18 maggio 2003 § 3 commenti

l’ altro giorno sono stato al rimpatrio con gli amici del liceo, si, proprio la classica famigerata rimpatriata con i vecchi amici di scuola, oddio, forse è un pò troppo chiamarla così, visto che eravamo solo in quattro a mangiarci una pizza schifosa, croccante e senza mozzarella. c’ era il piccolo imprenditore capitalista con la smart, l’ architetto latifondista, il finanziere bravo, e poi successivamente s’è aggiunto anche il simpatico sciupafemmine nullafacente. s’è parlato poco dei tempi andati e dei prof del liceo, strano, però s’è sparlato un pò dei compagni che non c’erano, naturalmente, ma senza cattiveria però!


io all’ inizio non volevo neanche andarci, temevo le solite fatidiche domande bastarde ‘che stai facendo adesso?’ e ‘cel’hai la ragazza? come stai a femmine?’; ma alla fine ho deciso di andarci, di cosa dovrei vergognarmi io che ero il primo della classe? è anche un simpatico modo di confrontarsi.


se alla prima domanda non ho avuto problemi, anzi ne sono uscito quasi ammirato [“sto facendo degli spot progresso insieme a dei bambini!”, è vero, si, ma ne ho girato solo uno in realtà! ho fatto l’ aiuto-regista, ho recitato una piccola parte da deficiente, ho aiutato nel montaggio, ho portato le musiche. è stato davvero bello. (quando hai un motivo per uscire di casa le giornate diventano così leggere, il pessimismo viene meno) però non ho avuto il coraggio di dirgli che ho rifiutato un fantastico master in service management, già il nome dice tutto, ed invece ho partecipato ad un concorso cinematografico scrivendo un film, quasi avessi fatto qualcosa di sbagliato nel non rinunciare a sognare! (se non credi più ai sogni, i sogni non crederanno più a te)]; la seconda domanda è sempre quella che mi imbarazza di più perchè da queste parti, in realtà credo ovunque, se non hai la ragazza e/o vanti prodezze amatorie e erotiche acrobazie con almeno 3 ‘femmine’ vieni considerato automaticamente strano e/o omosessuale.


comunque dei miei amici lavorano, altri no, non sono il solo ad avere un problema con la vita istituzionale allora, qua al sud l’ indolenza prende alla gola, ‘chi celo fa fare?’ sembriamo chiederci, e non so se questa sia una scusa e quanto sia meglio essere un ‘milanese’ piuttosto che un oziante a tempo pieno? non tutti hanno la ragazza però tutti fanno battute a sfondo sessuale quindi è tutto ok, la loro virilità è salva.


siamo poi andati in un bar, fighetto rinomato, dove ho incontrato il mio compagno di banco, copiava tutto da me ed era pieno di ragazze, ha finito gli esami l’ anno scorso ma ancora deve laurearsi, chi glielo fa fare? ho incontrato anche un altro vecchio amico, un vecchio capasciaqua, progetta già le vacanze e s’è iscritto ad una delle tante mini-lauree fai-da-te.


a questo punto mi è presa la malinconia, e non so nemmeno perchè, tutte le cose passate, passano, appunto, e non ho parlato più, cosa potevo dire? non so. ‘quante cose passano nella vita, come siamo cambiati, o forse no’, e iniziare un bel discorso simil-filosofico magari.. invece si è preferito optare tutti per una bella bottiglia di prosecco bianco.


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