[(meno) mal(e) comune]

30 luglio 2005 § 10 commenti

Ci hanno preso davvero tutto, anche i Van Halen.
Ci sono rimasti (in realtà sono appena arrivati) gli OfflagaDiscoPax (Offlaga Disco Pax?), però.
Che ci cantano le canzoni socialiste, cioè… ci leggono i testi socialisti. Tutti vestiti di nero.
Storie quasi tutte vere, ammonisce dopo la sigla, il cantante Max che si aggrappa al microfono in modo pericolosamente simile a Ian Curtis. È così, inutile negarlo.
Ma lungi da me fare paragoni inutili, è il dj che mentre loro si preparano mette su proprio i Joy Division. Quando si finirà, di pensarla a questo modo?
Rapportare il presente al passato… è inevitabile.
 
Storie, si diceva. Il cantante non canta, narra.
Storie socialiste in salsa new wave di un tempo nemmeno tanto lontano poi, il luogo invece è abbastanza vicino: l’Emilia Romagna, la rossa Emilia Romagna.
Il marziale narratore urla nel microfono che nel suo quartiere il partito comunista prendeva il 74%, la democrazia cristiana il 6% e se ne fa vanto. E l’altro 20%, mi piacerebbe sapere a chi andava.
 
Ma stasera ho l’impressione che non sia serata. È la prima volta che li vedo, forse è un caso isolato, ma sul palco mi sembrano deboli. Non mi sembrano entusiasti, di esserci, qui e adesso. Sarà il caldo, la stanchezza magari, il viaggio.
 
Il suono è vuoto, i volumi troppo bassi. Il palco è troppo grande per loro. Il risultato è la dispersione più totale.
Il bassista, accasciato su uno sgabello, piegato sul suo moog di chissà quale anno e paese, sembra avere problemi tecnici, non sente quello che suona forse, appare scazzato; il chitarrista sembra non avere idea di cosa ci faccia lì, è a disagio e suona come se fosse costretto; la voce narrante, con tutto il suo bagaglio fisico di memorie (una ciabatta deFonseca, una vecchia macchina fotografica, una talpa di peluche, una foto del busto di Lenin) dà via gomme Cinnamon e wafer Tatranky nel bel mezzo delle canzoni e il suo sguardo è indignato. Ma non con noi, certo.
 
Prima che iniziasse il concerto gli avevo chiesto uno dei libretti ciclostilati, lì dove sono contenuti i testi socio-politici del gruppo (gruppo contrario alla democrazia nei sentimenti? Perché? O meglio, cosa vuol dire?), e lui mi fa segno di no con la mano, sorridendo timido, credeva volessi un Tatranky. Poi capisce e me lo dà, il libretto bianco degli Offlaga (che si è scoperto essere un paese… dell’Emilia?). Ecco, sì, forse (di sicuro) è solo timidezza. Ma poi un ragazzo gli urla “il tuo aspetto ordinario/mi suggerisce ascolti deplorevoli” e lui sorride ancora, lui e la sua mole massiccia, però questa volta mandando mentalmente affanculo il ragazzo penso.
 
(mi sa che sono stato l’unico a urlare “Julie’s Haircut” nel momento censurato dello sputtanamento dell’arrogante bottegaio testa di cazzo)
 
Ma i peggiori sono quei tizi che cantano i testi degli Offlaga insieme a Max, come se stesse parlando di loro, come se qui si trattasse delle canzoncine del Blasco nazionale. E invece c’è solo da ascoltare, e basta. State zitti, maledizione. Fatemi sentire la sua voce popolare. Ripetete a mente, se proprio dovete.
Quelli che si ammazzano per prendere una gomma da black panther o un wafer crollato miseramente sotto i colpi delle multinazionali anch’esso. Come se si trattasse di loro.
Ecco, un nuovo terrore, servirebbe per questa gente, sì.
Troppo cattivo?
Forse sì, ma il fatto è che con la musica non si scherza.
 
 
 
 
(Robespierre, richiesta a gran voce da me, viene recuperata all’ultimo momento, meno male, quando il tempo a disposizione era già scaduto, e allora le facce nervose degli ODP si distendono in un sorriso deluso, chissà perché, forse al di là di tutto gli sarebbe dispiaciuto non fare il loro cavallo di battaglia, un pezzo che più che memoria storica di certi anni ’80, è un vero e proprio inno alla nostalgia di un certo modo di vivere)
 
 
Comunque il mio feticismo musicale viene soddisfatto dal disco originale (con adesivo stampa) alfine comprato, dalla scaletta della serata e dal manifesto regalatomi gentilmente dal chitarrista (grazie). E poi il bottino comprende anche le fotocopie ciclostilate, ovvio.
 
E seppure un po’ con l’amaro in bocca – aspettavo di vederli da tanto tempo – il disco rimane disponibile a ripetuti ascolti.
Un disco pieno, potente.
 
Spero di poterli vedere ancora una volta.
 
 
 
 
 
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§ 10 risposte a [(meno) mal(e) comune]

  • Twentythird ha detto:

    A me non dispiacciono eh. Però… i Massimo Volume [mi pare] + o meno ‘sto genere di cose le abbian fatte prima…

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  • sand ha detto:

    sì, il recitato/racconto c’era già nei massimo volume (grande gruppo, peccato si siano sciolti *sigh*). però il tipo di musica era completamente diverso. e, oserei dire, anche le intenzioni/argomenti erano completamente diverse/i.

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  • Twentythird ha detto:

    Sì, io mi riferivo al parlato/racconto, ovviamente:-)

    Sul fatto delle argomentazioni, non so…mi sembra che ‘abbiano poco da dire’…aspettiamo un pò prima di gridare al ‘miracolo’, ecco:-P

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  • abteilung ha detto:

    non sono ancora riuscito ad ascoltarli, anche se a quanto pare ne parlano tutti.

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  • sand ha detto:

    @23: non sono d’accordo… 🙂 trovo i testi (parlavi dei testi?) degli offlaga molto “pregnanti”, e dicono davvero qualcosa. anche una canzone come “deFonseca”, che uno potrebbe definire la solita canzone d’amore, in realtà dice, e racconta, in un modo incredibile, e straziante.

    @abteilung: eh sì, il culto sta crescendo. a domani i consigli per gli acquisti… ma tu che musica vuoi?

    (e… mi conosci?)

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  • abteilung ha detto:

    diciamo che ti leggo da tanto tempo ma non ho mai commentato prima. comunque dei tuoi gusti mi fido.

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  • sand ha detto:

    ma grazie abteilung! 🙂 a tra un po’ i consigli per gli ascolti.

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  • alband ha detto:

    Ciao sand…
    sono EMO degli AL. mi fa piacere che ci hai scritto sul ns Blog.
    C’ero ank’ io il 29 luglio in quel di Guardia Sanframondi e ho ascoltato con curiosità gli Offlaga … tolto il caldo e tutte le vicissitudini del mio viaggio per arrivare a Guardia da Roma… posso dire che a me hanno destato una buona impressione. Era la prima volta che li vedevo dal vivo ed le loro atmosfere strumentali molto essenziali, miste, secondo me, ad un cantato che lasciava spazio a riflessioni immediate sulle descrizioni dei luoghi e dei protagonisti dei testi, non sono niente male. Poi Max (the singer) ha un aspetto molto ironico e da sfottò che mi piace miskiato alla seriosità del corredo sonoro-cantato. Ah , diciamo ke io sono arrivato il giorno prima per vedere il magnifico Paolone BenveGNU’!!!! CMQ… Gli AL. registreranno una demo a settembre che , se vuoi ti faremo ascoltare per allargare la cerchia di ascolti sulle ns songs!!! ps di dove sei te?!Noi Prov di Roma!!! Hallo goodbye.
    EMO (AL.)

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  • alband ha detto:

    Non so se è difficile che un romano si sposti al sud per un concerto… ti posso dire che io sono abbastanza un “cane sciolto” e vado dove mi gira e dove le cose mi incuriosiscono….Bhè in effetti GNU’ è cambiato un pokino dai tempi degli scisma.. sono daccordo… anke se alcune songs come Suggestionabili e Il Sentimento delle cose io le ascolterei in album come Armstrong … Mah…ora ti saluto sand che, per la prima volta quest’ estate vado al mare… increbibole!!!!è un piacere scambiarsi opinioni su qualsiasi cosa….a bientot!!!!
    W la musìc.
    EMO.

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  • alband ha detto:

    ewwiwa la musìc allora !

    flaffio. (al.)

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