18 gennaio 2003 § 4 commenti

 

sono andato a vedere il film Prendimi lAnima, era come si dice? un matinè. cera anche lattrice Emilia Fox, così piccola e nervosa, era seduta proprio dietro di me. nevrotica non in un senso negativo, ma fragile. sembrava sciogliersi in millegrazie ogni volta che qualcuno le diceva quanto fosse stata brava. le mani ossute, non molto curate, ma così semplici e belle, mi hanno colpito. nemmeno molto truccata, non sembrava certo una diva! il suo corpo, il suo seno, diceva una trentina danni, ma ne ha solo 28. sembra più grande, più ‘vecchia’ se non fosse così poco gentile dirlo. solo un anno in più a me, ne dimostra di più, forse perché ha vissuto di più, più esperienze di vita di me. mi piacerebbe spedirle una lettera, ma come risponderebbe? magari se ci fossimo incontrati, altre circostanze, ci saremmo potuti amare. almeno io lavrei amata. per un momento ho avuto limpressione mi guardasse, me, indugiasse… le ho fatto una domanda.
 
"che effetto ti ha fatto vederti sullo schermo e non sentire la tua voce?"
 
la traduttrice, che però è stata gentilissima, le ha chiesto:
 
"what do u think of the dubbed version?"
 
ma io le avevo chiesto unaltra cosa! non cè poesia a questo mondo. solo idiozia. a cominciare dal regista del film, roberto faenza, così non professionale. dei registi americani avrebbero parlato per ore, alle domande che gli hanno fatto, anche se non erano intelligentissime, del loro lavoro. lui sorrideva! non sapeva che rispondere. che idiota. e così poco modesto poi! "se solo questo film fosse distribuito in modo decente, faremmo un sacco di soldi. perché il pubblico vuole cultura!”, che ruffiano.
 
(e che idiozia in sala! tutti psicanalistipsicologipsichiatri con il loro bisturi in bella mostra)
 
il film comunque è abbastanza bello, anche se un po’ troppo ‘sentimentale’ e storicamente imperfetto. (dovè finito Freud?) e non mi piace nemmeno la doppia realtà del film: non capisco perché appesantirlo con una storia moderna?
 
voleva raccontare di SABINA, ma poi alla fine tutto quello che ha raccontato è stato il rapporto tra Jung e Sabina. povera Sabina, così visionaria, lei e i suoi sogni dAmore, e una nuova educazione per i bambini. uneducazione alla Libertà, alla spontaneità, alla Felicità.
 
lamore vince tutto, sì. lamore è più importante, sì. non aver paura dellamore, sì.
 
devi aver paura delle persone, aggiungerei io.
 
(reprimi le tue emozioni, dicono)
 
io che mi porto sempre digicamera e moleskine dietro, stavolta non avevo nulla, è che non so dove metterli. va bene così comunque. alcuni ricordi, conservati nel cuore, appaiono più belli.
 
———————————————————
 
(ah, comunque alla domanda ha risposto: "i was so thrilled and nervous, but it has been fantastic! such beautiful voices!", che dolce. la maggior parte degli attori, egocentrici, supponenti, sarebbe inorridita, sentendosi menomata della propria voce, e si sarebbe arrabbiata molto)
 
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