blessed, not lucky. (the evens@napoli_4/11/2005)

9 novembre 2005 § 6 commenti

La sala in cui si tiene il concerto è davvero strana, stretta e lunga. La stranezza è data dal fatto che è che prima qui proiettavano film, cioè è un ex-cinema, e l’effetto straniante è forte perché non solo le poltroncine viola sono rimaste al loro posto, ma anche lo schermo è ancora lì, in attesa che un qualche film gli dia di nuovo vita. È che qui, oltre a tenere concerti per pochi eletti, continueranno a proiettare cinema, assicurano gli organizzatori.
Così sedersi in prima fila (vicino a un tizio che per tutto il concerto leggerà i testi delle canzoni sul libretto!) non solo è strano ma anche scomodo, ché lo schermo incombente e il palchetto creano un certo senso di claustrofobia completato anche dal pubblico che man mano si fa sempre più numeroso.
 
Ma stasera, claustrofobia o no, sedersi in prima fila è d’obbligo, signore e signori a Napoli è di scena la leggenda: Ian MacKaye e Amy Farina. E se non sapete chi è Ian è meglio che vi fermiate pure qui allora… anzi no, andate pure avanti ché è capace che impariate qualcosa di buono.
Ian MacKaye è voce e chitarrista dei mitici Fugazi, una band che ha fatto la storia di una certa musica indipendente americana, ma Ian è anche co-fondatore dell’etichetta discografica Dischord che da poco meno di trent’anni sforna (bellissimi) dischi che vende a prezzo bassissimo in totale autonomia.
Ian MacKaye è uno straight edge convinto: non beve, non fuma, non si droga e fa sesso solo per amore; e come se non bastasse è anche un super-vegano, cioè non mangia nessun cibo di derivazione animale e neanche certi tipi di verdure… insomma è quasi peggio di un cattolico praticante, semmai esiste un cattolico praticante!
Gira voce che Ian, oltre a voler suonare sul presto (alle 21!! orario davvero improponibile per il pubblico napoletano!!!) abbia preteso di suonare in un posto dove non fossero serviti alcolici, dove il pubblico fosse sobrio e consapevole cioè, e questo faceva presagire un tipo un po’ rompipalle che male si sarebbe adattato a questa caotica città… Ma così non è stato, anzi: Ian si è rivelata una persona tranquillissima e disponibile, aperta al dialogo con il pubblico, e non malignate dicendo che se non avesse chiacchierato così tanto il concerto sarebbe durato una mezz’ora scarsa.
Chi se lo sarebbe mai aspettato di suonare in un ex-cinema (addirittura ex-chiesa NATO, una ventina d’anni fa) situato in un semi-scantinato con Napoli di fuori, esordisce lo stesso Ian a proposito della strana venue dove ha la ventura di suonare.
 
Il progetto presentato a Napoli si chiama The Evens (letteralmente: I Regolari), in cui oltre a Ian milita appunto Amy Farina sua compagna di vita e sorella del ben più famoso karateka Geoff: due voci, una batteria, una chitarra baritono (corde più robuste, e meno male!) e un mixer è tutto ciò che serve stasera.
Immaginate un po’ i Fugazi acustici e rallentati e con qualche melodia vocale in più e non sarete poi tanto lontani dalla musica contenuta nel disco (omonimo) d’esordio: una musica che dal vivo diventa ancora più profonda, nervosa, tesa.
Sì perché uno come Ian il punk-rock ce l’ha nel sangue, le urla gli escono dal profondo dell’anima e non puoi non riconoscere certi toni fugaziani nel suo cantato “regolare”, il suono della chitarra sarà pure pulito, ma la forza con cui Ian suona ti prende dentro e anzi tu che sei seduto a dieci centimetri ti ritieni assai fortunato che non stia suonando una chitarra elettrica; mentre il drumming (e il cantato, anche se puro)di Amy sembra svogliato e impreciso, ma questo è il modo giusto di suonare questa musica: secco, definito, punk appunto.
 
Perché, insegna Ian, punk-rock non è un modo di vestirsi, punk-rock non significa suonare veloce, punk-rock non è nemmeno una cresta in testa: punk-rock è liberazione. La musica era qui prima del linguaggio, la musica è una cosa seria, continua Ian, e poi dice che la cosa più bella di un concerto è quando il pubblico canta insieme alla band, quando si canta tutti insieme, è un senso di comunione che esprime un’energia incredibile: ecco perché stasera Ian vuole cantare con noi, e non certo O sole mio come un tipico napoletano propone.
Ian inizia a darci lezioni di canto, non dovete essere imbarazzati dice, quelli più pazzi siamo noi, sul palco e con le luci puntate addosso, imbarazziamoci tutti insieme allora… Ian ci insegna le strofe e di lì a poco tutti a cantare (the police will not be excused/the police will not behave) ed è bellissimo.
 
Questo è un concerto politico non solo nella forma, ma anche nel contenuto: Ian non manca di accennare agli imbecilli massimi Bush e Berlusconi (assholes in the castles, li definisce: stupidi incapaci di vivere tra la gente comune) che fanno fin troppo bene il loro lavoro ma che ben presto se ne torneranno a casa, perché la gente ha il potere e ce la farà, rimetterà tutto apposto, ci vorrà del tempo ma è sempre stato così, ci assicura Ian.
 
A fine concerto i cd da vendere finiscono davvero in un battibaleno e io non so come ma in tasca mi ritrovo due cd al prezzo di uno, forse un regalo involontario di Ian (mi ha chiamato brother!) quando gli porgo il mio blocchetto per gli autografi di rito… scusa Ian, comunque il cd in più l’ho già regalato al mio fido compagno di concerti Alfredo! E poi trovo a terra anche cinque euro, due cd al prezzo di cinque euro, faccio proprio schifo vabbè. Mi dovrei quasi vergognare di averti stretto la mano?
 
Ian ha detto che a stare qui a Napoli, a suonare davanti a noi, loro non sono stati fortunati (lucky) ma benedetti (blessed), ma la verità è che stasera siamo stati noi a essere blessed not lucky.
Adesso ti aspettiamo con i Fugazi, Ian; torna ti prego, ché nel 1988 si era ancora troppo bambini per entrare al Tien-A-Ment… Anche se quel «We are not playing at the moment» detto a mezza-voce in risposta alla mia domanda a proposito di ciò non fa sperare in nulla di buono, purtroppo.
 
Annunci

§ 6 risposte a blessed, not lucky. (the evens@napoli_4/11/2005)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo blessed, not lucky. (the evens@napoli_4/11/2005) su granelli.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: