piscine.

7 dicembre 2014 § Lascia un commento

«Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: “Ho bevuto troppo ieri sera”. Si poteva udire i parrocchiani che lo bisbigliavano all’uscita della chiesa, si poteva udirlo anche dalle labbra del parroco, mentre si infilava faticosamente la tonaca nel vestibolo, si poteva udirlo nei campi di golf e di tennis, e anche nella riserva per la protezione della fauna, dove il presidente della locale associazione ornitologica era ancora in preda ai postumi di una sbornia. “Ho bevuto troppo”, gemeva Donald Westerhazy. “Tutti abbiamo bevuto troppo”, gli faceva eco Lucinda Merrill. “Dev’essere stato il vino”, osservava Helen Westerhazy. “Ne ho bevuto troppo di quel vino rosso”. […] Neddy Merrill era disteso vicino all’acqua verdognola, una mano immersa nell’acqua e l’altra stretta intorno a un bicchiere di gin. Era un uomo snello, con quella particolare snellezza della gioventù, e pur essendo tutt’altro che giovane, quel mattino era scivolato giù dalla ringhiera di casa sua, dando poi una pacca sul sedere della statua in bronzo di Afrodite sul tavolino nell’atrio mentre correva verso l’odore del caffè in sala da pranzo. Merrill poteva essere paragonato a una giornata d’estate, in particolare alle sue ultime ore, e anche se non aveva una racchetta da tennis né una borsa da vela, evocava un’immagine di gioventù sportiva e di tempo clemente. Aveva appena finito di nuotare e ora respirava profondamente, come se volesse mandar giù nei polmoni tutte le componenti di quel momento, il calore del sole e l’intensità del suo piacere; sembrava che tutte fluissero dentro il suo petto. […] In quel momento gli venne l’idea che, facendo una curva a gomito in direzione sud-ovest, sarebbe potuto arrivare a casa sua a nuoto. Non faceva una vita da isolato e il piacere che gli dava questa constatazione non poteva essere spiegato con un complesso di fuga. Gli sembrava di vedere, con un occhio da cartografo, il dispiegarsi delle piscine, quel corso d’acqua quasi sotterraneo che si snodava attraverso la contea. Aveva fatto una scoperta, aveva dato un contributo alla geografia moderna, e quel corso d’acqua l’avrebbe chiamato Lucinda, col nome di sua moglie. Non era uno che amava particolarmente gli scherzi, né era un buffone, ma era volutamente originale, e si considerava in generale, e modestamente, un personaggio leggendario. […] Era una stupenda giornata, e il fatto di vivere in un mondo così generosamente fornito d’acqua gli sembrava un dono del cielo, una benedizione. Si sentiva il cuore leggero, e cominciò a correre sull’erba. L’impresa di avventurarsi verso casa seguendo questa insolita rotta gli dava la sensazione di essere un pellegrino, un esploratore, un uomo del destino, e sapeva che sul percorso avrebbe incontrato molti amici, tutti amici assiepati lungo le rive del fiume Lucinda».

(John Cheever, Il  nuotatore)

uccelli.

11 novembre 2014 § Lascia un commento

giorni fa ho sognato tom waits, come quella volta che l’ho visto a milano. suonava in una stanza illuminata da un sole hopperiano, il vento che scuoteva pentole e quadri. uccelli bellissimi e con una sola ala, rosati, cercavano di volare via, senza riuscirci. come in attesa di un terremoto, la casa era quella della mia infanzia.

risultati.

9 novembre 2014 § Lascia un commento

una tipica giornata normale dai risultati inaspettati, appunto: un felice ritorno in bicicletta, due vinili dei beatles e un doppio con grandi successi rhythm’n’blues per soli dieci euri, il libro preferito di syd barrett per poco più di un euro, e per finire una piacevole pizza in compagnia di colapesce e amici.

miriam in siberia.

8 novembre 2014 § Lascia un commento

\m/ ennesimo concerto visto, ennesima dimostrazione che un suono così in italia non si sente da nessuna parte. un suono incredibile… davvero, fossero nati altrove, sarebbero nelle vostre orecchie e sui vostri blog già da molto tempo… dateci un ascolto, se vi piace roba come black mountain e pontiak… ma soprattutto, andate a vederli dal vivo… un tornado sonico, definitivamente. \m/
https://soundcloud.com/miriaminsiberia/sets/failing

sogni.

7 novembre 2014 § 1 commento

le catene che ci fabbrichiamo da soli sono quelle che più resistono al tempo e alla ragione, ma piano piano… scriveva Thoreau: “Se uno avanza con fiducia nella direzione dei suoi sogni, e cerca di vivere la vita che ha immaginato, otterrà risultati inaspettati nella vita normale”.

lumache.

6 novembre 2014 § Lascia un commento

cavaliere medievale vs tediosa lumacaPrima dell’invenzione della stampa, i libri erano fatti a mano. In Europa i monaci medievali passavano lunghe ore a copiare testi, spesso aggiungendo illustrazioni ai margini delle pagine. C’è una strana scena che compare spesso in questi manoscritti miniati: l’immagine di un cavaliere che combatte contro una lumaca. Gli studiosi non hanno ancora trovato un accordo né sul motivo della sua popolarità né sul suo significato. Una possibile teoria è che la lumaca simboleggi “il lento tedio della vita quotidiana”, che distrugge i nostri sogni e le nostre speranze come le lumache distruggono le piante del nostro giardino. In accordo con i presagi, Acquario, ti nomino cavaliere, così potrai sconfiggere la tua versione metaforica della lumaca. [L’oroscopo di Rob Brezsny su Internazionale, 6/12 Novembre]

Questa volta mi sei proprio piaciuto maledetto drogato di un Rob, ma ancora di più mi piacerebbe conoscere il tuo spacciatore.

fuzzy.

30 ottobre 2014 § Lascia un commento

vecchie canzoni che spuntano improvvise dai più remoti recessi della memoria, come videocassette sbiadite e ammuffite registrate quando la televisione ancora trasmetteva musica, dove le parole hanno sempre un perché senza nemmeno un perché.

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