23 aprile 2003 § 3 commenti

andrew wyeth "barracoon"

 

"sono l’ Addolorata, diceva la sua schiena, sono un’acqua scura, sono dolore, la mia anima è lacera, sanguina, toccherai la mia ferita? un attimo di silenzio. non lo farà, si disse, non mi dissezionerà proprio qui, proprio ora; e infatti non lo feci. la lasciai tornare in silenzio alla poltrona. alla fine parlò lei."

Follia di Patrick McGrath è un libro molto triste, parla di una donna pallida e bellissima, bionda, una Marilyn come tante forse, annoiata dal gelo della vita, guidata dall’ istinto, la forza interiore, il lato animale, ma anche così debole, il sesso della madre terra che la chiama, il sesso come energia primordiale, la femminilità usata per riempire quel buco che si ha dentro senza importarsene se per questo si verrà chiamata puttana, o strega, e non ha importanza il dolore che sarà comunque presente per sempre, qualunque cosa, qualunque persona sarà adatta allo scopo. scappare alle urla interiori, fuggire al dolore che brucia le carni, alla noia, al freddo, alla disperazione di notti buie e scure, notti bianche… che importanza ha? scappare da quello che si è fatto della propria vita, scappare a quello che siamo diventati, scappare allo specchio.

follia è un libro che parla d’ amore, di quell’ amore assoluto, forte, che alla fine (perchè c’è sempre una fine) non sappiamo più cos’è, cosa è diventata la nostra vita perduta dietro un’altra persona, la persona amata. quell’ amore che mangia le teste, il nostro cuore che si stringe e sanguina, quell’ amore che ci fa impazzire. l’ ossessione per l’ essere amato… o per noi stessi? l’ amore è prima cosa egoismo.

sposata ad uno psichiatria che più di tutti dovrebbe capirla, aiutarla, Stella ne è al contrario raggelata, mai un abbraccio, mai un bacio. ma non si può mettere da parte il corpo perchè noi siamo prima corpo, poi mente, prima fame, poi pensiero. animali che pensano, ecco quello che siamo, in cerca d’ amore, sempre, qualcuno che ci stringa, qualcuno che ci abbracci, qualcuno che ci guardi, dentro. stella trova l’ amore in un malato mentale che ha ucciso la moglie, a forza d’ amarla. ma chi è il vero pazzo? uno che disseziona l’ anima umana pretendendo di capire tutto senza capirci nulla o uno che disseziona il corpo umano fino ad ucciderlo? è una sublimazione, in ogni caso.

stella, completamente abbrutita, animalità, decide di perdere tutto e fugge via. l’ amore consuma il sè, l’ amore cancella le cose, e nient’altro ha più importanza, la vita e la morte diventano concetti così relativi ed opposti quando qualcosa ti sta bruciando (mangiando) dal di dentro, gli altri non hanno più importanza, e nemmeno tu vali più niente, solo il tuo cuore, quello che provi, il dolore, le urla, la tua anima. è quello che senti.

l’ ambiguità sta nel fatto che crediamo di conoscere noi stessi, i nostri sentimenti, le nostre emozioni, i nostri pensieri, poter conoscere noi stessi, fosse così facile, conoscere le nostre cattiverie, meschinità, ardori, dolori, egoismi…. ed invece la prima passione che arriva squarcia le nostre carni, lasciandole aperte, all’ aria, lasciando colare via il nostro sangue, iniziamo a dissanguarci e l’ unica domanda è: vogliamo fermarci o no?

 

 

Da dove siamo nati?

Da dove siamo nati?
Dall’amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L’amore.
Si può trovare anche l’amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L’amore.
Cosa deve unirci sempre?
L’amore.

Wolfgang Goethe

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