L’isola Houellebecq. (contro la vita?)

5 ottobre 2005 § 8 commenti

autoritratto.

Alla presentazione sotterranea dell’ultimo libro (La possibilità di un’isola) dell’ingegner Houellebecq qualcuno rimane bloccato nell’ascensore, una lei si macera guardando il suo ex con la sua nuova ragazza, un vecchietto ha un giubbotto argentato dove campeggia – sulla schiena – un teschio fatto di brillantini, un’altra coppia discute rumorosamente al piano di sopra, una signora legge meccanicamente una domanda da un taccuino per poi prendere appunti sulla risposta senza probabilmente capirci niente in tutti e due casi, una ragazza (aspirante scrittrice, confessa) sbaglia un congiuntivo davanti a tutti.
 
Michel Houellebecq, meravigliato del suo status di star a Napoli, ha la faccia appuntita di uno gnomo e le mani sottili di una donna, ed è assai gracile nella sua camicia gialla; se ne sta per la maggior parte del tempo impassibile, con le spalle curve di chi non ha mai fatto palestra in vita sua; la sua pelle è dorata, abbronzata, e ha radi capelli biondi; talvolta sorride – timido – con uno strano brillio negli occhi. Mi è passato proprio davanti, sembra sentirsi fuori luogo, più che a disagio.
 
Lo scandaloso écrivain ci parla d’amore eterno (clonato?) e di cliché letterari auto-avveranti (eureka! urla, quando ciò accade) e, dopo aver consigliato una serie di libri di fantascienza ritorno di fiamma dalla sua adolescenza, ci ricorda che le religioni più sono monoteiste e più sono stupide (l’Islamismo? E con Rael come la mettiamo?) perciò preferisce i pantheon politeisti (come quello lovecraftiano o – meglio – quello greco)  e poi, rispondendo a una domanda, ne approfitta per metterci a corrente della sua idea di paradiso, un’idea come quella di tutti gli altri dice, con poche pretese di originalità: acqua, clima temperato, sole. Magari se si potesse avere meno luce – più nuvole – nei quadri che illustrano il paradiso, aggiunge infine, sarebbe più contento; ché il troppo azzurro gli fa male agli occhi.
Stranamente non fa alcun accenno al sesso, anzi mi pare di capire che alcuni suoi personaggi sono felici proprio perché – di sesso – non ne fanno.
 
L’introduzione è stata curata da un tizio che ha parlato per quasi mezz’ora credendo di dover tenere una lezione universitaria, terribilmente noiosa va da sé; l’interprete simultanea (che pur conosco, di vista), o traduttrice sincronica (se preferite), lo interrompe continuamente con il suo piatto tono di voce, rendendo assai difficoltoso il fatto che un solo concetto uno espresso dallo scrittore possa rimanermi impresso in testa.
 
Me ne vado senza che abbia mai letto niente di lui da potermi così far firmare.
In verità sul momento mi viene in mente di farmi autografare il suo nuovo libro (bella foto fuori fuoco in copertina, fatta da lui medesimo) per poi lasciarlo lì, in libreria, che lo compri il primo fortunato che capita, ma mi sembra una cosa abbastanza stupida da fare, mi sarebbe venuta voglia di comprarlo poi, e così…

Annunci

§ 8 risposte a L’isola Houellebecq. (contro la vita?)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo L’isola Houellebecq. (contro la vita?) su granelli.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: