fuzzy.

30 ottobre 2014 § Lascia un commento

vecchie canzoni che spuntano improvvise dai più remoti recessi della memoria, come videocassette sbiadite e ammuffite registrate quando la televisione ancora trasmetteva musica, dove le parole hanno sempre un perché senza nemmeno un perché.

spiegazioni.

28 ottobre 2014 § Lascia un commento

«Spiegarsi è un modo per accostarsi a qualcuno cui si è fatto del male, quasi che facendogli del male gli si dia un motivo per amarci». (Bernard Malamud, Il commesso)

dreams.

18 ottobre 2014 § Lascia un commento

trovare il vinile “dry dreams” della jim carroll band su una bancarella e pagarlo 3 euri, ecco, anche per oggi la felicità è servita. scusa tipa che lo volevi anche tu, ma sono arrivato prima io, e i capelli rossi passano, mentre la musica è per sempre… grazie, karma! <3

morrissey.

16 ottobre 2014 § 1 commento

Roma, 14/10/2014.
Nell’attesa di Morrissey, il palco è occupato da un microfono solitario e un drappo bianco su cui passano vari video anni ’60-’70: i primi sono i Ramones, poi c’è Brian Eno, i New York Dolls, varie dive, il toro che incorna il torero, e così via, perfino la regina che alza il dito medio, e uno sbeffeggiamento alla Tatcher morta! Come a dire: questa è la mia cultura. Poi entra lui, e ci si rende conto che un pezzo di quel mondo lì esiste ancora, per fortuna. Il concerto infatti – ovviamente – si rivelerà fantastico e commuovente, e non certo perché Moz ha annunciato di avere il cancro («Se muoio muoio, e se non muoio non muoio»). Morrissey è in gran forma, si dà tutto al suo pubblico, scherza, fa le linguacce, stringe mani. Siamo esseri umani, abbiamo bisogno di essere amati. Moz apre incredibilmente con “The Queen Is Dead”, e oltre a svariati pezzi solisti dal nuovo album e non, farà altri tre pezzi degli Smiths: “How Soon Is Now?”, “Meat Is Murder”, e un “Asleep” da lacrime sul finale. Durante la canzone animalista per eccellenza scorre il triste video degli animali macellati, molto toccante, seppur vecchio: possibile che oggi sia ancora così, forse anche peggio? Moz l’avrà visto millemila volte, ma è comunque provato dalla visione, come noi del resto. All’ingresso c’è perfino un manifestino che fa divieto di introdurre e consumare carne e pesce di qualsiasi genere all’interno del locale. Intanto il sudore va a disegnare un cuore sulla schiena di Morrissey, jeans largo e casacca rossa; «Fuori piove, qui dentro avete me», dice con la solita ironica umiltà. Non possiamo far altro che ringraziare, felici. Il gruppo è impeccabile, esteticamente e musicalmente; hanno pubblicato un nuovo disco, dice il Moz, lo possiamo ascoltare su youtube, se vogliamo, visto che – per dissidi con l’etichetta – è stato ritirato a tre settimane dell’uscita. Il buon Moz parla molto questa sera, ma le uniche parole che pronuncia in italiano sono «Grazie» e «Mio privilegio», appena entrato, inchinandosi, pur avendo vissuto a Roma e amando molto il nostro bel paese: incredibilmente rivela che “I Know It’s Over” («Una canzone che non canterò mai più», dice, soffocando una risata) è stata ispirata da una vecchia canzone di Rita Pavone, “Heart” (?): «Le melodie sono molto simili, se ascoltate con attenzione». Il colpo da maestro narcisista qual è arriva alla fine, un bis che dura lo spazio di una sola canzone purtroppo, alla fine di “Everyday Is Like Sunday” Moz si strappa la camicia indossata per l’occasione e la lancia al pubblico adorante (una tipa è perfino riuscita a salire sul palco e ad abbracciarlo) che, nel tentativo di guadagnarsene un pezzo, non ha nemmeno il tempo di vederlo a petto nudo: un attimo e lui è già scomparso. So long, Moz!

red mozbw moz

scacciamosche.

15 ottobre 2014 § Lascia un commento

nietzscheOggi è il compleanno del buon vecchio Nietzsche e nessun doodle da parte di Google per celebrarlo… mi deludi Google, ma anche no, a dir la verità…!! Le perle meglio tenerle per sé…

«(…) Là dove la solitudine finisce, comincia il mercato; e dove il mercato comincia, là comincia anche il fracasso dei grandi commedianti e il ronzio di mosche velenose.
Anche le cose più eccellenti del mondo non valgono nulla, se non trovano qualcuno che le rappresenti: grandi uomini sono chiamati dal popolo questi attori.
Il popolo capisce poco ciò che è grande, cioè: la creazione. Ma esso ha comprensione per tutti gli attori e i commedianti delle grandi cause.
Il mondo ruota intorno agli inventori di valori nuovi – invisibilmente esso ruota. Ma il popolo e la fama ruota intorno ai commedianti: così va il mondo.
Il commediante ha spirito, ma poca coscienza dello spirito. Egli crede sempre a ciò con cui gli riesce di suscitare la fede più intensa – la fede in se stesso!
Domani avrà una nuova fede e doman l’altro un’altra ancora più nuova. Simile al popolo, egli ha rapidi sensi, e umori mutevoli.
Sconvolgere – ciò significa per lui: dimostrare. Far perdere la testa – ciò significa per lui persuadere. E il sangue è per lui la migliore delle ragioni.
Una verità che si insinui solo in orecchie fini, la chiama menzogna e nullità. Certo, egli crede solo a dèi che facciano gran fracasso nel mondo!
Il mercato è pieno di buffoni solenni – e il popolo esalta i suoi grandi uomini! Questi sono per lui i padroni del momento.
Ma il momento li incalza: così essi ti incalzano: e anche da te pretendono un sì o un no. Guai, vuoi assiderti tra pro e contro?
Per via di questi assoluti e indiscreti, sii senza gelosia, tu che sei un amante della verità! Mai la verità fu al fianco di un assoluto.
Per via di questi subitanei, ritirati nella tua sicurezza: solo sul mercato si viene assaliti con la richiesta di un sì o di un no.
Tutte le sorgenti profonde vivono con lentezza la loro esperienza: esse debbono attendere a lungo prima di sapere che cosa è caduto nella loro profondità.
Tutto quanto è grande si ritira in disparte dal mercato e dalla fama: gli inventori di valori nuovi hanno sempre abitato lontano dal mercato e dalla fama.
Amico mio, fuggi nella tua solitudine: io ti vedo tormentato dalle punture di mosche velenose. Fuggi là dove l’aria spira forte e inclemente!
Fuggi nella tua solitudine! Hai vissuto troppo vicino ai meschini e miserabili. Sfuggi alla loro vendetta invisibile! Verso di te essi non sono altro che vendetta.
Non levare più il tuo braccio contro di loro! Innumerevoli sono essi, e non è tuo destino essere uno scacciamosche. (…)».

                                (‘Delle mosche del mercato’, da “Così parlò Zarathustra”)

ray.

27 settembre 2014 § Lascia un commento

alzarsi a mezzogiorno, finalmente otto ore di sonno. prepararsi un tè, mangiare due biscotti. aprire le finestre, lasciar entrare il sole e le voci del vicolo. perfino la chiesa quaggiù è aperta, chiusa da sempre. mettere su un vinile di cinquant’anni fa, perché non c’è niente di più caldo del suono della polvere. pensare solo al prossimo giro in bicicletta, e a cosa fare stasera. i tempi duri un giorno finiranno, sì. suonala ancora, ray.

giradischi.

22 settembre 2014 § 1 commento

thom yorke ha lo stesso giradischi che da qualche anno giace inutilizzato nella mia tavernetta, a questo punto mi toccherà ripararlo e/o venderlo su ebay?

thom yorke's record player

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