asylum.

8 giugno 2007 § 15 commenti

In attesa di vedere il film, in uscita oggi, copio/incollo qui la recensione che feci di Follia di McGrath all’epoca, quando questo era ancora un blog colorato:

«Sono l’Addolorata, diceva la sua schiena, sono un’acqua scura, sono dolore, la mia anima è lacera, sanguina, toccherai la mia ferita? Un attimo di silenzio. Non lo farà, si disse, non mi dissezionerà proprio qui, proprio ora; e infatti non lo feci. La lasciai tornare in silenzio alla poltrona. Alla fine parlò lei».

Follia di Patrick McGrath è un libro molto triste, parla di una donna pallida e bellissima, bionda, una Marilyn come tante forse, annoiata dal gelo della vita, guidata dall’ istinto, la forza interiore, il lato animale, ma anche così debole, il sesso della madre terra che la chiama, il sesso come energia primordiale, la femminilità usata per riempire quel buco che si ha dentro senza importarsene se per questo si verrà chiamata puttana, o strega, e non ha importanza il dolore che sarà comunque presente per sempre, qualunque cosa, qualunque persona sarà adatta allo scopo. Scappare alle urla interiori, fuggire al dolore che brucia le carni, alla noia, al freddo, alla disperazione di notti buie e scure, notti bianche… Che importanza ha? Scappare da quello che si è fatto della propria vita, scappare a quello che siamo diventati, scappare allo specchio.

Follia è un libro che parla d’amore, di quell’amore assoluto, forte, che alla fine (perché c’è sempre una fine) non sappiamo più cos’è, cosa è diventata la nostra vita perduta dietro un’altra persona, la persona amata. Quell’amore che mangia le teste, il nostro cuore che si stringe e sanguina, quell’amore che ci fa impazzire. L’ossessione per l’essere amato… o per noi stessi? L’amore è prima cosa egoismo.

Sposata a uno psichiatra che più di tutti dovrebbe capirla, aiutarla, Stella ne è al contrario raggelata, mai un abbraccio, mai un bacio. Ma non si può mettere da parte il corpo perché noi siamo prima corpo, poi mente, prima fame, poi pensiero. Animali che pensano, ecco quello che siamo, in cerca d’amore, sempre, qualcuno che ci stringa, qualcuno che ci abbracci, qualcuno che ci guardi, dentro. Stella trova l’amore in un malato mentale che ha ucciso la moglie, a forza d’amarla. Ma chi è il vero pazzo? Uno che disseziona l’anima umana pretendendo di capire tutto senza capirci nulla o uno che disseziona il corpo umano fino ad ucciderlo? È una sublimazione, in ogni caso.

Stella, completamente abbrutita, animalità, decide di perdere tutto e fugge via. L’amore consuma il sé, l’amore cancella le cose, e nient’altro ha più importanza, la vita e la morte diventano concetti così relativi e opposti quando qualcosa ti sta bruciando (mangiando) dal di dentro, gli altri non hanno più importanza, e nemmeno tu vali più niente, solo il tuo cuore, quello che provi, il dolore, le urla, la tua anima. È quello che senti.

L’ambiguità sta nel fatto che crediamo di conoscere noi stessi, i nostri sentimenti, le nostre emozioni, i nostri pensieri, poter conoscere noi stessi, fosse così facile, conoscere le nostre cattiverie, meschinità, ardori, dolori, egoismi…. e invece la prima passione che arriva squarcia le nostre carni, lasciandole aperte, all’aria, lasciando colare via il nostro sangue, iniziamo a dissanguarci e l’unica domanda è: vogliamo fermarci o no?

 

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§ 15 risposte a asylum.

  • DellaRocca ha detto:

    Ed ecco un altro amante del cinema…
    Un saluto.

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  • Volphoebe ha detto:

    Mi piace il tuo commento al libro. L’avevo letto anch’io a suo tempo e poi tutti gli altri di McGrath. La sua scrittura ama l’estremo ma lo fa implodere dentro. Follia m’è piaciuto più di tutti, anche Grottesco poi e i racconti Acqua e sangue.
    Anch’io aspetto il film come te.
    In letteratura la storia dei protagonisti mi fa pensare a quella reale realissima di Dino Campana e di Sibilla Aleramo. Ti consiglio di leggere il loro carteggio.
    Ciao Sand

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  • sand ha detto:

    grazie volphoebe.
    anche a me piace questo piccolo commento… e la cosa è strana visto che l’ho scritto tipo 4 anni fa!
    tuttavia lo trovo un po’ ingenuotto… forse perché crescendo si diventa più disillusi.
    di mcgrath ho spider e ho anche il carteggio aleramo-campana… giacciono da tempo tutti e due nella pila dei libri da leggere….

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  • sand ha detto:

    p.s.: a quanto pare “follia” a napoli non è (ancora) arrivato… 😦

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  • abteilung ha detto:

    ho provato a leggere questo libro ma non sono riuscito ad andare oltre la quarta pagina. me l’aveva prestato una compagna della holden, ragazza peraltro carissima.

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  • AleksKuntz ha detto:

    Love Port Mungo!
    Un bacione e notte
    Aleks

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  • Sendo84 ha detto:

    amante del cinema, non c’è di meglio… bellissimo blog

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  • zoestyle ha detto:

    Dio, sai che secondo me il tuo commento supera alla grande il libro?.. il libro non l’ho amato ma tu mi hai fatto venir voglia di non averlo mai letto in certo senso…

    zoe*

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  • sand ha detto:

    mi stupisce il fatto che questo libro possa non piacere….

    abt: come mai? cosa non ti è piaciuto? eppure è un libro così oscuro… non certo smielato…

    zoestyle: dovresti rileggerlo, se ti è venuto questo dubbio… grazie dei complimenti, ma il mio commento è stato ispirato proprio da un gran libro… 🙂

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  • abteilung ha detto:

    be’, se non è piaciuto a zoe e a me, due blogger assai arguti, si vede che qualche difettuccio ce l’avrà ;P

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  • aivasun ha detto:

    A me Follia è piaciuto molto, anche perchè in una fase della mia vita ho vissuto un’esperienza molto simile a quella di Stella, anche se dai risvolti, fortunatamente, meno tragici…

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  • sand ha detto:

    ma io credo che in molti abbiano vissuto una storia simile a quella di stella.
    …purtroppo?

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  • Volphoebe ha detto:

    Sai cosa ti dico, Sand? Ho appena visto il film, ma sono più belli i commenti che fai del film in sé.
    Io continuo a dirmelo e ogni volta ci ricado: mai vedere un film tratto da un libro che ti è piaciuto.

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  • sand ha detto:

    come darti torto, volphoebe?
    anch’io ho visto il film… superfluo dire che non ha per niente la profondità del libro.
    certo è fatto bene (a mcgrath è piaciuto, e comunque non stravolge la storia, in tutta la sua tragicità) ma l’esperienza letteraria è tutta un’altra cosa.
    anch’io non rimango mai soddisfatto di un film tratto da un libro che mi è piaciuto… chissà “il petalo cremisi e il bianco”…

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  • chicchirichicca ha detto:

    Bello il libro, molto bello.
    Ci sono affezionata, forse anche perchè è stata la prima lettura che ho fatto dopo un lungo periodo di lontananza dai libri, coinciso con una lunga relazione di coppia finita tragicamente… E’ legato a quel periodo della mia vita, di risalita, di lotta contro me stessa. Per questo, volevo vedere il film ma non lo farò, non voglio sciupare niente dell’acre ricordo doce e amaro che mi resta di Follia

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