ray.

27 settembre 2014 § Lascia un commento

alzarsi a mezzogiorno, finalmente otto ore di sonno. prepararsi un tè, mangiare due biscotti. aprire le finestre, lasciar entrare il sole e le voci del vicolo. perfino la chiesa quaggiù è aperta, chiusa da sempre. mettere su un vinile di cinquant’anni fa, perché non c’è niente di più caldo del suono della polvere. pensare solo al prossimo giro in bicicletta, e a cosa fare stasera. i tempi duri un giorno finiranno, sì. suonala ancora, ray.

giradischi.

22 settembre 2014 § 1 commento

thom yorke ha lo stesso giradischi che da qualche anno giace inutilizzato nella mia tavernetta, a questo punto mi toccherà ripararlo e/o venderlo su ebay?

thom yorke's record player

storie.

17 settembre 2014 § Lascia un commento

«Le storie ci accompagneranno finché esisterà l’uomo. Lo si capisce, in parte, dall’effetto che hanno sui bambini. Grazie alle storie i bambini capiscono che il mistero non li ucciderà. Grazie alle storie scoprono di avere un futuro». (Bernard Malamud)

dedicata alla tipa accanto a me che ieri nel cinema si è tolta le scarpe. <3

16 settembre 2014 § Lascia un commento

ucciso la salute

una bicicletta nuova.

15 settembre 2014 § Lascia un commento

prima uscita con la bici nuova: un poliziotto in moto mi insegue e mi ferma piuttosto preoccupato per la mia incolumità, consigliandomi di andare più piano, di togliermi le cuffiette, e soprattutto di usare la pista ciclabile… ma proprio quella dove qualche settimana fa un paio di vrenzole in scooter mi stavano buttando sotto? «Ma che vuole fare, qui non c’è la cultura della bici, li dobbiamo educare, intanto lei però faccia attenzione».

patti.

14 settembre 2014 § 1 commento

io e zia pattiio e zia patti ci incontriamo spesso, almeno ogni due anni. ci raccontiamo cose, leggiamo poesie, ascoltiamo musica. io ho perso qualche capello, lei è diventata strabica (o lo è sempre stata?), ma siamo belli, e lo sguardo resta sincero. è lei la più grande rocker del pianeta, ma questo lo sapete già, no? ciao zia, alla prossima. ti voglio bene.

sogno, gioventù.

12 settembre 2014 § Lascia un commento

sognare di parlare con passione di un disco, rispondere “guarda, tu pensa agli anni in cui è stato pubblicato, pensa a che rivoluzione fu, a chi lo sentì per la prima volta: suoni nuovi per orecchie nascenti”; e poi ricordarsi improvvisamente dei numeretti aggiunti a penna sullo spartano libretto accanto alle canzoni, e di un viaggio di quasi mille chilometri per la gioventù sonica finito proprio con questo disco, alle sei di mattina, sulla spiaggia… i dischi consumati a vent’anni sono sempre i migliori, parlo di quei dischi che quando finisce una canzone dentro di te senti già l’eco di quella successiva, e di certo questa non è solo nostalgia, perché un sogno ti ricorda sempre chi sei, nel profondo: “all that’s sacred comes from youth”.

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