nei colloqui..dipende dai punti di vista ahah…

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