20 marzo 2003 § Lascia un commento

The Hours, un film complesso, pesante, difficile. quasi come la vita, piccoli spiragli di felicicità che non riusciamo a riconoscere. tre donne, tre vite in un giorno, distese sul letto, gli occhi aperti. manca la forza di alzarsi. si pensa alla propria vita, le immagini scorrono davanti agli occhi, nella propria testa, il proprio cuore dolente. i minuti passano, le ore. gli arabeschi, gli intrecci, i rimpianti. volevo essere uno scrittore. è il poeta che deve morire, il visionario.

(quante volte ho pensato questa cosa, per poter finalmente vivere, lì dove prima c’ era solo malinconia)

affinchè la tua vita acquisti un valore, un significato per contrasto.

tante frasi del film mi sono rimaste impresse, ma niente di sconvolgente, quel tipo di frasi messe a riposare nel nostro cuore da tempo indefinito ormai, frasi che siamo troppo occupati a non sentire, a coprire, assordando il nostro silenzio.


—organizzare feste per coprire il vuoto

—si vive per gli altri

—imparare tutto dalla vita per poi, semplicemente, abbandonarla

—se potessi passeggiare a metà mattina, sarei un uomo felice

—non si può trovare la pace fuggendo alla vita

(londra)

un manuale del pensiero proprio.


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