il ragazzo e la vecchia.

23 giugno 2007 § 19 commenti

La vecchia è palesemente senza dentiera, ma è vestita da ragazzina.

Ha una maglietta azzurra con un disegno fatto di strass, strass bianchi e rosa, un qualcosa che parla di mare e spiaggia, vacanze, e poi dei jeans. È seduta a un tavolino del bar sotterraneo di questa libreria, ma non sta leggendo niente, non sfoglia nemmeno un giornale. Guarda fisso davanti a sé, ogni tanto rumina qualche parola, è da questo che si nota l’assenza di denti, e di dentiera, la bocca rientra perché non c’è niente che la trattiene.

La vecchia è vecchia, ma ha rossetto sulle labbra, rossetto appena messo con l’aiuto di un piccolo specchietto portatile, i suoi occhi, rugosi, sono truccati, e non ha nemmeno un capello bianco; i capelli sono tutti castani, o rossicci, di quel colore che più si addice a signore che hanno ormai superato l’età della gioventù, ma non sono ancora così vecchie, tuttavia.

L’attenzione della vecchia è tutta rivolta al tavolo accanto, ma la sua è un attenzione dissimulata, di quelle attenzioni che si fa finta di non avere, ma proprio per questo più intense, e preoccupate.

Al tavolo accanto c’è un ragazzo, forse non ha nemmeno vent’anni, o forse li ha da poco compiuti.

Questo ragazzo ha capelli scuri e anche la sua maglietta è azzurra, anche lui ha dei jeans, ed è tutto concentrato su una cartina, una di quelle cartine che i turisti, ignorando la bellezza di una passeggiata senza direzione, si precipitano a comprare non appena arrivati in città.

Il ragazzo studia la mappa, osserva, e dice, ma non ha interlocutori, è come se parlasse tra sé e sé, come se studiasse il modo migliore per arrivare a una meta inesistente; ha altri libri con sé, legge, studia, completamente assorto, rapito. Sembra che parli alla vecchia, lei lo sente ma non l’ascolta, abituata ormai a quelle cose; c’è un rapporto tra loro; dal suo modo di comportarsi lei sembra essere la madre, ma l’età dell’uno e dell’altra dicono più: questi sono nonna e nipote.

La vecchia vuole andarsene, è irrequieta, ravvivare il trucco non la distrae per più di due minuti, e tutti questi libri non le dicono nulla, continua a rimuginare e a richiamare il ragazzo ma, anche lui, non pensa che a sé, e a quelle strade pronte a portarle chissà dove, chissà quando.

Il ragazzo poi si alza, va a rimettere a posto ciò che ha preso e la vecchia si alza con lui, lo segue; lei ha scarpe da tennis immacolate e appoggia il giubbetto di jeans sulle spalle, ricurve, proprio come una ragazzina, il braccio piegato all’indietro a mostrare la flaccidità della pelle.

Il ragazzo torna indietro, come se volesse, ancora, cercare e trovare, lontano dalla vecchia senza denti che lo segue, così intenta nel controllo di un incontrollabile giovane uomo. Incomprensibili, l’uno all’altra.

Il ragazzo sale le scale e i suoi occhi sono quelli di un pazzo, scuri e penetranti mostrano e allo stesso tempo nascondono profondità sempre più prossime alla superficie, pronte all’esplosione, perché in casi come questi l’implosione non è mai una possibilità.

 

Il giorno dopo, non lontano da quegli stessi tavolini, c’è un signore che scrive, ha giacca e cravatta, pantaloni e occhiali eleganti; ha un libro con sé, legge e sottolinea. Il suo scrivere è fitto, lui è solo.

La sua penna e il suo quaderno dai colori antiquati parlano di un’età senza computer, quando l’inchiostro ancora macchiava le mani, a differenza di un oggi in cui una qualunque tastiera di plastica oppone troppa poca resistenza alle aspirazioni letterarie di chiunque.

Il signore non si toglie nemmeno la giacca, e la musica stupida, il chiacchiericcio inutile, non lo disturbano, forse perché è preferibile, necessaria, l’immersione, per scrivere di un qualcosa.

 

 

Oggi il giornale dice che un ragazzo, nemmeno vent’anni, ha fatto una strage, una strage, così dice il giornale; un così bravo ragazzo che ha ucciso tutta la sua famiglia, una famiglia fatta di sole due donne, colei che lo mise al mondo, e colei che mise al mondo lei.

Le parole che descrivono il fatto sono fredde, dettate dalla fretta e dall’indifferenza.

Ma d’altronde a cosa sarebbe servita, un po’ di compassione, o di comprensione, non avrebbe di certo cambiato le cose.

     

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§ 19 risposte a il ragazzo e la vecchia.

  • anonimo ha detto:

    ho iniziato a leggere quello ke hai scritto sulla “vekkia “come la kiami tu, dopo tre secondi ho iniziato a leggere quello ke avevi scritto a grandi linee saltellando da un rigo all’altro ,mi kiedo solamente:”ma cos’è questo?? un racconto o solamente il commento di un misogino ??Quanti vekki nn noti? intendo maski abbronzati vestiti con jeans da ragazzini?con accanto ventenni adoranti ke vivono tutto ciò con disinvoltura xrké? Xrkè nessuno fa pesare ad un uomo la voglia di vivere nonostante il tempo ke passa ,ci sono tanti misogini maskilisti come te ke vogliono convincere, e convincersi ke dopo i quaranta una donna deve smettere di vivere e di desiderare, o di gioire della vita fatti curare !

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  • sand ha detto:

    se la tua soglia di attenzione fosse andata al di là dei tre secondi avresti letto meglio, avresti potuto capire quello che ho scritto, e addirittura avresti potuto fare anche un commento un po’ meno fuori luogo di questo. ma usi la “k” al posto del “ch” e questo già dice parecchio.
    a volte la vecchiaia è uno stato mentale, non solo fisico. e, certo, ci sono anche tanti “vekki” ma, ripeto, questo non c’entra niente con quello che ho scritto. se vuoi, rileggi.
    ma ognuno è libero di pensarla come vuole, e d’altronde ognuno ci legge ciò che vuole, in uno scritto. quindi accetto anche la tua “critica”, seppure insensata e delirante rispetto a quello che ho scritto io. che poi sono io, il mio primo critico eh.
    per quanto riguarda la cura: magari ne esistesse una per un mondo come questo! ma putroppo sono costretto a convivere insieme a un triste esercito, un esercito crescente, di giovinetti che usano la k e la cui soglia di attenzione non va oltre i tre secondi, pazienza. saluti cari.

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  • anonimo ha detto:

    Lui scriverà con la “k”, ma “convivere insieme” è una bella espressione pure quella. Facile sparare sulla Croce Rossa, eh?

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  • sand ha detto:

    sempre meno facile di quanto sia “attaccare” da anonimi.
    per quanto riguarda lo scrivere non penso che ci debbano essere regole, oltre a quelle grammaticali e/o ortografiche.
    sarebbe triste, com’è triste polemizzare sul nulla.

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  • lug ha detto:

    ma perkè attakki quelli ke usano la tastiera ke poi non usano la penna perkè l’inkiostro è nocivo e quelli ke lo fanno poi ke gli vengono i tumori ke muoiono e se invece si facesse meno inkiostro meno seppie verrebbero uccise ed il mare sarebbe un luogo più vivibile e tentacolare e ke problemi hai con la “k” ke l’ha inventata Dio così come le altre lettere dell’alfabeto quindi non si dovrebbe essere razzisti nei confronti di una lettera ke insomma ha anke una piacevole forma kuneiforme. ma poi il ragazzino ha ucciso tutti perkè non trovava la strada per il mc donald’s???

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  • lug ha detto:

    scusa intendevo scrivere xkè e x ma poi mi sono confuso.
    maledetta tastiera.

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  • anonimo ha detto:

    E’ un bel racconto. La misoginia qui francamente non la vedo.
    Sicuramente la signorina del primo commento sarà abituata a leggere testi ben più ” illuminanti” come il grande classico ” Tre metri sopra il cielo”…
    Che Dio ci aiuti!

    ps:perchè qualche volta non provi a convertire in bianco e nero le foto che fai?ci hai mai pensato?Ad alcune di quelle che ho visto il B/N si adatterebbe… 🙂
    zao
    T/Madhyadesa

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  • sand ha detto:

    bravo lug tu sì ke da bravo london boy (sherlock docet!) hai capito tutto! il movente del ragazzino è proprio quello ke dici, anke se in realtà il ragazzino cercava il burger king… sai nei panini di mcdonald non c’è nemmeno una kappa ke ti rimane tra i denti!
    per quanto riguarda la disputa tastiera/inkiostro mi dispiace ma devo darti torto: la plastica inquina molto di più dell’inkiostro e produce molta più diossina quando viene bruciata… come ben saprai noi napoletani la munnezza ce la bruciamo da noi, è per questo ke non vogliamo il termovalorizzatore!
    quindi ci tokkerà continuare a immolare all’altare della letteratura qualke altra povera seppia, pazienza…

    grazie T/Madhyadesa… la misoginia l’utente/ssa di cui sopra l’ha vista perché evidentemente ha letto solo il titolo e ha pensato parlassi di una coppia… io ho solo scritto di una cosa a cui ho assistito veramente, una cosa che mi ha piuttosto inquietato… mi ha colpito molto lo stridore che c’era tra gli abiti della signora (“vecchia” come termine stona anche un po’ a me, ma non ne ho trovato uno migliore) e il suo aspetto… e poi quel ragazzo, i suoi erano proprio gli occhi di un pazzo quando mi ha guardato… io mi sono limitato a scrivere, poi non sta a me dire se bene o male, o se sono riuscito a comunicare quello che ho visto… e a dire la verità, io non sono quasi mai pienamente soddisfatto del mio scrivere… per le foto mi fa piacere che sei andata a sbirciare anche quelle… in passato qualcuna l’ho virata in bianco e nero ma ultimamente m’è capitato di fotografare cose molto colorate, e così le ho lasciate così… se sei registrata su flickr passa pure di lì e indicami quale vedresti bene in bianco e nero, magari ci provo…. ciao… 🙂

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  • abteilung ha detto:

    ma che è st’invasione di k? mi ci devo mettere pure io? mannò che il commento di lug è troppo bello e non riuscirei a eguagliarlo. piuttosto sono convinto che l’anonimo del primo commento ti stesse prendendo per il culo, nessuno scrive così, neanche un fan di 3 metri sopra il cielo.

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  • sand ha detto:

    abt, da te mica me l’aspettavo questa botta di ottimismo… 😛

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  • Feronia ha detto:

    non male quello che scrivi e il modo in cui lo scrivi…mi piace questo spazio…:)

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  • Iduegeni ha detto:

    Passiamo in volata.
    Bella questa bambina.
    Abbiamo sentito i Gentlemen’s Agreement alla Controra: originali, bravi.
    Tu che fine hai fatto? Ci mancano i tuoi commenti divertiti e pungolanti.

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  • sand ha detto:

    feronia: grazie, passa quando vuoi… 🙂

    i2geni: io passo sempre da voi, anche se silenzioso… adesso vedo che siete alle prese con la terza vita! io sono ancora fermo alla prima… 😛
    mi fa piacere che avete ascoltato i gentiluomini, sarei venuto anch’io se non fossi stato al napoli film festival. anche perché la controra è un posto davvero carino.

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  • illusionereale ha detto:

    ho sempre avuto paura delle foto.
    ma questo post è bello.
    davvero.
    mi piace come scrivi.
    adr.

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  • Iduegeni ha detto:

    La Controra è tra i posti migliori venuti fuori a Napoli negli ultimi anni!
    Felici di averti con noi, anche silenzioso.

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  • tage ha detto:

    ..è un bellissimo scritto, la cura usata nella descrizione dei dettagli mi è particolarmente piaciuta…..lascia i k-dipendenti nelle superficialità della loro unica lettura 3 metri sopra il cielo

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  • anonimo ha detto:

    scusa se scrivo qua una cosa che non c’entra nulla: sono io il “weepingwall” che ti ha aggiunto su slsk.

    major

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  • sand ha detto:

    illusionereale: perché paura delle foto? solo perché immortalano momenti che non ci saranno più? grazie comunque.

    tage: grazie mille anche a te.

    major: nessun problema… ti ho aggiunto anche io.

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  • Volphoebe ha detto:

    bravo sand
    vorrei scriverti qualcosa con tante ccccc…

    ccccccccccccccciao
    baccccccccccccccccccccci

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